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domenica 16 dicembre 2012

Delizie del SUD

Oggi faccio la diversa e invece di un dolce, vi propongo questa incredibile bontà...
Io lo so che voi magari storcerete il naso quando vedrete gli ingredienti, ma vi assicuro che questa è una delle cose più buone che io abbia mai assaggiato in vita mia...Qui non conta saper cucinare, qui conta solo saper chiudere gli occhi e godere della delizia di questi tre ingredienti che mixati insieme regalano un'esperienza gustativa unica.

Tutti questi complimenti, ovviamente, non li sto facendo a me stessa per aver inventato un accostamento di sapori all'apparenza così ardito, ma mai così azzeccato. Tutti i miei complimenti vanno a chi questo meraviglioso matrimonio lo ha ideato: Fabio di Assaggi di Viaggio che ha presentato questo capolavoro al Salone del Gusto di Torino...io me ne sono innamorata (del capolavoro, sia chiaro, Fabio è super spostao e innamoratissimo della dolce Annalù!) e non ho saputo resistere...lo ho rifatto...non potevo non condividere con voi cotanta bontà!!!
Nella versione originale c'era anche un acino d'uva, io lo ho omesso, ma ci stava benissimo anche lui :)!

Delizie del Sud



Salame di Mugnano del Cardinale (Avellino-Campania) la cui peculiarità è data dall'affumicatura durante l'asciugatura, mediante bracieri che producono fumo. Se volete saperne di più guardate la scheda su Gente del Fud.

Mozzarella di bufala campana DOP

Fico dottato secco di Cosenza (Calabria): i fichi vengono raccolti mentre stanno ormai appassendo, in pieno settembre, e messi in grandi teglie in forno. Il calore ne fa uscire la loro melassa, nella quale i frutti restano a cuocere per almeno 24 ore. La loro peculiarità è il retrogusto di liquirizia che lasciano in bocca.



venerdì 21 settembre 2012

Sandwich di rosti di patate viola e stracchino e ho vinto il contest de La Cucina Italiana!!!

Quando ormai avevo perso ogni speranza, ecco che arriva la tanto attesa mail da parte de "La Cucina Itliana" che mi comunica, che grazie alla ricetta "Delizia al Bagòss" , sono stata scelta, con altre 12 foodbloggers, per partecipare insieme a loro a "L'Eccellenza del Gusto" che si terrà a Bagolino il 20 e 21 Ottobre! Un week end alla scoperta di questo paesino in provincia di Brescia famoso per la produzione del pregiatissimo formaggio Bagòss! Non avete idea di quanto sia contenta!!!

Scusate per la breve introduzione, ma avevo piacere di condividere con voi questa bellissima notizia!!!
E ora passiamo alla ricetta...

Rosti di patate viola con stracchino e cipolle di Tropea

per 4 persone:
400 gr di patate viola
125 gr di stracchino morbido
sale
olio evo
4 cipolle rosse di Tropea


Per la crema di cipolla di Tropea:
Tagliate finemente 3 cipolle e mettetele in una casseruola con mezzo bicchiere d'acqua, due pizzichi di sale e un cucchiaino di zucchero. Fate cuocere finché l'acqua non si sarà consumata, quindi frullate ottenendo così una crema. Se necessario aggiustate di sale.

Per le cipolle di Tropea al forno:
tagliate a spicchietti la cipolla rimasta, disponeteli su una teglia, salateli, mettete un filo d'olio evo e infornateli a 180°C a forno anche freddo per un quarto d'ora (vi consiglio però di controllare di tanto in tanto di modo che non si carbonizzino!).

Per i rosti:
lavare bene le patate, sbucciatele e grattugiatele utilizzando la parte con i fori più larghi della grattugia. Su un foglio di carta da forno formate 8 rosti aiutandovi con un coppapasta. Fateli dello spessore di 6-7 mm circa compattandoli bene. 
In una padella mettete 4 cucchiai d'olio evo e quando sarà ben caldo aggiungete i rosti aiutandovi con una paletta da cucina di metallo. Fateli dorare bene su entrambi i lati (3 minuti per parte) quindi abbassate la fiamma e fateli cuocere a fuoco basso per altri 10 minuti rigirandoli di tanto in tanto di modo che le patate all'interno si cuociano. Verso la fine della cottura salateli abbondantemente.
Tagliate a strisce lo stracchino.
Con i rosti ancora in padella, adagiate due fette di stracchino su 4 rosti e copriteli con i restanti 4 rosti e coprite con un coperchio per 1 minuto di modo che lo stracchino si sciolga leggermente.

Impiattate disponendo sul fondo la crema di cipolle di Tropea e da un lato le cipolle al forno e completate con il vostro sandwich di rosti di patate viola e stracchino.


Le patate viola  le ho trovate per caso Sabato scorso al mercato e non ho saputo resistere alla tentazione di comprarle...E sono buonissime! Sono come le patate normali, forse un pochino più pastose e hanno questo colore meraviglioso! Fantastiche! La pecca?! il prezzo...costano 4 volte tanto rispetto a quelle normali, ma ogni tanto, se si vuole stupire, si possono comprare :)!

Patate e stracchino un connubio con cui non si sbaglia mai! Da piccola ricordo che ogni tanto mia mamma per cena faceva patatine fritte e stracchino...una vera festa!

Le cipolle di Tropea danno il contrasto perfetto a questo piatto saporito...con la loro dolcezza e l'aggiunta di un pochino di zucchero nella crema bilanciano perfettamente il piatto!

E anche con questa ricetta partecipo al contest in Viola di Cinzia e Valentina  "Colors and food what else?"...



lunedì 17 settembre 2012

E Pasqualina fu... ovviamente gluten free

Quando ho letto il tema della sfida di questo mese dell’MTChallenge mi sono subito detta che non avrei proprio potuto esimermi dal partecipare…da genovese quale sono, alla Pasqualina non avrei certo potuto dire di no! Ma mi è subito sorto un piccolo dubbio (in realtà un dubbio enorme!)…ma questa fantastica sfoglia sottile sottile, da tirare con i pugni e talmente fine che ci si può guardare attraverso, io avrei dovuto farla con una farina senza glutine, e caspiterina, li il glutine serve proprio…Ma non mi sono fatta demoralizzare e ci ho provato, va bene, ho fatto una monoporzione e, sono sincera, io i pugni non li ho usati, d’altronde mi sembrava un po’ esagerato scomodare tutti i Santi del Paradiso per una Torta di verdura, certo, è una Pasqualina, ma mi sembrava comunque una pretesa un po’ esagerata. E così, mattarello e dita incrociate, io le mie 5 sfoglie le ho fatte, non sottilissime certo, ma ce l’ho fatta :)!


E poi, poco tempo fa ho ritrovato la versione originale del 1928 de “La Vera Cuciniera Genovese” della mia nonna e così ho deciso, con l’aiuto del mio papà, di seguire passo paso la ricetta che ho trovato in quelle pagine ingiallite e consumate dal tempo e la ricetta recita… 


Torta pasqualna – Questa torta, esclusivamente genovese, è chiamata così perché si usa mangiarla più specialmente nella Pasqua di Resurrezione. Ecco la maniera di comporla. 
Impastate sulla madia una chilagramma di fiore di farina con acqua, sale ed una cucchiaiata di olio, manipolandola assai bene, affinché ne risulti una pasta alquanto soffice: dividete quindi tal pasta in una trentina di pezzetti uguali (*), che poi metterete in serbo da una parte della madia con un po’ di farina sotto e separati gli uni dagli altri, affinché non si attacchino fra loro, avvertendo inoltre di coprirli con una salvietta un poco umida ed un’altra asciutta di sopra, onde non formino crosta. 
Prendete poscia tre o quattro mazzi di bietole, tagliate loro le costole, arrotolate strettamente insieme tutte le foglie così mondate e tagliatele sottilmente a guisa di taglierini, indi lavatele in acqua fresca, fatele lessare con un po’ di sale, spremetene bene tutta l’acqua e mettetele a parte in un piatto, allargandole e cospargendole di sale, formaggio parmigiano grattato e poca maggiorana tritata. 
Prendete inoltre una chilagramma di buona quagliata, fatele abbandonare tutto il siero, legandola stretta in una salvietta, e tenendola per qualche tempo sotto un peso; ponetela indi in un recipiente insieme a tre cucchiaiate di farina, sale in proporzione e due bicchieri di buona crema fresca di latte (panna); rimescolate e stemperate bene il tutto, e mettetelo ugualmente a parte coprendo con un piatto. 
Preparati così tutti gli ingredienti della torta, cominciate a prendere uno dei pezzetti di pasta serbati nella madia e, col mattarello, tiratene una sfoglia sottilissima che renderete poscia della massima sottigliezza, rovesciandola sui vostri pugni e dolcemente tirandola in tutti i versi. Mettete questa foglia in una teglia che avrete prima unta con olio con mezzo di una piuma e distendetevela bene all’orlo, usando ogni precauzione per non squarciarla; poscia ungete la superficie colla stessa piuma intinta nell’olio, e proseguite a formare nello stesso modo sino al numero 12 o 14, le altre sfoglie, sovrapponendole una sull’altra nella medesima teglia, ed avvertendo di ungerle tutte come la prima ad eccezione dell’ultima; distendete su questa le bietole preparate, coprendone tutta la superficie: spargete su questo strato del buon olio, ma in poca quantità; versatevi poi sopra la quagliata, distendetevela uniformemente col dorso di un cucchiaio e, preso un ettogramma di burro, dividetelo in 12 parti eguali e distribuitelo simmetricamente sulla quagliata, su cui avrete prima fatto col cucchiaio 12 fossette. Allora scoccate entro ognuna di queste fossette un uovo ben fresco, e sovr’esso spargete un poco di formaggio grattato, un poco di pepe ed una presina di sale. 
Finalmente proseguite a tirare col mattarello le altre foglie, finché vi rimangono pezzetti di pasta, e ad una ad una stendetele sulla torta alla stessa maniera delle prime, ungendole egualmente colla piuma intinta nell’olio. Tagliate i lembi della pasta che sopravanzeranno all’orlo della teglia, formata colla pasta stessa l’orliccio alla vostra torta a guisa di un cordone, intaccandolo per traverso sulla costa di un coltello, e, unta per ultimo la superficie e l’orlo della torta, fatela cuocere per un’ora al forno, ovvero cuocetela in casa con fuoco sotto e sopra. 
E’ da avvertirsi come l’aria, che può essere rimasta imprigionata fra le foglie della pasta, dilatandosi per la forza del calore, farebbe scoppiare in qualche luogo la torta, rendendone così l’apparenza poco gradevole alla vista. Ad evitare ciò è bene punzecchiare in certe parti la superficie della torta stessa, ponendo però attenzione di non pungere i tuorli delle uova che internamente avrete messi. 

(*) Molti dividono la pasta in 3 pezzetti precisi, alludendo con ciò all’età in cui morì il Signore; ma ciò certamente non acquista merito a coloro che confondono le cose sacre colla cucina, né dà maggiore squisitezza alla torta. 


La pasta gluten free io l’ho fatta con la farina della GlutaBye (120 gr) e un pochino di farina di brown rice che sarebbe la nostra farina di riso integrale (30 gr), acqua calda, sale e un cucchiaino d’olio. Anziché metterla sotto il canovaccio io l’ho messa dentro un sacchettino alimentare di modo che rimanesse umida. Il risultato?! era davvero buona...io ne ho mangiata un sacco anche cruda :)! Ottimo sapore e consistenza!

Le sfoglie io mi sono attenuta al numero minimo della Ale anche perché temo che se ne avessi fatte 30 non ci sarebbe neppure più stato spazio per il ripieno :)!

E ovviamente con questa ricetta partecipo all'Emmetichallenge di Settembre di Ale e Dani...


mercoledì 1 agosto 2012

Acciughe marinate con insalata di sedano noci e uvetta

Per 6 persone:
per le acciughe marinate:
300 gr di acciughe
1/2 bicchiere di spremuta di limone
3/4 di bicchiere di aceto di vino bianco
1 cucchiaino raso di sale
sale
per l'insalatina:
2 sedani
3 cucchiai di uvetta
3 cucchiai di gherigli di noci
olio evo
sale


Per le acciughe marinate:
Pulite le acciughe, o meglio ancora fatele pulire al vostro pescivendolo di fiducia. Lavatele bene sotto l'acqua corrente e asciugatele e mettetele in recipiente capiente.

In un recipiente sciogliete il sale nell'aceto, quindi unite il succo di limone. Emulsionate leggermente di modo da amalgamare il composto. Versate la marinata sopra le acciughe e rimescolatele delicatamente di modo che assorbano un po' della marinata quindi disponetele in modo ordinato coperte dalla stessa marinata. Riponete in frigo e fate marinare almeno 2 ore, ma più rimangono nella marinata meglio è così si cuociono e si insaporiscono.

Preparate l'insalatina:
Mettete ad ammollare l'uvetta in acqua tiepida. 
Lavate il sedano e tagliatelo a pezzettini scartando le coste più esterne più dure e tenete da parte. 
Tagliate i gherigli di noce al coltello.
Condite il sedano con sale e olio evo, aggiungete le noci e l'uvetta strizzata e rimescolate il tutto. Tenete da parte.

Preparate le coupelles: rivestite degli stampini di metallo (anche quelli di alluminio vanno benissimo) con pellicola trasparente. Disponete all'interno le acciughe e riempite l'interno con l'insalatina. Ripiegate le code all'interno aiutandovi con la pellicola trasparente. Riponete in frigorifero fino al momento di servire.

Al momento di servire, sformate le coupelles di acciughe e decoratele tutt'intorno con un po' di insalatina.



Le acciughe più rimangono nella loro marinata meglio è...diventano più saporite e, per chi non ama il pesce crudo, cuociono completamente grazie al sale e al limone.

Per una cena sono perfette! Un ottimo antipasto, fresco, leggero e gustoso per questa estate così calda e, cosa da non sottovalutare per niente, si possono preparare in anticipo, anche il giorno prima, così da potersi godere appieno la serata!

Importantissimo come mi ha giustamente fatto notare Gaia, ovviamente le acciughe, come qualsiasi pesce che non venga cotto ad alte temperature (e questo significa che la parte centrale del pesce deve essere portata a 60°C per almeno un minuto), DEVE essere congelato a -20°C per 24 ore per scongiurare il pericolo anisakis, un parassita molto molto pericoloso per l'uomo. Ricordate che marinatura, affumicatura e salatura NON scongiurano il rischio di contrarre questo odioso parassita!

Con questa ricetta partecipo al contest "...Freddo...d'estate!!!!"



e anche a "Estate in tavola a fornelli spenti"!


E ovviamente contribuisco alla super raccolta della Cris di "Poveri ma belli e buoni".





venerdì 16 marzo 2012

Fragolini sfiziosi

Questo antipasto è tanto semplice quanto sfizioso, perché si sa, il fritto non può non piacere :)! Qualsiasi cosa infarinata, impastellata o impanata e buttata nell'olio che sfrigola diventa inevitabilmente più buon e più golosa!
Se si vuole preparare un antipasto a base di fritto le condizioni da rispettare sono sostanzialmente due: che sia una piccola quantità, giusto da far venire ancora di più l'acquolina in bocca, ma senza appesantire e che ci sia qualche cosina insieme che aiuti a "ripulire la bocca" e la prepari ai piatti successivi.

Fragolini fritti con finocchi in vinaigrette di senape
Per 2 persone:
10 fragolini (o calamaretti/moscardini piccoli piccoli)
Farina di riso (o farina 00 se potete!)
Olio di arachide
1 finocchio
Senape in grani
Olio
Sale
Pepe


Lavate il finocchio, tagliatelo in due e poi a fettine sottili.
Preparate una vinaigrette emulsionando mezzo cucchiaino di senape, un po' d'olio evo sale (poco) e pepe. Con questa condite i finocchi e lasciateli marinare per mezz'oretta. Quindi distribuiteli in due coppette.
Infarinate i fragolini e tuffateli nell'olio bollente. Quando sono pronti, scolateli e metteteli su carta assorbente e salateli. Infilzateli con uno stuzzicadenti grande e adagiateli sulla coppetta. Servite immediatamente.

sabato 25 febbraio 2012

Voulez vous pâté avec moi?!?!

“Ragazzi, voglio provare a fare il paté con le acciughe!” 

“Ma cos’è, di nuovo per quelle gare di cucina su internet?!” 
“Eh si!” 
“Ma poi queste cose le assaggia qualcuno?” 
“Mmmm...no! Valutano le ricette in base all’idea e alle foto.” 
“Ah! Ma non ha senso...E’ come fare un concorso di bellezza per telefono!!!” 


...ecco, questo è quello che mi sono sentita dire da due miei colleghi quando tutta entusiasta gli ho detto che avrei partecipato al contest più spassoso della blogsfera... Ma si può?! Certi uomini non capiscono proprio nulla :D! 
Fino a poco tempo fa non sapevo neppure cosa fosse un paté, o meglio, ne avevo assaggiato qualcuno, ma non mi ero mai preoccupata di sapere come si facesse. So solo che li ho sempre trovati un po’ “burrosi”...e ci credo, che rimbambita, forse perché c’è proprio il burro dentro...pensa te che scoperta!!! 

E così, quando ho visto che il tema dell’MT Challenge di Febbraio era proprio lui, il paté, non ho saputo tirarmi indietro, e unito alla voglia d sperimentare nuove ricette con le acciughe per la Cri, ho subito pensato: “perché non prendere due piccioni con una fava e fare un paté alle acciughe?!”. 
L’idea è stata fin da subito di farlo come poi alla fine ho fatto, anche se quando dicevo come avrei voluto farlo in parecchi hanno storto il naso, ma io, cocciuta e capricornuta come sono, figurati un po’ se do retta ai consigli...giammai! E così ho fatto di testa mia, ma devo dire che questa volta ho avuto ragione io, perché è venuto una meraviglia!!! 
Indubbiamente la bontà delle acciughe, acquistate sapientemente dalla mia mamma dal suo pesciaio di fiducia, ha fatto il 90%, ma il 10% che rimane...è tutto merito mio...tiè! 
Lo ho anche portato in Studio e nonostante la ritrosia iniziale di alcuni, se lo sono spazzolato tutto con mia immensa gioia e soddisfazione!!! Quindi diciamo che c’è chi può confermare la mia tesi :)! 



Ora che lo ho osannato per bene, vi dico com’è questo squisitisssssimo paté: 

è un paté alle acciughe con uvetta, pinoli e finocchietto, legato con burro acidificato al prezzemolo! Ma quanto fa figo questo nome?!?! Che poi è davvero più dirlo che farlo perché ci sono cose davvero molto più laboriose e lunghe da fare. 



E ora passiamo alla ricetta, nella quale però temo che il “q.b” sarà spesso presente e questo lo so, è un limite, perché quando cucino non so mai cosa faccio o farò il secondo successivo, che ingrediente aggiungerò, perché magari mi giro lo vedo, immagino il sapore, mi faccio un rapidissimo “trip” per capire se potrebbe stare bene nella ricetta che sto preparando e decido se metterlo o no...la quantità?!?! Eh ma chiedete troppo però :)!!! Quindi abbiate pazienza se non darò le dosi precise, comunque, bando alle ciance... 



Paté alle acciughe con uvetta, pinoli e finocchietto, legato con burro acidificato al prezzemolo 

150 gr di acciughe freschissime 
2 acciughe vere sotto sale 
1/2 cipolla bianca 
1 cucchiaio raso di uvetta 
1 cucchiaio raso di pinoli 
2 pizzichi di finocchietto 
vino bianco q.b. 
Per il burro acidificato: 
burro q.b. (più o meno 60-70 gr) 
prezzemolo q.b. 
succo di limone q.b. 




Innanzitutto pulite le acciughe fresche, ammesso che non abbiate un pescivendolo di fiducia tanto bravo da pulirvele lui una ad una! Io mi sono limitata a tagliare la coda :)! 

Tritate finemente mezza cipolla bianca, pulite le acciughe sotto sale e mettete in ammollo in acqua tiepida l’uvetta. 
In una padella mette un po’ d’olio evo (ligure se possibile!), la cipolla e le acciughe salate. Fate appassire la cipolla e sciogliere le acciughe, aggiungete l’uvetta e i pinoli, alzate la fiamma e con un mestolo girate il tutto di modo che non si attacchi (in questo modo i pinoli si tosteranno un pochino), quindi aggiungete un pochino d’acqua calda (ma poca poca!) e abbassate la fiamma, quando l’acqua è evaporata, sfumate con del vino bianco (io ho usato del Muller Turgau) e alzate la fiamma di modo che evapori. 
Aggiungete le acciughe fresche e fatele insaporire per bene quindi aggiungete un po’ d’acqua e coprite con un coperchio. Dopo due minuti aggiungete i semi di finocchietto. Lasciate cuocere ancora 5 minuti, quindi scoperchiate e fate asciugare l’acqua in eccesso. 
Assaggiate se va bene di sale, io ad esempio non ne ho aggiunto perché le acciughe sotto sale erano già molto salate per l’appunto! 
Spegnete, mettete il tutto in un recipiente e fate raffreddare. 
Mentre le acciughe si raffreddano preparate il burro acidificato al prezzemolo frullando il burro a temperatura ambiente con un pochino di succo di limone e il prezzemolo (ce ne vuole un bel po’ perché il burro deve diventare verde brillante (deve assumere il colore dell’avocado per intenderci!) e un pizzico di sale. Se avete il Bimbi viene perfetto perché trita tutto benissimo, io non lo ho, ma non è venuto per niente male! 
Ed ora assemblate il tutto: frullate le acciughe e aggiungete poco a poco il burro finché non diventa un composto cremoso, ma non troppo burroso. 
Mettete in uno stampino (io ho usato un anello di acciaio quadrato perché non avevo stampini con forme carine) e riponete in freezer per almeno un’ora, quindi mettetelo in frigo e tiratelo fuori almeno un’ora prima di mangiarlo. 


Ma non è finita qui, perché quando si prepara una ricetta per la Ale e la Dani le cose bisogna farle per bene! Cosa vuoi, servire un paté senza un qualcosina su cui spalmarlo?!? Sarebbe a folli :D! E così ho pensato di fare dei crackers con la farina di ceci perché acciughe e ceci (e quindi la farinata!) mi sanno così tanto di Genova che questo abbinamento mi è venuto naturale. 

E così, per la prima volta, mi sono cimentata nella preparazione di questi crackerini, ovviamente “sglutinati”, carini e proprio gustosi perché lasciano in bocca il gusto della farinata! 

Crackerini con farina di ceci 

50 gr di farina di ceci 

50 gr di farinadi riso integrale 
50 gr di fecola di patate 
2 cucchiai d’olio evo (ligure) 
1 pizzico di sale 
1/2 cucchiaino di bicarbonato 
3/4 di cucchiaino di cremor tartaro 
1/2 tazzina da caffè di acqua calda 
sale blu di Persia e olio evo 



In un recipiente versate le farine e la fecola, setacciate tutto insieme. Aggiungete l’olio, il sale e l’acqua (aggiungetela poco per volta). Rovesciate il composto nulla spianatoia e lavoratelo 1 minuto, aggiungete il bicarbonato e il cremor tartaro e impastate fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Mettete in un recipiente pulito, coprite con un canovaccio e riponete in un luogo caldo (io lo ho messo in forno acceso al minimissimo) e lasciate lievitare per 1 ora. 

Accendete il forno a 200°C. 

Foderate una teglia con carta forno. Prendete l’impasto e stendetelo dello spessore di 3 mm e con una rotella per tagliate la pasta ricavate i vostri crackerini e disponeteli sulla carta forno. Bucherellateli e spennellateli con un pochino d’olio evo. 
Infornateli in forno (statico) a temperatura per 4 minuti, aggiungete un po’ di sale (io ho usato il sale blu di Persia, ma va bene qualsiasi sale) sulla superficie dei crackers (meglio se macinato con il mulinello). Infornate nuovamente per 4-5 minuti. 
Togliete dal forno e metteteli a raffreddare su una gratella.

Con questa ricetta partecipo all'MT Challenge di Ale e Dani sul paté.


domenica 19 febbraio 2012

Cestini di formaggio Selva con carciofi e noci

L'idea l'ho copiata a Titta che per la cenetta di inaugurazione della sua casetta nuova ci ha preparato come antipasto un'insalatina sfiziosa servita nei cestini di grana! Davvero un modo sfizioso e sempre d'effetto per presentare un'antipasto leggero e ottimo per iniziare ogni tipo di pasto!
Io ho sostituito l'inasta con i carciofi e aggiunto qualche noce spezzettata, ma qui è l'idea quella che conta!

Cestini di formaggio Selva con carciofi e noci
Per 2 persone:
1 carciofo
1 limone non trattato
2-3 noci
Selva grattugiato (o parmigiano)
olio evo


Pulite i carciofo e mettetelo a bagno in acqua acidulata con un po' di limone. Asciugatelo e tagliatelo a listarelle. Conditelo con sale, olio evo e un po' di scorza di limone e tenetelo da parte.
Preparate i cestini di Selva come spiegato qui e fateli raffreddare.
Tagliate al coltello i gherigli di noce e aggiungeteli ai carciofi.
Mettete i carciofi nei cestini e decorate con qualche gheriglio di noce.

martedì 7 febbraio 2012

Tartare di vitello su crema di peperoni e ricotta salata affumicata

Questa si che è una vera figata!!!
So che bisognerebbe non elogiarsi troppo, ma davvero, questa tartare è uno spettacolo!!! Sono proprio soddisfatta!!! Scusatemi...lo so, sono matta, ma temo che la cura non ci sia :)!!!

Domenica al Cibio ho comprato la ricotta salata affumicata sarda (ha più aggettivi questa ricotta di non so cosa, comunque...) ed è qualcosa di meraviglioso! Subito i miei neuroncini ibernati hanno iniziato a mettersi in moto cercando di trovare qualche possibile abbinamento per questa prelibatezza e subito ho pensatoai peperoni come dolce contrasto e alla carne cruda con le mandorle a lamelle come la faccio sempre io...e così ecco cosa è venuto fuori...

Tartare di vitello su crema di peperoni e ricotta salata affumicata
per 4 persone:
400 gr di carne macinata scelta di vitello
mandorle a lamelle
2 peperoni gialli
ricotta salata affumicata sarda
4 cucchiai di panna fresca
4 cucchiai di latte


Per la crema di peperoni: lavate i peperoni e metteteli in forno a 180°C per una ventina di minuti o finché non saranno morbidi e un po' bruciacchiati in superficie. Toglieteli dal forno e metteteli in un sacchetto di carta e fateli raffreddare, quindi spellateli e frullateli con un filo d'olio evo e un pizzico di sale.

Per la tartare: condite la carne con sale e olio evo e tenetela da parte. Tostate le mandorle a lamelle in una padella antiaderente. Con l'aiuto di un cerchio di aluminio (sopra ad un foglio di carta forno) componete la tartare disponendo sul fondo un pochino di mandorle a lamelle, la carne ed infine altre mandorle a lamelle.

Per la crema di ricotta: mettete a scaldare in un pentolino la panna e il latte. Quando sono caldi unite la ricotta grattugiata e fatela sciogliere. Se necessario frullatela per renderla più omogenea.

Componete il piatto disponendo al centro un po' di crema di peperoni, sopra la tartare e nappatene metà con la crema di ricotta. Completate con un filo d'olio evo e una macinata di pepe.

mercoledì 25 gennaio 2012

Torta di bietole

Sono proprio un ravatto...sarà l'età, sarà che...non lo so, sta di fatto che devo stare a casa perché sono tutta acciaccata, tra gola, orecchie e naso, non c'è un pezzo che funzioni come dovrebbe...eh si, perché io sono fatta così, o faccio le cose in grande stile o non le faccio...e in questi casi, è una vera fregatura!
Cosa volete che vi dica, ne approfitto per stare un pochino di più in cucina! E così oggi ho preparato la torta di bietole e ovviamente mi sono cimentata anche nella pasta: è stato un po' un'impresa riuscire a stenderla senza romperla (queste farine sglutinate sono uno sfacelo!), ma all'ultimo ho capito come fare ed è stato più semplice del previsto :)!


Torta di bietole
per una tortina di 11 cm di diametro 
per la pasta:
30 g di farina di riso fine
30 gr di farina di grano saraceno bianca
20 g di fecola di patate
20 gr di amido di mais
1 pizzico di sale
olio evo
acqua calda q.b.
per il ripieno:
350 gr di bietole
100 gr di ricotta vaccina
2 cucchiai di ricotta salata grattugiata 
1 uovo
1 spicchio d'aglio rosa


Per la pasta: in una ciotola setacciate farine e amidi mischiati insieme, aggiungete il sale, un cucchiaio d'olio evo e acqua q.b. per ottenere un composto elastico, ma non appiccicoso. Rovesciate sul piano di lavoro, impastate a mano e se necessario aggiungete un pochino di farina. Formate una palla e mettetela in un sacchetto di plastica per alimenti e fate riposare mentre preparate il ripieno.

Per il ripieno: sbollentate pochi minuti le bietole, scolatele, togliete l'acqua in eccesso, tagliatele al coltello e ripassatele in padella 5 minuti con un filo d'olio evo e uno spicchio d'aglio tagliato in due e un pochino di sale di modo da asciugarle un po'. Quando saranno insaporite, mettetele in un recipiente e quando saranno tiepide aggiungete la ricotta e la ricotta salata ed in ultimo l'uovo. Mescolate il tutto e salate se necessario.

Rivestite una teglia di carta forno. Infarinate il piano di lavoro, prendete un po' di pasta dal sacchetto e stendetela molto velocemente e abbastanza sottile (ma non troppo altrimenti rischiate che si rompa) e mettetela immediatamente nello stampo. Rovesciate all'interno il ripieno, ripiegate i bordi verso l'interno, spennellateli con un po' d'olio e mettetevi sopra un pizzico di sale. Infornate in forno già caldo ventilato a 180°C per 20 minuti.

domenica 8 gennaio 2012

Crêpes salate con farina di castagne con lardo e castelmagno

Era parecchio tempo che volevo farle e finalmente mi sono decisa...Questa è la versione salata delle crêpes e presto metterò anche quella dolce che differisce da questa per l'aggiunta di un po' di zucchero!

Crêpes salate con farina di castagne con lardo e castelmagno 
Per le crêpes 
0.5 l di latte intero 
190 gr di farina di riso 
60 gr di farina di castagne 
3 uova 
1 pizzico di sale 
burro 
Per il ripieno 
lardo 
ricotta 
robiola 
castelmagno 
rosmarino 



Preparate l’impasto per le crêpes: mescolate in un recipiente le farine setacciate, un pizzico di sale e il latte amalgamando bene. Sbattete le uova a parte con una forchetta e aggiungetele all’impasto di farina e latte. Mescolate con una frusta (a mano) fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo (basta poco!). Coprite con una pellicola trasparente e mettete in frigo almeno per mezz’ora (più la pastella riposa meglio è!). 
Quindi riprendetela pastella e mescolatela. Scaldate una padella antiaderente con i bordi bassi, mettete un pochino di burro e togliete quello in eccesso con dello scottex e versate un mestolo di pastella (o in base a quanto è grande la vostra padella!) e stendetela con l’apposito attrezzino. Fate crêpes fino ad esaurire la pastella, ne verranno 10-12. Questo è il metodo che adottano in Francia, ossia di prepararle tutte prima e poi quando si vogliono mangiare si rimettono in padella e si farciscono con quello che si vuole, altrimenti potete fare “all’italiana” facendole al momento e farcendole direttamente. 

Io l’ho farcita con lardo e una crema di formaggio ottenuta mischiando ricotta, la metà di robiola, un po’ di castelmagno e del rosmarino tritato finemente.
Ma sono deliziose anche con prosciutto cotto e formaggio e magari qualche carciofo crudo e qualche gheriglio di noce spezzettato!


Potete preparare queste crêpes anche con la farina di grano utilizzando 250 gr di farina 00 al posto di quelle di riso e di castagne.

mercoledì 28 dicembre 2011

Crumble salato di zucca, cavolo nero e chèvre

Dopo le mega mangiate natalizie è inevitabile aver voglia di "disintossicarsi" e quale modo migliore di mangiare un bel po' di verdura, dandole comunque un tocco in più per non passare proprio da cose buone e golose alle tristi verdure bollite :)! Eccovi qui un'idea...

Crumble salato di zucca, cavolo nero e chèvre
Per 4 persone:
500 gr di polpa di zucca
1 mazzo di cavolo nero
1 chèvre fresco (formaggio di capra francese)
Per il crumble: 
40 gr di burro
30 gr di farina di riso
30 gr di mandorle con la buccia
sale
pepe


Tagliate la zucca a fette e mettetela in forno a 180°C su una teglia foderata di carta forno per una mezzoretta o fino a quando non sarà morbida. Quando è pronta, toglietela dal forno, lasciatela intiepidire e riducetela in purea. Aggiungete un filo d’olio, un pochino di sale (non troppo perché il sapore dello chèvre deve contrastare con la dolcezza della zucca!) e il pepe.
Mentre la zucca è il forno, portate a bollore una capiente pentola con acqua. Nel frattempo lavate le foglie di cavolo nero e togliete la costa centrale. Quando l’acqua bolle tuffatevi le foglie di cavolo nero e fatele sbollentare. 
In una pirofila di ceramica mettete un pochino della purea di zucca sul fondo, quindi disponete le foglie di cavolo nero (se volete insaporirle potete metterle in padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio in camicia, salate e fate insaporire qualche minuto) e sopra lo chèvre tagliato a rondelle, coprite con la purea di zucca e fate un altro strato di cavolo nero.
Per il crumble: tritate le mandorle nel frullatore insieme alla farina di riso, aggiungete due bei pizzichi di sale e una macinata di pepe. Aggiungete in burro freddo tagliato a pezzi e formate velocemente delle briciole che disporrete sopra lo strato di cavolo nero. Infornate a 180°C (anche se il forno non è ancora in temperatura) per una ventina di minuti o finché il crumble non sarà dorato. Togliete dal forno, lasciate riposare il vostro crumble 5 minuti e servite.

Mie note:
- È importante che il formaggio sia lo chèvre francese o quantomeno come un formaggio di capra quello (io ne ho trovato uno fatto vicino a Cuneo che è uno spettacolo e non ha nulla da invidiare a quello francese!), ma non usate il caprino fresco perché il sapore è completamente diverso!
- Potete sostituire lo chèvre con del camembert o comunque un formaggio a pasta molle che si sciolga e che abbia una punta di amarognolo o di acidulo che contrasti con la dolcezza della zucca.

lunedì 12 dicembre 2011

Cavolfiore, porri e provolone...ha stupito anche me!

Il "famoso" venerdì "chiacchiere e biscotti, ovviamente, non ho solo fatto lavorare la povera Titta, prima qualche cosina da mangiare gliel'ho dato :)! E devo dire che la cenetta è stata davvero buonissima...verdure e go go, ma so che lei, come me, ne è un'appassionata e sapevo di non sbagliare! Cosine semplici, veloci da preparare, ma davvero gustose.

Cavolfiore, porri e provolone
Mezzo cavolfiore
2 porri
Un pezzetto di provolone
Scorza di limone
Vino bianco


Mettete a bollire in acqua salata le cimette cavolfiore dopo averle lavate. Quando saranno morbide, ma non sfatte mi raccomando, scolatele. Metà lo tagliate a fettine e l'altra metà la frullate con un filo d'olio, un goccino di sale se necessario, una macinata di pepe e un po' di scorzetta di limone. Tagliate il provolone a listarelle sottili.
Prendete una pirofila, mettete un pochino di cremina sul fondo, poi disponetevi sopra il broccolo a fette, le listarelle di provolone e coprite con la cremina di cavolfiore. Completate con una bella grattugiata di provolone. Mettete in forno caldo a 180C per un quarto d'ora.
Nel frattempo, lavate i porri, tagliateli in 3 e poi a listarelle. Mettete in filo d'olio in una padella, buttatevi i porri, salate e fate cuocere qualche minuto. Sfumate con del vino bianco e alzate la fiamma per farlo evaporare, quindi abbassate il fuoco e fate cuocere finche non saranno morbidi.
Tirate fuori dal forno la pirofila, disponete sopra i porri e rimettete in forno ancora 5 minuti.
Servite subito...stupirà anche voi, ne sono sicura!!!

lunedì 28 novembre 2011

Una rana sul pesto...


Il nome della ricetta è tutto un programma lo so, ma a volte un nome un po' matto ci sta bene!
In questo abbinamento, mare (la rana, che non è rana, ma è rana pescatrice!) terra (il pesto e la pancetta) sono proprio una coppiata vincente, o meglio, una tripletta vincente!!!
Una breve presentazione questo piatto la merita tutta: su un letto (o un laghetto?!) di riso tondo integrale fatto bollire e condito semplicemente con il pesto e un pochino d'olio se ne sta bel bella la rana pescatrice tagliata a cubetti (mmmh...ma se è tagliata a cubetti forse non sta tanto bene, ma va bé, doesn't matter!) avvolta nella pancetta che le da quel tocco di sapidità in più di cui la rana pescatrice ha bisogno!
Basta con i preamboli ed eccovi la ricetta:


Rana pescatrice avvolta nella pancetta su letto di riso tondo integrale al pesto

Per 4 persone:
160 gr di riso tondo integrale
2 fette di rana pescatrice spesse 1,5 cm (circa 300 gr)
100 gr di pancetta
1 barattolino di pesto (per le dosi v. Il pesto)




Innanzitutto fate bollire il riso in acqua leggermente salata, ci vorranno circa 40/45 minuti. Nel frattempo tagliate a cubetti la rana pescatrice e avvolgetela nella pancetta. Tenete da parte.
Quando il riso è pronto, scolatelo e tenetelo al caldo fino al momento di servire. Quindi conditelo con il pesto e un pochino d'olio. Scaldate una padella antiaderente e quando è ben calda, senza aggiunta di grassi, adagiatevi la rana pescatrice avvolta nella pancetta. Fate cuocere su entrambi i lati finché la pancetta non risulta croccante e il grasso un po' sciolto.
Impostiate disponendo il riso sul fondo con l'aiuto di un coppapasta e sopra la rana pescatrice con la pancetta, un filo d'olio a crudo e il piatto è pronto!

domenica 13 novembre 2011

Un piatto tricolore: lo sformatino al basilico

Il mio Doctor mi aveva parlato di questo sformatino al basilico con la salsa di pomodoro, e così ho deciso di provare a farlo, oviamente facendolo di testa mia e aggiungendo la cialdina di parmigiano per dare un tocco di croccantezza.


Sformatini al basilico
Per 4 sformatini:
2 uova
4 cucchiai di panna fresca
4 cucchiai di ricotta di pecora
4 cucchiai abbondanti di parmigiano
2 cucchiai abbondanti di pecorino romano
2 mazzetti di basilico
olio evo

2 manciate di pomodorini piccadilli
4 cucchiai abbondanti di parmigiano
1 cucchiaino di semi di papapvero




Per la salsa di pomodoro:
Innazitutto preparate la salsa di pomodoro mettendo in un pentolino i pomodorini tagliati in 2. Quando saranno morbidi, passateli al passaverdura. Mettete la salsa ottenuta sul fuoco con un po' d'olio evo, 1 peperoncino, un pizzico di zucchero e sale. Lasciate cuocere a fuoco basso per mezz'oretta di modo che la salsa si restringa. Frullatela con il minipimer.

Per gli sformatini:
Staccate le foglioline di basilico, lavatelo e asciugatelo in un canovaccio, tritatele e aggiungete un cucchiaio d'olio. Aggiungete al basilico tutti gli altri ingredienti e frullate tutto. Ungete 4 stampini di alluminio e versatevi il composto. Disponete gli stampini in una teglia con bordi alti e versate dell'acqua  fino a 2/3 dello stampino (bagnomaria). Infornate in forno già caldo a 180°C per 30 minuti. Quando sono pronti toglieteli dal forno lasciandoli nella teglia con l'acqua.

Per le cialdine di parmigiano:
Rivestite una placca da forno con carta-forno. Mettete 4 mucchietti di parmigiano e  schiacciateli per dare la forma di un cerchio, spolverateli con i semi di papavero. Infornate a 180°C in forno già caldo (quando togliete gli sformatini!) per qualche minuto, quando vedrete che il formaggio si è sciolto toglieteli dal forno e fateli raffreddare.

Impiattate mettendo la salsa di pomodoro a specchio sul piatto, adagiatevi sopra lo sformatino e decorate con le cialdine di parmigiano e qualche fogliolina di basilico fresco.


sabato 29 ottobre 2011

Frittelline di baccalà

Sto postando a rate la cenetta fatta per il compleanno di mio papà, ma sono sempre di corsa! E' un amante del baccalà quindi non potevo non farglielo e per questa cenetta ho deciso di farlo in due varianti: le frittelle di baccalà e con il cavolfiore e le acciughe.

Frittelline di baccalà
Per 3 persone:
300 gr di baccalà
30 gr di amido di riso
olio di mais o di arachidi per friggere
100 gr di farina di riso termotrattata
acqua frizzante
birra


Per la pastella: raccogliete in una terrina la farina e l'amido di riso, aggiungete acqua frizzante e birra fredde di frigo in ugual misura e poco per volta mescolando con una frusta, fino ad ottenere un composto omogeneo e non troppo liquido (la pastella dovrà risultare un po' collosa anche se con le farine senza glutine è più difficile).
Riponete in frigo per mezz'ora (ma potete usarla anche subito!).
Tagliate i filetti di baccalà (che deve essere dissalato) in cubetti da 2 cm di lato e infilzateli con uno stuzzicadenti, che sarà utile sia per quando si mangeranno, ma anche per immergerli nella pastella!
Scaldate in una casseruola abbondante olio di mais o di arachidi (io ne ho usato una bottiglia intera!...lo so che gli ambientalisti storceranno il naso, ma d'altronde non si frigge tutti i giorni e se si frigge bisogna farlo con tutti i crismi!). Mettete un pochino di pastella nell'olio e quando inizia a salire in superficie e a fare tutte le bollicine significa ce l'olio è in temperatura. Tuffate i cubetti di baccalà nella pastella e buttateli nell'olio bollente. Fate friggere finché non avranno assunto un colore dorato e la pastella non sarà croccante (mentre li girate ve ne rendete conto!!!), ci vorranno circa 8-10 minuti, quindi non scoraggiatevi se vedete che la pastella non prende colore!
Rimangono belle croccanti...fanno proprio C R O C!!! buonissime!!!
Io li ho serviti con una salsina fatta con pomodoro, cipolla e curry...uno spettacolo!!!

lunedì 10 ottobre 2011

La melanzana alla parmigiana...a modo mio

Da qualche giorno avevo in testa di provare a fare le melanzane alla parmigiana, poi ieri mia mamma ha comprato delle melanzane piccoline e della ricotta di latte vaccino davvero buonissima, così oggi per pranzo mi sono fatta La melanzana alla parmigiana...alla facciaccia del mal di gola :)!

La melanzana alla parmigiana...a modo mio
Per una persona
1 melanzana piccolina
60 gr di ricotta di latte vaccino
3 pomodori perini
basilico
olio di arachidi per friggere



Per la salsa di pomodoro:
Lavate i pomodori, tagliateli in 3 parti e metteteli in una casseruola a fuoco basso e coprite. Quando saranno morbidi passateli al passaverdura, quindi mettete la salsa passata nuovamente sul fuoco con un pizzico di zucchero (per togliere l'acidità) due pizzichi di sale e un filino d'olio. Lasciate cuocere a fuoco basso senza coperchio di modo che la salsa si restringa un po' e diventi bella saporita.

Per la melanzana:
Lavate la melanzana, tagliatela a fette di poco meno di un centimetro, salatele e mettetele in uno scolapasta con un peso sopra di modo che diano l'amaro. Trascorsa mezz'ora sciacquatele e friggetele (io ho usato l'olio di arachidi per avere una frittura più leggera, se preferite l'olio di oliva va benissimo anche quello!).
Fatele dorare da ambo le parti quindi scolatele e ponetele su un po' di carta da cucina di modo da eliminare l'olio in eccesso.

La ricotta:
Tagliate la ricotta a fette abbastanza sottili quindi mettetela in una padella antiaderente già calda di modo da farle dorare su entrambi i lati.



Ora non vi resta che "montare" la vostra melanzana alla parmigiana: in una pirofila (con l'aiuto di un coppapasta alto che vi sostenga la melanzana ricomposta) mettete un pochino di salsa di pomodoro sul fondo, una fetta di melanzana, un pizzico di sale, una fetta di ricotta e un po' di salsa e continuate così finché la melanzana non sarà ricomposta completamente.
Infornate a 180°C per 25 minuti.
Impiattate e decorate con olio al basilico (frullate con il minipimer olio e basilico e un pizzico di sale).

giovedì 6 ottobre 2011

Sformatino di fichi su crema di pecorino e lardo di Colonnata

Con questa ricetta partecipo al contest (St) Renne Gluten Free...Volevo proporre una ricetta in cui fosse necessario anche l'uso della farina per dimostrare che si possono fare cose deliziose anche senza la comune farina 00, certo, qui di farina ce n'è poco, ma ho voluto usare quella di grano saraceno apposta perché secondo me da un quid in più a questa ricetta. Non sostituisce semplicemente la farina, ma caratterizza questo sformatino!

Per chi ha già dato un'occhiata al mio blog sa che con gli sformatini ho bisticciato un po', ma ormai non hanno più segreti per me :)!!! Già avevo acquistato fiducia facendo quello di zucca , ma questo era decisamente un po' più complicato perché i fichi hanno una consistenza completamente diversa, più liquida!
Il risultato comunque è stato davvero soddisfacente!!! Ero proprio fiera di me :)!

Sformatino di fichi su crema di pecorino e lardo di Colonnata

Per 2 persone:
Per lo sformatino:
10 gr di burro
10 gr di farina di grano saraceno
75 ml di latte
noce moscata
1 uovo
5 fichi piccoli

4 cucchiai abbondanti di pecorino romano dop
8 cucchiaio di panna fresca
2 fette di lardo di Colonnata


Per lo sformatino:
Innanzitutto preparate la besciamella. Mettete a sciogliere in un pentolino il burro, quando è sciolto aggiungete la farina e mescolate bene di modo da sciogliere eventuali grumi. Aggiungete il latte freddo, noce moscata e sale, e continuate a mescolare finché la besciamella sarà densa, ma non troppo. Togliete dal fuoco.
Sbucciate 4 fichi e frullateli (tenetene uno per la decorazione!). Aggiungete la besciamella e l'uovo. Aggiustate di sale e pepe.
Versate in due stampini unti con un pochino d'olio e infornate a 180°C in forno preriscaldato (statico) per 30-35 minuti (si gonfieranno un po' e si coloreranno in superficie, allora saranno pronti!). Toglieteli dal forno e lasciateli riposare 5 minuti prima di sformarli.

Tagliate due fette di lardo (io ho ho comprato un pezzo intero quindi non avendo l'affettatrice lo ho tagliato un pochino più spesso, ma se voi lo preferite sottile va benissimo!). e dividetele a metà per lungo.

Mentre gli sformatini "si riposano", preparate la cremina: mettete in un pentolino la panna e portatela a sfiorare il bollore, quindi aggiungete il pecorino grattugiato e fatelo sciogliere mescolando.

Impiattate mettendo la crema di pecorino a specchio sul piatto, lo sformatino al centro e adagiatevi sopra  il lardo, che con il calore si scioglierà leggermente. Decorate con un rametto di rosmarino e due spicchi di fico.

Una vera goduria!!!

martedì 4 ottobre 2011

Sformatino di zucca su crema di quartirolo con speck e mandorle caramellati

Ormai la mia è una guerra aperta contro gli sformatini…di solito mi fanno dannare, non mi si rassodano mai, ma questa volta ho vinto io!!! Non ho seguito nessuna ricetta, ho fatto di testa mia e ce l'ho fatta...sono proprio soddisfatta! A dire il vero non seguo mai nessuna ricetta, o meglio le guardo e le "aggiusto" a modo mio, ma ci sono cose come gli sformatini dove la chimica vince quasi sempre, e io, di chimica non ci capisco un tubo :)!!!

Sformatino di zucca su crema di quartirolo con speck e mandorle caramellati
Per 2 persone:
200 gr di zucca
1 uovo
2.5 cucchiai di ricotta di latte vaccino
2 cucchiai di panna
Cristalli di sale allo zafferano

50 gr di quartirolo lombardo dop
mezzo bicchiere di panna

1 fetta di speck tagliato spesso
1 cucchiaio di mandorle a lamelle
1 cucchiaino di miele


Per lo sformatino:
Tagliate a dadini la zucca e fatela cuocere a vapore finché non sarà morbida. Mettetela nel bicchiere del minipimer e frullatela un pochino, aggiungete la ricotta, la panna e l’uovo intero, salate e pepate e frullate il tutto. Ungete con un velo d’olio 2 stampini di alluminio e versatevi il composto. Mettete gli stampini in una teglia che riempirete d’acque calda fino a 1/3 dello stampino stesso. Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 25-30 minuti.

Per la cremina di quartirolo:
Tagliate a dadini il quartirolo e copritelo con la panna. Lasciatelo riposare una ventina di minuti. Filtrate la panna e mettetela sul fuoco (basso!) e quando è calada aggiungete il quartirolo mescolando finché non si scioglie.

Per lo speck e le mandorle caramellate:
Tagliate a listarelle lo speck e mettetelo in una padella antiaderente senza alcun condimento di modo che si abbrustolisca un pochino.
In un’altra padella mettete le mandorle a lamelle a tostare.
Raccogliete il tutto in una casseruola, aggiungete il cucchiaio di miele e amalgamate il tutto. Fate attenzione a non far scurire il miele! Deve solo sciogliersi un pochino per poterlo distribuire meglio nei piatti!!!

Impiattate disponendo la cremina di quartirolo nel piatto, adagiatevi sopra lo sformatino sul quale metterete qualche cristallo di sale per dare un po’ di croccantezza. Completate con le mandorle e lo speck caramellati.
E’ un piatto un po’ particolare, se vi piace il contrasto dolce-salato, allora fa per voi: lo sforma tino di zucca è un po’ dolce, ma con il quartirolo si sposa benissimo. E lo speck saltato in padella diventa ancora più saporito e le mandorle e il miele fanno da dolce contrasto.

Mie note:
- Potete cuocere la zucca in forno tagliandola a fette e disponendola con la buccia sulla placca del forno rivestita con carta-forno. Fate cuocere a 180°C (forno statico) per una mezz'ora o finché la zucca non sarà bella morbida di modo che sia più semplice togliere la buccia, soprattutto se usate la zucca mantovana.
- Se volete farne di più (circa 13) seguite queste dosi:
800 gr di polapa di zucca cotta in forno e passata al passino
350 gr di ricotta (di pecora è un po' più saporita, mentre quella vaccina è più delicata e prevarica meno il gusto della zucca)
200 ml di panna fresca
4 uova
sale e pepe
- Ottimo accompagnamento è anche una crema fatta con il castelmagno e olio al rosmarino.