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venerdì 20 giugno 2014

PANCAKES sglutinati e un grazie speciale

Ma voi avete mai provato a fare i pancakes?!
Io li ho sentiti nominare per anni e li ho sempre visti come un'entità aliena e qualcosa di decisamente troppo difficile da fare.
Ecco, non avevo capito un emerito tubo!
Ma come fa una ricetta americana ad essere difficile?!? Sarebbe un controsenso! Dovevo darmela un po' prima cavolini!
Sta di fatto che una mattina mi sono svegliata e ho detto: provo!
Ricetta di Martha alla mano in quattro e quattr'otto ho tirato fuori dei pancakes goduriosissimi.
Difficili?!? Ma neanche un po'! Di usa semplicità disarmante direi.
È visto che la voglia di pancakes arriva un po' quando meno te lo aspetti e non bevendo latte ecco li che una mattina in cui mi sono svegliata con tutti i pancakes nella testa -ma no, non è un modo per far venire i capelli tutti belli, io intendo dentro alla testa, un sogno!- mi sono detta: perché non provare a farli con il latte di cocco?
E poi lo step successivo: perché non sostituire l'uovo con la banana?!
Quindi, ricapitoliamo: questi pancakes sono senza glutine, senza uova, senza latte...insomma senza un bel tubo di niente, ma sono buonissimi :)!
Metteteci sopra quello che volete, dal miele allo sciroppo d'acero, dalla confettura alla nutella o magiateli anche così, nature, che sono beautiful come dicono gli inglesi :)!



E dov'è la ricetta?!?
Oggi faccio un po' la furbetta e vi rimando al mio nuovo blog On the falvor road.
Arricciaspiccia è il mio primo amore e fine ogni primo amore, non posso certo scordarmene, ma gestire un blog in inglese è un po' un caos. Capperini, scrivere un post in inglese non è mica semplice eh :)!

Vi abbraccio fortissimo! Una ad una!

Ed un'abbraccio mega va alla dolce Ste che non smetterò mai di ringraziare per aver creduto in me fin dagli albori :), a Vaty e a Benny :)! Vedere la mia ricetta prima tra tante splendide ricette di "Per un pugno di Mandorle" è per me un vero onore :)! Grazie di cuore ragazze :)!!!

venerdì 30 maggio 2014

Vegan Pho Soup: ne voglio ancora!

Seppur veloce, un piccolo post volevo lasciarlo anche questa settimana!

Una delle cose che amo di più di Sydney è la varietà di cucine che si possono trovare.
Passeggiando per Crown St in Surry Hills -un quartiere bellissimo con tutte le casette unifamiliari stile inglese, tutte di colori diversi e le ringhiere di ferro battuto tutte arzigogolate- si trovano uno dopo l'altro, ristorantini di ogni tipo: giapponese, thailandese, vietnamita, cinese, francese, italiano -mai provato e penso mai lo proverò! Non so perché ma ho un rifiuto per i ristoranti italiani all'estero. Considerando che anche in Italia i ristoranti davvero buoni non sono così semplici da trovare, figurati in Asustralia: un paese in cui la pasta è al dente quando per noi è tutta appiccicaticcia e collosa, dove la carbonara è con un litro di panna se no "it's not creamy enough" (non è abbastanza cremosa!), un paese in cui si pensa che cicken parmigiana (una fetta di pollo impanato con sopra pomodoro mozzarella e una gratta di bel parmigiano australiano -_-) sia uno dei piatti tipici italiani insieme a pasta e pizza. Ecco, credo di aver reso sufficientemente l'idea!- e continuando la lista: messicano,  nepalese, un pub australiano, indiano e chi più ne ha più ne metta!


Insomma, per me questa è una figata senza confine!!! Adoro provare tutti questi nuovi sapori freschi, ricchi, speziati. Diversi. E ciascuno a suo modo: deliziosi!

Da quando ho scoperto questa zuppa ne sono diventata dipendente. Fate voi che la scorse settimana l'ho mangiata ben 3 volte di seguito -con la mia dolce meta' che  giustamente mi prendeva in giro!-E-che-ci-posso-fare?!? Mi piace un sacco! E poi lo so come sono: se mi fisso con una cosa potrei mangiarla per giorni e giorni senza stufarmi!
Questa soup e' ottima sia nella versione originale nella quale il brodo e' di carne e quando è il momento di servirla si mettono nella ciotola striscione sottilissime di carne cruda che si cuociono con il calore del blodo stesso, che quella vegana con tofu e brodo fatto con l'aggiunta di funghi shiitake anziché carne.
I funghi shiitake sono un tipo di funghi cinesi che sono saporitissimi! Qui io ho la fortuna di trovarli freschi, ma voi potete usare quelli secchi che trovate nei negozi di specialita' asiatiche, mettendoli in ammollo per un po'. Ora che ci penso pero', potreste farla anche con i funghi porcini secchi. Caspita! Secondo me viene una bomba!

Il profumo che pervade la casa mentre il brodo cuoce è qualcosa di divino: provare per credere!

Ora eccovi la ricetta:

Pho soup vietnamita in versione vegana


Per il brodo:
8 cups di acqua (circa 2 l d'acqua)
1 cipolla tagliata a fette
2 spicchi d'aglio schiacciati
2 cm di zenzero tagliato a fettine
10 gambi di coriandolo (tenete da parte le foglie per quando impiattate)
10 gambi di basilico (tenete da parte le foglie per quando impiattate)
4 shiitake freschi (o secchi o porcini secchi ammollati in acqua per mezz'ora)
1/2 carota
1 gambo di sedano (facoltativo)
1 anice stellato
1 stecca di cannella spezzata in due
1/2 cucchiaino di pepe nero macinato fresco
1 e 1/2 cucchiaini di sale grosso
2 cucchiai di tamari (o salsa di soia se non siete gluten free)



Mettete tutti gli ingredienti in una pentola e fate cuocere a fuoco basso per un'ora da quando inizia a sobbollire. Filtrate il brodo e rimettetelo sul fuoco basso basso.

Per completare:
400 gr di silken tofu
Fecola di patate
Olio di girasole per friggere
4 cipollotti  (la parte bianca tagliata a pezzetti di 2 cm e la parte verde a rondelline)
Coriandolo e basilico tritati al coltello (le foglie che avrete tenuto da parte)
Germogli di soia
100 gr di noodles di riso (quelli che preferite, io ho usato quelli tipo trenette)

Preparate il tofu tagliandolo a fette di mezzo centimetro e mettendolo ad asciugare tra due fogli di carta assorbente.
Mettete un po’ di fecola di patate in un piatto e impanatevi il tofu (state attente perché il silken tofu è un po’ delicato). Disponetlo quindi su un foglio di carta assorbente.
Scaldate almeno 3 cucchiai di olio di girasole (in questo modo il tofu viene bello croccante fuori e morbido dentro) in una padella antiaderente e quando è caldo aggiunmgetevi il tofu. Fatelo cuocere a fuoco medio alto per 5 minuti o finche non sarà dorato, quindi giratelo, salatelo leggermente e fate cuocere per altri 5 minuti. Quando è pronto mettetelo su carta assorbene.

Mentre il tofu cuoce, portate a bollore dell’acqua (se non avete il bollitore, mollate tutto li dov’è e andate a comprarlo...siete ancora li :) ?!?!?) e versatela sui noodles. Lasciate i noodles in ammolo per dieci minuti, sgrovigliateli con una forchetta e scolateli. Teneteli da parte.

E’ giunto il momento di prepare il piatto:
Dividete in due ciotole capienti i noodles, adagiatevi sopra il tofu e i germogli di soia e coprite tutto con il brodo caldo.
Aggiungete infine i cipollotti e il coriandolo e il basilico. Servite con una fetta di limone o lime –questa non e’ facoltativa :)! Sentirete come sta bene!


Enjoy!

Se non trovate il silken tofu che è piu morbido di quello comune, usate pure quello piu' duro -firm tofu-. In quel caso potete anche evitare di impanarlo, facendolo subito friggere in padella finché non sarà dorato.

lunedì 3 giugno 2013

E qui è iniziato l'inverno...

Qui a Sydney l’inverno è immancabilmente iniziato e con lui è arrivata anche la pioggia. 
Qui le stagioni sono scandite in modo diverso e il primo di Giugno coincide proprio con l’inizio dell’inverno. 
Che poi qui l’inverno non ha nulla a che vedere con quello a cui siamo abituati: ieri c’erano 23 gradi durante il giorno! La mattina è freschetto, ma per ora la temperatura minima sono stati 11 o 12 gradi, il che non è per niente male! 

Finalmente mi sono trasferita nella mia nuova casetta. 
Per la prima volta in vita mia ho una flatmate, una ragazza inglese tutta matta (in senso ovviamente positivo!) che però ha una casa da sogno a due minuti dal porto e a cinque minuti dalla spiaggia. Una figata pazzesca! (scusate il francesismo, ma ci sta tutto!). 

Ora vivo a Manly, una delle spiagge a Nord di Sydney e tutte le mattine prendo il traghetto per andare a lavoro. Adoro la mezz’ora di viaggio passata a leggere il mio libro – rigorosamente in inglese- ed è bellissimo essere accolta dalla City avendo a sinistra l’Opera House e a destra l’Harbor Bridge. Poi dieci minuti a piedi e sono in ufficio…meglio di così! 

Prossimo step è svegliarmi prima la mattina (verso le 6, 6 meno un quarto) e andare a correre così da godermi l’alba che è uno spettacolo! 
Vi sembro matta?! Voi non avete la minima idea di quanta gente ci sia la mattina presto - e per presto intendo le 6 - che fa surf, che nuota o che corre sul lungomare. C’è più “traffico” in spiaggia la mattina presto che durante il giorno! 
Gli orari qui sono diversi. Si va a nanna prima! E ci si gode la giornata dall’alba al tramonto! 

Ora che sono sistemata e che ho montato la mia nuova fantastica cassettiera con le farfalle - mi ci è voluta una mattinata intera e mi ha fatto decisamente capire che sono un ingegnere solo sulla carta :) - spero di riuscire ad aggiornare il blog almeno una volta a settimana! 

Ci sono così tante cose che vorrei raccontarvi. 
Prodotti nuovi, mai visti prima. 
Tipi di cucina completamente diversi. 
Nuovi sapori e profumi. 
Consistenze diverse e tanto tanto altro ancora. 

So che forse passando da me a volte vi sembrerà strano vedere ricette invernali, ma credo che quello sia proprio il bello: farvi respirare per dieci minuti un’aria diversa, un’aria che arriva dall’altra parte del mondo. 

Vi lascio con questa ricetta semplice e saporita allo stesso tempo. Ottima sia calda che fredda. 

Aggiungere legumi nelle insalate qui è assolutamente normale. Presto vi farò “assaggiare” un’insalata che ho mangiato un giorno a pranzo…deliziosa! Non vedo l’ora di rifarla per voi! 

Melanzane ripiene con riso al curry 

Per 2 persone: 
1 melanzana grande 
1 porro 
100 gr di riso integrale 
2 cucchiaini di curry (scegliete quello che vi piace di più. Io qui ho trovato un curry in cui predomina il sapore del cumino) 
3 cucchiai di ceci lessati (quelli precotti vanno benissimo lo stesso!) 
semi di sesamo (facoltativi)
olio evo
sale
tamari sauce (o salsa di soia)



Fate tostare il riso in una casseruola senza olio, quindi aggiungete il doppio della quantità di acqua, coprite con il coperchio e fate cuocere per 35-40 minuti finché l’acqua non sarà assorbita completamente. 

Tagliate la melanzana in due. Incidete la polpa con dei tagli diagonali senza bucare la buccia e infornate a 180°C (non importa se la infornate quando il forno è freddo, impiegherà solo un pochino di più a cuocere) e fate cuocere per 20 minuti o finché la polpa non sarà morbida (tastatela con le dita, quando riuscite a farle sprofondare nella polpa allora è pronta). 

Nel frattempo lavate il porro, tagliatelo in tre. Dividete ogni parte in due nel senso della lunghezza e tagliatelo a listarelle. 
In una padella antiaderente mettete 1 cucchiaio di olio evo e quando è caldo aggiungete il porro. Salatelo e fatelo cuocere a fiamma viva per 3 minuti quindi aggiungete mezzo bicchiere di acqua calda. Fatelo cuocere con il coperchio per una decina di minuti o finché non sarà morbido. 
Aggiungete il riso, i ceci e il curry sciolto il 2 cucchiai d’acqua calda. 

Quando le melanzane sono pronte, prelevatene la polpa con un cucchiaio (risulterà facilissimo) senza rompere la buccia, tagliatela grossolanamente e aggiungetela al riso. Aggiustate di sale se necessario. 

Riempite le bucce di melanzana con il riso e completate con i semi di sesamo. 
Infornate nuovamente per un quarto d’ora. Servite subito. 
(Sono ottime anche il giorno successivo a temperatura ambiente o scaldate nel forno).


mercoledì 27 marzo 2013

Choco-Starbooks: mica scemi gli Aztechi!

Avete mai visto Beautiful?! Io si, eccome e mi piaceva anche! Quando ero piccola lo guardavo sempre, fin da quando era su rai due! Perché parlo di Beautiful?! Perché questo mese lo Starbooks è un po’ come Beautiful... 

Voi non avete la minima idea di quante dichiarazioni di amore siano state fatte da ogni Starbookers in quest’ultimo mese…Per chi?! Ma è ovvio…per Paul (Paul A.Young, autore di “Avventure al cioccolato”)! Il diritto di prelazione lo ha Mapi: lei se ne innamorò tempo fa, quando ancora noi altre neppure sapevamo chi fosse questo Paul e quindi lei è “la moglie”. Si, lui è suo marito…non credo lui lo sappia, ma questo non conta, sono piccolezze…Poi c’è Cri che, dopo lo scambio epistolare con il suddetto, ha espressamente confessato di amarlo, chiedendo scusa a Mapi, ma dicendo che questo suo sentimento è troppo forte per essere controllato… 

E poi ci siamo noi altre, che l’amore per Paul lo proviamo ogni qual volta proviamo una sua ricetta, lo amiamo segretamente, ma credo che ognuna di noi stia architettando qualcosa segretamente per rubarlo a Mapi :)! 



Devo dire che io non mi sono cimentata in ricette che potrebbero sembrare “azzardate” come invece hanno fatto le mie amiche Starbookers e che, per inciso, hanno trovato inaspettatamente sublimi e azzeccate, ma ho imparato ad amare ancora di più il cioccolato nel suo sapore più autentico

E questa cioccolata calda che ho fatto è “cioccolato allo stato puro”, niente latte, niente penna, niente addensanti, nulla di superfluo, solo cioccolato, acqua e un pochino di zucchero. Buonissima! 

Non aspettatevi una cioccolata tipo Ciobar, spessa e cremosa, rimarreste deluse. Questa è più liquida, ma cioccolatosissima! Un ottimo modo per utilizzare le uova di pasqua che non mangerete per coccolarvi in una giornata piovosa…credo che la cioccolata calda quando fuori piove sia il comfort food per eccellenza. 

Prima della ricetta guardate che ricette spettacolari hanno fatto le altre Choco-Starbookers:
Vissi di cucina: Crostata al cioccolato salato e noci pecan caramellate
lechategoiste: sandwich stilton, bacon e cioccolato
La Apple Pie di Mary Pie: Vellutata di topinambur con cialde di pecorino e cioccolato
Menuturistico: crostata al caramello salato e cioccolato al latte
Arabafelice: Sorbetto al cioccolato fondente
Ale only kitchen: Tortellini al cioccolato e mandorle in salsa di arance rosse e pinoli
Andante con gusto: Cheese cake al cioccolato bianco, formaggio di capra e composta di lamponi al rosmarino

Cioccolata calda in stile Azteco 

Nota dell’autore: "Ho rubato agli Aztechi l’idea di usare solamente acqua, e non latte o panna, e di lasciar cuocere il liquido fino al naturale addensamento. Con l’aggiunta delle spezie preferite, creerete la “vostra” cioccolata calda". 

25 gr di zucchero light Muscovado (o più se vi piace dolce) (io ho usato zucchero di canna integrale)
20 gr di cacao in polvere 
100 gr di cioccolato fondente dei Caraibi al 66% (io Venchi al 65%) 
spezie a piacere (per esempio peperoncino, cannella, noce moscata, cardamomo, zenzero) 



Mettete sul fuoco 500 ml di acqua, lo zucchero e il cacao in polvere e fate sobbollire per 3 minuti. Aggiungete il cioccolato a pezzetti e miscelate per un minuto con un mixer a immersione. Aggiungete le spezie a piacere, mettete nuovamente sul fuoco per 2 minuti e servite. 

Variazione: per una cioccolata calda Maya, aggiungete un pizzico di peperoncino in polvere, mezzo cucchiaino di cannella e un quarto di cucchiaino di noce moscata mentre la cioccolata è ancora sul fuoco. Mescolate bene e lasciate in infusione a fuoco spento per 2 minuti prima di servire. 




Up: deliziosa e velocissima da fare. Le proporzioni di acqua-zucchero-cacao-coccolato sono perfette! 

Down: quando dice di aggiungere le spezie non dice se debbano essere intere o in polvere. Nel caso utilizziate quelle intere (che secondo me danno un risultato migliore, ma questo è un mio parere!) come ad esempio bacche di cardamomo precedentemente tostate e aperte, o stecche di cannella, zenzero fresco o peperoncino, ricordate di passare tutto al colino prima di servire. 

Tiriamo le somme: 
Libro da comprare. Senza pensarci due volte! Davvero!

venerdì 22 marzo 2013

Ma quanto è buona la semplicità!

Chi l'ha detto che le cose buone fanno per forza male?! 
Ok, sono d'accordo con voi che ad una bella torta al cioccolato non si può dire no, come anche a fritti e piatti elaborati, MA non ditemi che le mangereste tutti i giorni! Come diceva un mio collega: "Non ci credo neanche se CI vedo!".
Le cose buone sono anche soprattutto le cose genuine, semplici e fatte con ingredienti di qualità.

E così dopo questo esperimento, replicato con lievito madre dalla super Michi, non ho più smesso di fare questa torta ricca di frutta e di sapore, ma non di grassi, né di zuccheri che è diventata la mia torta per la colazione! Ogni volta una versione diversa, a seconda di quello che offre la dispensa e il cesto della frutta.

Un grandissimo pregio che ha è che può essere congelata! Congelata?! Si, si, avete capito benissimo! Io la faccio, la divido in 4 e la surgelo. Quando finisce il primo quarto, la sera, tiro fuori dal freezer il mio secondo quarto e la mattina seguente è perfetta, come appena sfornata, senza bisogno di scaldare, metterla in forno o altro: è perfetta così! Provare per credere!

Questa volta ho cambiato parecchie cose così da farne una versione proprio diversa: mele e prugne sono le protagoniste e poi latte di mandorla e riso, qualche mandorla per dare croccantezza e farina di mais 8 file (graditissimo regalo della Ale, la donna bionica per eccellenza!). E basta. Non mi credete?! Provate a farla e vedrete che non dico bugie :)!

Torta di prugne e mele gluten free, vegan e senza zucchero


180 farina di mais 8 file macinata fine (mais integrale)
1 cucchiaio di maizena
1 cucchiaino di lievito con cremor tartaro
1/2 cucchiaino di bicarbonato
250 di latte di mandorle e riso
135 di latte di riso basmati
2 mele cotte frullate
250 gr di prugne secche
1 mela sbucciata a dadini
1 manciata di mandorle con la pellicina tritate al coltello per il ripieno
1 manciata di mandorle per guarnizione (tritate al coltello) o mandorle a lamelle




Sbucciate la mela, tagliatela a cubetti e mettetela in un pentolino (meglio se antiaderente) con tre cucchiai d'acqua. Coperchiate e fate cuocere per 15 minuti o finché le mele non saranno morbide. Togliere il coperchio e fate evaporare l'acqua in eccesso. Spegnete, frullate e fate raffreddare.

Preriscaldate il forno a 220C.

Tagliate le prugne in quattro e mettetele in una bacinella con il latte di riso e quello di riso e mandorla.
Tagliate a cubetti la mela e al coltello le mandorle e tenetele da parte.

In una ciotola capiente raccogliete la farina di mais, la maizena, il lievito e il cremor tartaro, mescolate tutto con le mani di modo da togliere eventuali grumi.

Versate il latte con le prugne nella ciotola delle farine e mescolate con un cucchiaio fino ad ottenere un composto omogeneo e ben amalgamato. Aggiungete le mele e le mandorle.

Mettete mezzo cucchiaino di olio di semi in una teglia da 20 cm di diametro, distribuitelo bene sul fondo e mettetelo in forno per 2-3 minuti finché l' olio non sarà caldo. Tirate fuori dal forno la teglia e versatevi l'impasto che dovrà leggermente sfrigolare.
Livellate delicatamente la superficie aiutandovi con il dorso di un cucchiaio e cospargete la superficie con le mandorle tagliate al coltello (quelle per la decorazione).

Infornate per 40 minuti a forno ventilato. Spegnete e fare raffreddare nel forno.




venerdì 8 marzo 2013

Fagottini alle pere senza glutine, vegan e senza zucchero...si può?!

Inventare dolci buoni SENZA NIENTE sta diventando quasi una “sfida”, una divertentissima sfida. 

Perché non mi bastava dover già preparare dolci senza glutine (purtroppo non per scelta), figurati un po’, se non mi complico la vita non sono contenta! E allora via le uova, via il burro e i latticini, via l’olio e via lo zucchero…Hei, ma cosa caspita rimane?! Curiose vero?! 


Rimangono farina (ovviamente gluten free) e frutta secca, rimane il succo dato dalle pere cotte che dolcifica in un modo inimmaginabile e il tocco in più della tahini, mio nuovo e inseparabile amore! E poi un semplicissimo ripieno di pere cotte e l’aggiunta, se volete di un cucchiaino di marmellata di prugne senza zuccheri aggiunti, per me Prunotto perché mi viziano, ma poi usate la marmellata che più vi piace!

Fagottini ripieni di pere (senza glutine, vegan e senza zucchero)


Per 9-10 fagottini:
Per la pasta:
50 gr farina di semi misti (mandorle, sesamo e semi di lino)
50 gr di farina di riso integrale (brown rice)
15 gr di maizena
80-90 ml di succo di pere cotte 
1 cucchiaio di tahini
Per il ripieno:
2 pere abate mediamente mature



Questa ricetta va preparata in due step (non spaventatevi che è semplicissima!).

Primo step: 2-3 ore prima (o anche la sera per la mattina o la mattina per la sera)
Sbucciate le pere e tagliatele a cubetti di 7mm di lato (indicativamente, non diventate matte!) e mettetele in una casseruola senza aggiungere acqua. 
Coprite con un coperchio e fate cuocere per 20-25 minuti o finché non saranno belle morbide. Spegnete e mettetele a scolare in un colino con sotto una ciotolina per raccogliere il succo. Non schiacciatele, il loro peso farà si che perdano l'acqua in eccesso.
In questo modo il ripieno non sarà bagnato e il succo dolcificherà il vostro dolce.

Secondo step: Trascorse minimo 2 ore (le pere devono essere fredde e "asciutte"), preparate la pasta:
mettete tutti gli ingredienti in una ciotola e mescolate con un cucchiaio. 
L'impasto dovrà risultare elastico e morbido da lavorare con le mani, ma non appiccicoso. In caso fosse troppo liquido aggiungete ancora un pochino di farina di riso o di maizena; nel caso fosse troppo duro da lavorare aggiungete un goccino di succo di mela.
Infarinate il piano di lavoro con la farina di riso e stendete l'impasto con un matterello leggermente infarinato fino ad uno spessore di 2 mm. 
Formate i fagottini:
- Io ho usato degli stampini per fare i ravioli della Tescoma (vi ho messo il link così vedete quli sono e potete correre a comprarli!) che mi ha regalato la mia migliore amica Elisina: sono rimasti nell'armadio un anno e ora che li ho scoperti li userò allo sfinimento perché sono stupendi!!! Ve li consiglio! 
- Se non avete questo strumento fantastico, potete ricavare dei cerchi abbastanza grandi dalla pasta, mettere un cucchiaino di pere (e un pochino di marmellata se volete) e richiudere sigillando con i rebbi di una forchetta. 

Infornate a 180°C per 20 minuti.



note:
- potete sostituire la farina di semi misti con farina di mandorle, nocciole, pistacchi...quello che più vi piace e i risultato sarà assicurato! Cercate però di avere proprio la farina o tritateli finissimi se la fate voi con il frullatore, aggiungendo direttamente la maizena che assorbirà l'olio.
- quando stendete la pasta, dividetela almeno in 3 parti così sarà più semplice stenderla.



Con questa ricetta partecipo al contest "Diversamente Buoni" di Cucina Tollerante e  No Sugar Please:


lunedì 4 marzo 2013

Ma voi l'avete mai assaggiata la Roveja?!

E’ proprio vero che in materia di food non si sa mai abbastanza. 

Non dico ogni giorno, ma ogni settimana scopro l’esistenza di qualche ingrediente nuovo, mai sentito nominare prima e che, la maggior parte delle volte, è straordinariamente buono. 

Poco tempo fa ho scoperto il miglio, poi la tahini che, dopo un primo momento di incertezza (dovuto anche ad un primo vasetto di tahini troppo amara), mi ha conquistata tanto che è diventata una droga ed infine, la settimana scorsa, la Roveja, un piccolo pisello di colore marrone o rosso scuro o verde scuro. Un legume, ormai coltivato solo in pochissimi appezzamenti di terreno, di cui non conoscevo neppure vagamente l'esistenza e che fortunatamente, durante l'evento Per Tutti i Gusti-Marche organizzato da Carlo Vischi, ho avuto la fortuna di conoscere. 

Una zuppa semplicissima è il modo migliore per assaporare questo buonissimo legume il cui sapore pisello, è molto più simile ad un mix di fagioli e ceci...una delizia! Certo non particolarmente fotogenico, ma chissenefrega (Santa Le Creuset rosa!!!). 


Volevo pubblicarla per farvela conoscere, ma cercavo “il tocco in più” e il delizioso pane della Michi, senza glutine, fatto con il lievito madre da lei creato con farine naturali e alimentato con l’amore che si riserva ad una piccola creaturina, era esattamente ciò di cui avevo bisogno.
Lei, con le sue mani d’oro, ha fatto un pane di una bontà che io non pensavo neppure fosse lontanamente auspicabile con le “nostre farine” e invece, ogni volta che la vedo, mi stupisco sempre di più e rimango sempre più affascinata dalla sua costanza e perseveranza. Michi – Glutine : 1 – 0 palla al centro ;)! 




E con un pane così, i crostini di pane non sono più un sogno e già che ci siamo, diamoglielo questo sprint in più. E come?! Semplicemente aggiungendo un po’ di curry che con i legumi non sta bene, di più!!! 


Zuppa di roveja con crostini di pane al curry 


Per 2 persone: 
Per la zuppa:
150 gr di roveja 
½ cipolla bianca 
1 carota 
750 ml di acqua 
sale di Cervia 
olio evo 
1 cucchiaio di salsa Tamari (o salsa di Soya se non siete intolleranti al glutine) 

Per i crostini: 
2 fette di pane (per me pane senza glutine fatto con lievito madre da Michi
2 cucchiaini di olio evo 
1 cucchiaino di curry 



Mettete a bagno la roveja per 12 ore. 
Trascorso il tempo dell’ammollo, scolatela buttando via l’acqua. 
Fate bollire il acqua leggermente salata la roveja per un’ora. Scolatela buttando via il liquido di cottura. 
Affettate finemente la cipolla e la carota e mettetele in una casseruola con un cucchiaino di olio evo, 1 cucchiaino di sale di Cervia e 2 cucchiai d’acqua, coprite e fate stufare per 5 minuti, aggiungete la roveja e l’acqua (calda, presa dal rubinetto), coprite e fate cuocere ancora 20 minuti. Togliete il coperchio e fate cuocere ancora 10-15 minuti o finché il liquido non sarà in buona parte evaporato e assorbito. Spegnete il fuoco. 

Nel frattempo preparate i crostini di pane
Accendete il forno a 200°C. 
Tagliate la fetta di pane in cubetti di 1 cm massimo di lato, raccoglieteli in una ciotolina, aggiungete l’olio e il curry e mescolate tutto. 
Stendete un foglio di carta da forno su una teglia, mettetevi i crostini e fate cuocere in forno caldo per 12-15 minuti rigirandoli di tanto in tanto. 

Frullate la roveja in modo grossolano di modo che rimangano parti di roveja ancora intere, aggiungete la salsa Tamari, mescolate e coprite con il coperchio. 

Impiatttate mettendo la zuppa di roveja nei piatti, aggiungete un filo d’olio a crudo e i crostini di pane al curry.

mercoledì 27 febbraio 2013

Strabooks: questo è amore!


Amore per chi?! Ma per Voi e per le mie compagne Starbookers!

E perché?! Perché, mannaggia a me, qui a Milano non ho il robot da cucina e la ricetta che ho scelto per l’ultimo appuntamento dello Starbooks di Febbraio, che vede come protagonista il bellissimo libro di Yotam Ottolenghi “Jerusalem”, lo richiederebbe esplicitamente. Porca paletta! 

La ricetta in questione è la più tradizionale delle ricette della cucina ebraica: l’hummus. 



Si, ho scelto questa ricetta perché l’hummus mi piace un sacco, ma non ho mai assaggiato “the original one” e così mi sono detta: quale migliore occasione per provare a farlo?! 

I problemi sono stati sostanzialmente due:
1) non avere l’indispensabile robot da cucina
2) non amare neppure un po’ la pasta tahini, l’ingrediente che proprio non può mancare nell’humus originale.

Al primo problema ho ovviato armandomi di qualsiasi strumento in mio possesso: un frullatore a immersione e un mini frullino. Il delirio. 250 gr di ceci che, una volta cotti, superano i 600 gr. Una quantità almeno 7 volte superiore al mio caspita di frullino che ha una velocità di “frullaggio” (neologismo, I know!) nettamente inferiore a quella di un criceto che corre bel bello sulla sua ruotina. 
Ok. Niente panico. Step uno: “spatasciamento” dei ceci per renderli una crema con il frullatore a immersione. Step due: aggiunta ingredienti mischiando il tutto sempre con il frullatore a immersione. Step tre: trasferimento di piccolissime quantità di composto nel frullino per dare la giusta cremosità. 

Tempo stimato per la realizzazione finale dell’hummus (a ceci cotti) in condizioni “umane”: 10 minuti. 

Tempo stimato per la realizzazione finale dell’hummus (a ceci cotti) in condizioni “deliranti”: 30 minuti e mi sono tenuta bassa...Ahhhhhh!!! Che nervi :)!!! 

Al secondo problema però non c’è statoahimè rimedio: la ricetta si deve fare così come recita l’autore e così ho fatto. Decisamente impeccabile nelle dosi di sale e limone (di aglio io ne ho usato meno, ma solo per evitare di stendere tutte le persone con cui avrò a che fare nei prossimi giorni!), ma a me, sto tahini, proprio non piace! Il suo gusto amarognolo proprio non riesco a farmelo andare a genio, ma sia chiaro, è solo e soltanto un parere personale. Gaia lo ha fatto e lo ha adorato. Quindi non fatevi scoraggiare da quello che ho detto, provatelo! magari scoprirete di amare il tahini come tantissime persone in tutto il mondo, tra le quali tutte le mie amiche Starbookers! 

Una piccola curiosità: la paternità dell’hummus è sempre stata motivo di discussione tra Israeliani e Palestinesi, una discussione che non ha mai condotto a nulla di certo. Accantonata questa, si è però passati ad un ulteriore dibattito: chi fa il miglior hummus adesso? 
Soprattutto gli Israeliani, gli uomini più precisamente, discutono per ore su quale sia l’hummusia (negozio specializzato quasi solamente in hummus) migliore, giudicando la consistenza, la temperatura di servizio e i condimenti. 

Prima della ricetta dell'hummus, guardate un po' cosa hanno cucinato per voi le altre Starbookers:

Cristina di Vissi d'arte e di cucina: Pollo arrosto con topinambur e limone
Roby di Lechategoiste: chocolate krantz cakes
Gaia di La gaia celiaca: Mejadra
Ale di Ale only kitchen: Polpette al limone e porri
Stefy di Arabafelice: Kofta b'siniyah
Patty di Andante con gusto: Pollo all'Arak e clementine
Ale e Dani di Menuturistico: Helbeh- Torta al fieno greco

Basic hummus 


“La nostra ricetta base dell’hummus è super cremosa e ricca di tahini, proprio come ci piace, e può essere tenuta in frigo per tre giorni e usata semplicemente servita su un piatto, condita con olio di oliva e mangiata con pita o pane.” 

250 gr di ceci secchi 
1 cucchiaino di bicarbonato di soda 
270 gr di laight tahini paste (crema fatta con semi di sesamo) 
4 cucchiai di succo di limone 
4 spicchi d’aglio (io 2)
100 ml di acqua ghiacciata 
sale 



Incominciate il giorno prima lavando bene i ceci e mettendoli in un largo recipiente. Copriteli con acqua fredda, almeno il doppio del loro volume, e lasciateli in ammollo tutta la notte. 

Il giorno dopo, asciugate i ceci. Mettete una casseruola di medie dimensioni su fuoco vivace e aggiungete i ceci asciutti e il bicarbonato di soda. Cuocete per 3 minuti, mescolando costantemente. Aggiungete 1,5 l di acqua fresca e portate a bollore. Cuocete, togliendo via la schiuma e le bucce che vengono a galla. I ceci cuociono tra i 20 e i 40 minuti, dipende dal tipo e dalla freschezza, talvolta anche di più. Una volta pronti, dovranno essere molto morbidi se schiacciati tra pollice e indice, morbidi, ma non spappolati. 

Scolate i ceci. Dovreste averne circa 600 gr adesso. Mettete i ceci nel robot da cucina. Tritate finché non otterrete una pasta soda; quindi, con il robot ancora azionato, aggiungete la pasta tahini. Il succo di limone, l’aglio e 1 e ½ cucchiaini di sale. In ultimo, aggiungete lentamente l’acqua ghiacciata e continuate a frullare fino ad ottenere un composto molto liscio e cremoso, circa 5 minuti. Trasferite l’hummus in una ciotola, coprite la superficie con la pellicola e lasciate riposare almeno per 30 minuti. Se non lo usate subito, mettetelo in frigo fino a quando non volete usarlo. Ricordate di tirarlo fuori dal frigo almeno 30 minuti prima di consumarlo.



Up: dosi perfette! Anche il sale. Procedimento spiegato in modo eccelso!

Down: per me un down è che per l'autore l'hummus per eccellenza ha tantissimo tahini, ma questo, ripeto, è solo gusto personale! Il mio consiglio è quello di assaggiarlo prima di metterlo nel vostro hummus. Se vi piace, seguite la ricetta! Altrimenti, mettetene meno, asseconda del vostro gusto!

Tiriamo le somme: Comprate questo libro! E' una meraviglia. punto.


Vi ricordo lo Starbooks Redone  : se volete rifare qualche ricetta dallo Starbooks, da quando è stato creato dalla mente contorta e ovviamente geniale della Ale ad oggi, basta solo che esponiate questo banner (tra parentesi, ma lo vedete quanto è bello il disegno della Roby?!?!) e lo segnaliate a una  delle Starbookers con un commento. Semplice, no?!



lunedì 25 febbraio 2013

L'apparenza inganna

Eh si, è proprio così, a volte l'apparenza inganna. Nella vita come in cucina.

Ormai siamo abituati a impiattamenti spettacolari, piatti clorati e che talvolta, diciamocelo, sono più belli che buoni. Ecco, questa ricetta è davvero controtendenza: bruttona assai, monocromatica e all'apparenza un po' triste, ma vi assicuro che appena si assaggia è una goduria. Buona davvero. Fatta e rifatta già più volte, quando voglio coccolarmi un po'.

Un po' titubante se pubblicarla, mi sono convinta quando "CucinaTollerante" e "No sugar please" mi hanno gentilmente invitata a partecipare al loro contest "Diversamente buoni". Se non ci si aiuta a vicenda, che senso ha avere un blog :)?!

Un ingrediente che ho scoperto da poco e del quale non posso e non voglio minimamente più fare a meno è il miglio: è buonissimo!!! Ok, bisogna saperlo valorizzare, se lo assaggiate appena cotto non sa di molto, ma se lo saltate in padella e lo sfumate con un pochino di salsa tamari (o salsa di soia se non siete intolleranti al glutine!), sentirete che bontà. Diventa croccante e la tamari crea una sorta di caramello delizioso. Provatelo e fatemi sapere, sono sicura mi darete ragione!

Crema di lenticchie e crumble di miglio


per 2 persone:
per la crema di lenticchie:
150 gr di lenticchie decorticate (io Prunotto)
1/2 cipolla
1 cucchiaino di olio evo
400 ml di acqua
1 cucchiaino di sale grigio integrale

per il crumble di miglio:
80 gr di miglio decorticato
240 ml di acqua
1 cucchiaio di semi misti tostati (sesamo, semi di girasole, semi di zucca, grano saraceno...)
2 cucchiai si salsa tamari 
1 cucchiaino di olio evo



Fate cuocere il miglio secondo le indicazioni sulla confezione, di solito comunque bisogna tostarlo in una casseruola senza aggiunta di grassi per 2 minuti e poi aggiungere l'acqua. Coprire e lasciar cuocere a fuoco basso per 15-20 minuti o finché non avrà assorbito tutta l'acqua.

Per la crema di lenticchie:
Affettate sottilmente la cipolla. In una casseruola mettete a freddo l'olio, la cipolla e due cucchiai di acqua. Coprite e fate appassire lentamente la cipolla per 5 minuti (aggiungete ancora un pochino di acqua nel caso si asciughi troppo). Aggiungete le lenticchie, fatele tostare per 1 minuto e aggiungete l'acqua e il sale. Fate cuocere a fuoco basso per 20 minuti o finché le lenticchie non saranno morbide. L'acqua si sarà quasi tutta consumata. E' giusto così. Frullate tutto con il frullatore a immersione e otterrete una crema liscia e densa. Regolatela di sale se necessario.

In una padella antiaderente scaldate un cucchiaino di olio evo e quando è caldo aggiungete il miglio, fatelo saltare girandolo di tanto in tanto per 3 minuti, aggiungete i semi precedentemente tostati in padella (bastano 10 minuti a fuoco basso in una padella antiaderente rigirandoli spesso perché non brucino) e dopo due minuti, sfumate con la salsa tamari, mescolate tutto, fatela caramellare leggermente, spegnete e tenete da parte coperta con un coperchio.

Impiattate mettendo la crema di lenticchie sul fondo del piatto e sopra questo crumble di miglio e semi.



Una ricetta di una semplicità unica, ma dai sapori avvolgenti e confortanti. Inaspettati.

Con questa ricetta partecipo al contest Diversamente Buoni di  "CucinaTollerante" e "No sugar please".





mercoledì 20 febbraio 2013

Starbooks: un'insalata insolita

Altro giro altro regalo. Un regalo che Yotam mi fa ogni volta che apro il suo libro. Se le ricette potessero materializzarsi davanti ai miei occhi credo le assaggerei tutte, nessuna esclusa. Gli ingredienti che usa sono uno più buono dell’altro e gli abbinamenti, per noi insoliti, sono una splendida scoperta ogni volta. Sapori nuovi. Nuove emozioni. 

Ieri sera sfogliavo il libro (“Jerusalem” di Yotam Ottolenghi) e sono rimasta affascinata dall’incipit di una ricetta, che recita così: 

“ Se vuoi trovare un buon marito, è meglio che impari a tagliare il prezzemolo come si deve”. 

Il prezzemolo è il Re incondizionato degli ingredienti, quello che non manca mai, che caratterizza il sapore di ogni piatto: “E’ l’ingrediente chiave e deve essere trattato con rispetto e grande maestria”. 

Il prezzemolo per la cucina Palestinese e Libanese è come la salsa di soia per la cucina cinese o come il cumino e i curry per la cucina indiana: è’ il marchio di fabbrica. Ed è proprio la sua quantità nelle varie ricette che distingue la cucina Palestinese da quella Libanese. I Palestinesi preferiscono abbondare :)! 



E anche nell’insalata che ho scelto di fare questa volta il prezzemolo la fa da padrone: cavolfiore arrostito (mai fatto prima e rifatto il giorno dopo da quanto mi era piaciuto), nocciole tostate, melograno e il Re, il prezzemolo, il tutto condito con una vinaigrette deliziosa, dolciastra, ma perfetta con gli ingredienti di questa coloratissima insalata. 

Ecco cosa hanno preparato per voi le altre Starbookers:
Ale di Ale only kitchen: Thaini cookies
Gaia di La gaia celiaca: Muhallabia
Stefy di Arabafelice: Latkes
Cri di Vissi di cucina: Risotto d'orzo con feta marinata
Ale di Menuturistico: Saffron Chicken and Herb Salad
Patty di Andante con gusto: Musabaha (ceci caldi con hummus e pita tostata)



Insalata di cavolfiore arrostito & nocciole 

1 testa di cavolfiore rotto in piccoli ciuffetti (660 g in totale) 
5 cucchiai d’olio 
1 largo gambo di sedano, tagliato in diagonale in fette di 0,5 cm (70 gr in totale) 
30 gr di nocciole, con la buccia 
10 gr di prezzemolo in foglie 
50 gr di semi di melagrana (circa ½ melagrana media) 
1/3 di cannella in polvere 
1/3 di pepe allspice in polvere (io pepe nero) 
1 cucchiaio di aceto di sherry (io aceto di mele) 
1 e ½ cucchiaini di sciroppo d’acero 
sale e pepe nero 



Preriscaldate il forno a 220°C. 

Mescolate il cavolfiore con 3 cucchiai d’olio di oliva, ½ cucchiaino di sale e un po’ di pepe nero. Disponetelo in una teglia da forno e fatelo arrostire nella parte alta del forno per 25-35 minuti, fino a quando il cavolfiore non sarà croccante e parte di esso non sarà diventato dorato scuro. Trasferite in una grande ciotola e tenete da parte per farlo intiepidire. 

Abbassate la temperatura a 170°C. Disponete le nocciole in una teglia coperta con carta da forno e arrostitele per 17 minuti. 

Aspettate che le nocciole si intiepidiscano un pochino, quindi tagliatele grossolanamente e aggiungetele al cavolfiore, insieme al restante olio e agli altri ingredienti rimasti. Mischiate tutto, assaggiate e aggiungete sale e pepe secondo il vostro gusto. 

Servite a temperatura ambiente. 

Questo l'incipit alla ricetta:
Il cavolfiore, crudo o leggermente cotto, è un ingrediente molto utilizzato nelle insalate, soprattutto in inverno quando non c’è una gran varietà di verdure disponibili. 
Questa insalata è ispitrata ad una ricetta di un brillante cuoco e scrittore di cibo Australiano, Karen Martini. 



Up: mi è piaciuta moltissimo! E le dosi della vinaigrette sono perfette! Dolce il giusto, non stucchevole! Buonissima! 

E il modo di cuocere il cavolfiore è fantastico, rimane croccante e saporito. 

Down: nessuno anche questa volta! Pur essendo sapori molto diversi da quelli cui siamo abituati, trovo siano interessantissimi. Un peccato non provarli!!!

mercoledì 13 febbraio 2013

Lo Starbooks più profumato che ci sia...

Lo ho già detto più volte, ma non mi stancherò mai di ripeterlo: adoro lo Starbooks! Si, perché si può essere pieni di libri di cucina quanto si vuole, ma se si è come me che amo inventare e che non seguo mai (e sottolineo MAI ) una ricetta dall'inizio alla fine, si impara poco e niente. Si hanno sempre "troppe idee geniali" e così le ricette più particolari, quelle che ci incuriosiscono, ma che non c'è mai abbastanza tempo per farle, passano inesorabilmente in secondo piano. Dimenticate.

E invece lo Starbooks è guardare il libro, leggerlo, sfogliarlo con cura, leggere l'introduzione per iniziare a sentirsi parte di una nuova cultura, "divorare" tutte le ricette e sceglie quelle che si vogliono fare (e sorvoliamo sulla"guerra" tra Starbookers per contendersi le ricette. siamo tutte agguerritissime, cosa credete!!!)...e questo mese è stato una sorprendente rivelazione, Yotam Ottolenghi con il suo Jerusalem è stato una vera folgorazione.
Mai avrei pensato di innamorarmi "at first sight" della cucina ebraica. Me ne sono innamorata sfogliando questo libro. Nella "to do list" c'erano tutte le ricette tranne alcune (in realtà dovrebbe essere il contrario Emanuela! Porca paletta!). Me ne sono innamorata ancora di più assaggiando questi piatti che solo a guardrail mettono allegria: colorati e profumati non possono che invogliare all'assaggio e a quel punto, è un'esplosione di sapori che portano in terre lontane nella quali si desidera subito di andare. Gusti diversi, ma delicati, complessi e allo stesso tempo comprensibili: ingredienti nuovi regalano nuova vita a ingredienti da sempre utilizzati.




Ingredienti nuovi, mai utilizzati, entrano prepotentemente nella mia cucina: il wild rice -che per comprarlo ho ipotecato la casa, ma per amore dello Starbooks si fa questo e altro- un tipo di riso nero e lungo lungo che ha un profumo di tè nero impressionante, e poi il cumino, spezia che non ho mai amato molto, ma che utilizzata con criterio è di una bontà incredibile, il ribes, da sempre utilizzato solo per qualche inutile decorazione qui diventa protagonista con la sua acidità e i ceci, sempre relegati nelle zuppe, qui diventano anch'essi protagonisti di un piatto delizioso. E poi prezzemolo, aneto e coriandolo, mai utilizzati come "colonna portante" di un piatto, ma solo "per dare colore". E visto che in cucina i profumi non erano abbastanza, il riso basmati e il curry hanno completato questa avvolgente sinfonia.

Una rivoluzione nella mia cucina, alla quale non ho opposto la minima resistenza.

Prima della ricetta, ecco cosa hanno preparato le altre Starbookers e guardate un po' chi c'è di nuovo?!?! Siiiiiiiiiii...è tornata anche Gaia!!! Che bello!!!:


Mapi di La Apple Pie di Mary Pie: Quaglie brasate con albicocche secche e ribes
Roby di lechategoiste: saffron rice with barberries,pistachio& mixed ergs
Stefy di Arabafelice: Ghraybeh
Ale di Menù Turistico: Pollo con cipolle caramellate e riso al cardamomo
Ale di Ale only kitchen: Falafel
Gaia di La Gaia Celiaca: Balilah
Cri di Vissi di cucina: Spice cookies
Patty di Andante con gusto: Semolina, coconut and marmelade cake


Basmati e wild rice con ceci, ribes e erbe 

50 gr di wild rice 
2 e ½ cucchiai di olio 
220 gr di riso basmati 
330 ml di acqua bollente 
2 cucchiaini di semi di cumino 
1 e ½ cucchiaini di curry in polvere 
240 gr di ceci precotti (in scatola vanno bene), asciugati 
180 ml di olio di girasole 
1 cipolla media, tagliata sottile 
½ cucchiaio di farina 
100 gr di ribes 
2 cucchiai di prezzemolo tritato 
1 cucchiaio di coriandolo tritato 
1 cucchiaio di aneto tritato 
sale e pepe nero



Incominciate mettendo il riso selvatico in una piccola casseruola, coprite con abbondante acqua, bollite e lasciate cuocere a fuoco lento per circa 40 minuti, o finché il riso non è cotto, ma ancora al dente. Scolate e tenete da parte. 

Per cuocere il riso basmati, mettere un cucchiaio di olio di oliva in una casseruola media con un coperchio che si della stessa identica misura e mettete su fuoco vivo. Aggiungete il riso e ¼ di cucchiaino di sale e mescolate finché il riso non sarà caldo. Aggiungete pian piano l’acqua bollente, abbassate il fuoco tenendolo molto basso, coprite la casseruola con il coperchio e fate cuocere per 15 minuti. 

Togliete la casseruola dal fuoco, coprite con un panno pulito, poi con il coperchio e lasciate fuori dal fuoco per 10 minuti. 

Mentre il riso cuoce preparate i ceci. Scaldate il restante olio di oliva in una casseruola a fuoco vivo. Aggiungete i semi di cumino e il curry in polvere e dopo pochi secondi aggiungete i ceci e ¼ di cucchiaino di sale; mi raccomando, fate questi passaggi molto velocemente altrimenti le spezie rischiano di bruciare nell’olio. Lasciate sul fuoco per uno o due minuti, giusto il tempo di far scaldare i ceci, quindi trasferiteli in una ciotola capiente. 

Lavate la casseruola e mettetevi l’olio di girasole e mettetela sul fuoco alto. Accertatevi che l’olio sia caldo buttandovi un pezzettino di cipolla; dovrebbe friggere vigorosamente. Mixate le cipolle con la farina con le mani di modo che si infarinino leggermente. Prendetene un po’ e mettetele nell’olio facendo attenzione (potrebbe schizzare!). Friggete per 2-3 minuti, finché non saranno dorato scuro, trasferite su carta da cucina a scolare e salatele. Ripetete in più tempi finché tutte le cipolle saranno fritte. 

In ultimo, aggiungi i due tipi di riso ai ceci, aggiungete il ribes, le erbe e le cipolle fritte. Mischiate, assaggiate e aggiungete sale e pepe secondo il vostro gusto. Servite tiepido o a temperatura ambiente. 

Questo piatto può essere la portata principale di un pasto vegetariano delle feste.



mie note: 
- La cottura del riso basmati è a dir poco perfetta! Strepitosa! Sulla confezione c'era scritto 40 minuti. Lo avevo cucinato altre volte e rimanga sempre molliccio e colloso. Questa volta è rimasto perfetto, cotto, ma compatto. Lo cuocerò per sempre così!
- Se vi piacciono le cipolle, io ne metterei anche due perché ci stanno benissimo!!!
- Un cucchiaio in più di olio non ci starebbe male, da mettere quando fate i ceci perché il curry lo assorbe velocemente.
- I ribes stanno benissimo, ma hanno comunque un'acidità persistente. Freschissimi e perfetti per sgrassare le cipolle fritte e per pulire la bocca dal sapore del cumino. Quando lo rifarò, ne metterò un pochino meno, ma questo è solo per mio gusto.
- Buonissimo a temperatura ambiente, ma saltato 2 minuti in padella (senza aggiungere olio) ha il suo perché! Da rifare per l'estate!!! Sicuramente!

Up: Buonissimo! Anzi, di più! E è piaciuto anche ai miei genitori e con questo ho detto tutto: sempre un po' scettici su questi sapori nuovi, se lo sono divorato! E bravo Ottolenghi!!!
Ricetta spiegata perfettamente, passo dopo passo, senza dare nulla per scontato.

Down: nessuno!


Informazione di servizio per i partecipanti al contest "Dolcemente Salato": qui trovate tutto il regolamento!