Visualizzazione post con etichetta Menu delle feste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Menu delle feste. Mostra tutti i post

venerdì 21 dicembre 2012

Tiramisù di panettone

La crema al mascarpone è un must come accompagnamento per il panettone, questo è risaputo, ma per proporlo in un modo un pochino diverso perché non fare un TIRAMISU’ DI PANETTONE?!?! 

Veloce e semplice da fare è di sicuro effetto e in un batter d’occhio diventa un dolce home made che, a parer mio, fa sempre più piacere ed è meno anonimo del banale panettone (mi riferisco a quelli comprati, sia chiaro, perché se il panettone lo fate voi con le vostre manine, il discorso cambia completamente!). Natale è pur sempre una Festa da trascorrere con chi si ama e credo che non ci sia nulla di più bello di cucinare per le persone a cui si vuole bene! 

Bando alle ciance, che sotto Natale, il tempo passa più velocemente del solito! 

Tiramisù di Panettone 


Per 10-12 persone:

1 panettone (o un pandoro se lo preferite) 

per la bagna: 
½ bicchiere d’acqua 
¼ di bicchiere di Limoncello 

per la crema al mascarpone: 
250 gr di mascarpone 
2 uova 
4 cucchiai di zucchero semolato 
1/2 bacca di vaniglia 



Innanzitutto preparate la crema di mascarpone
in una ciotola mettete i tuorli, lo zucchero e la polpa della bacca di vaniglia e sbattete con una frusta a mano per 1 minuto. Aggiungete il mascarpone amalgamandolo con la frusta (se volete fare prima usate le fruste elettriche). A parte montate a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale (dovrete ottenere una massa compatta e soda). Incorporate 1/3 degli albumi montati a neve al composto di mascarpone e mischiate energicamente con la frusta a mano di modo da allentare il composto. Incorporate quindi delicatamente, mescolando dal basso verso l’alto, gli altri 2/3 degli albumi. Tenete da parte (se non la usate subito riponetela in frigo). 

Preparate la bagna mischiando acqua e limoncello. Non aggiungete zucchero perché già il panettone è dolce di suo e il limoncello contiene zucchero. 

Tagliate a fette il panettone e ricavatene dei rettangoli più o meno uguali o dando loro la forma che più si addice alla forma del recipiente che avrete scelto (il panettone è morbido quindi è facile fare dei “tappulli” laddove manchi!). 

Montate il tiramisù di panettone: 
Sul fondo mettete un pochino di crema (giusto 2 cucchiai). 
Fate uno strato di panettone e con un cucchiaio inumiditelo con la bagna senza esagerare perché il panettone è già umido di suo, ma un leggero aroma di limone ci sta molto bene. 
Coprite con la crema. 
Fate un altro strato di panettone – bagna e crema. 

Con i ritagli di panettone rimasto fate il crumble
Tagliatelo grossolanamente a pezzetti piuttosto piccoli e mettetelo in una padella antiaderente. Fatelo cuocere a fuoco medio rigirandolo di tanto in tanto di modo che si asciughi. Tenetelo da parte e quando sarà freddo fate rotolare i pezzetti di panettone tra le mani ottenendo delle briciole, crumble per l’appunto. 

Disponete il crumble sopra al tiramisù e riponete in frigo. 

Come ogni tiramisù che si rispetti più riposa meglio è, quindi il top è farlo un giorno per l’altro o va benissimo la mattina per la sera. Sappiate che deve riposare almeno 3-4 ore prima di mangiarlo. Toglietelo dal frigo mezz’oretta prima di servirlo.

E la foto?! Non c'è! E vi chiedo scusa, ma questo dolce lo ho preparato con la mia super collega Silvietta, ieri in veste di sous-chef, per festeggiare il Natale a lavoro tutti insieme!!! Ci siamo impossessate della cucina per tutto il giorno e abbiamo preparato aperitivo, risotto e dolce per SOLO 50 persone!!! Fantastiche! E così, stremata da 3 round di risotto da 1 kg l'uno ho portato in tavola il dolce e ovviamente ho dimenticato di fotografarlo! Ma volevo comunque pubblicare questa ricetta, sia perché richiesta a gran voce dai miei colleghi sia per dare un'idea in più per Natale! 
E poi, non pensate che sia più bello, in un'occasione come il Natale, metterci ancora di più il "vostro tocco"?!?! Perché alla fine spesso si tende sempre a preparare la ricetta così come la si vede in foto e così, questa volta...sbizzarritevi con la fantasia nelle decorazioni :)!!!

p.s. per inciso...ma i Maya, li ha visti mica qualcuno?!?! :)

mercoledì 5 dicembre 2012

Guarda come ti faccio la béchamel!

Oggi vi lascio una ricetta senza tanti preamboli, scusatemi, ma sono giusto un ciccinin incasinata in questo periodo...più del solito e la cosa sta diventando ingestibile, ma ce la farò, promesso :)!

Solo due parole per farvi capire perché questo titolo, sono certa vi incuriosirà molto quello che sto per dirvi...Premesso che anche la béchamel fatta nel modo classico con il roux (burro e farina) e l'aggiunta di latte non è nulla di troppo complicato, ma questa idea che, ovviamente non è mia, ma di qualcuno che di cucina ne capisce giusto un pochino: il grandissimo Chef Gualtiero Marchesi.

Nel suo libro "Oltre il fornello" (se non avete ancora spedito la letterina a Babbo Natale ve lo consiglio caldamente!) spiega come fare una béchamel più leggera e decisamente "a prova di imbranato" (no! Cosa avete capito?! Le virgolette non sono una citazione!!!). 
La Sua béchamel è fatta semplicemente con pari quantità di panna e brodo (di carne o pesce a seconda dell'uso che se ne vuole fare - poco salati) e bisogna farla cuocere a fuoco basso finché non si addensa. All'ultimo si aggiusta di sale e pepe.  E' decisamente più lunga da fare perché ci vuole una mezz'oretta prima che raggiunga la consistenza desiderata, ma vi assicuro che è delicatissima e buonissima.

In queste lasagne ho fatto una béchamel alla birra, usando quest'ultima al posto del brodo. La birra senza glutine che avevo aveva un retrogusto amaro molto forte che con la zucca veniva bilanciato perfettamente, però se voi potete scegliere vi consiglio di usarne una che abbia solo un leggero retrogusto amaro, non troppo persistente.

Eccovi la ricetta, che può essere un'idea carina per Natale.


Lasagne verdi con ragout speziato di maiale e zucca con béchamel alla birra 


Per 6 persone: 
180 gr circa di lasagne (6 lasagne) 

Per il ragout: 
300 gr di macinato di maiale 
100 gr di polpa di zucca 
1/3 di cipolla bianca 
3 bacche di ginepro 
6 chiodi di garofano 
1 stecca piccola di cannella 
1 cucchiaino di sale grosso 
½ cucchiaino di semi di finocchio 
pepe nero macinato fresco 
sale fino q.b. 
15 gr di burro salato 

Per la purea di zucca: 
200 gr di polpa di zucca 
sale 
pepe nero macinato fresco 

Per la besciamella: 
300 ml di panna 
200 ml di birra (non troppo amara) 
sale 
pepe nero macinato fresco 
noce moscata 



Preparate la besciamella (secondo il metodo Marchesi) 
In una casseruola mettete la panna fresca e la birra e fate sobbollire per almeno mezz’ora o finché non avrete ottenuto la consistenza desiderata (simile a quella della besciamella comune, ma più liscia e un pochino meno densa. Raffreddandosi assomiglierà molto a quella classica). Toglietela quindi dal fuoco e aggiungete sale, una generosa macinata di pepe nero e noce moscata. 

Per la purea di zucca: 
Tagliate la zucca a fette di 1 cm di spessore, disponetela su una teglia coperta di carta da forno e mettetela in forno a 180°C per 20 minuti (partendo da forno spento, altrimenti 15 minuti se il forno è già caldo - E’ pronta quando non opporrà resistenza se la toccate con un dito). 
Frullatela e regolate di sale e pepe. 

Preparate il ragout: 
Pulite e lavate la cipolla, tagliatela finemente e mettetela in una casseruola con il burro (tutto a freddo), accendete il fuoco tenendolo basso e fate appassire dolcemente la cipolla (circa 5 minuti). 
Pestate al mortaio il ginepro insieme al sale. 
Tagliate la zucca a dadini piccoli. 
Alzate la fiamma e aggiungete il macinato di maiale, il sale con il ginepro, una generosa macinata di pepe nero e tutte le spezie. Girate di modo che la carne non si bruci e fatela rosolare a fuoco vivace per 7-8 minuti, aggiungete del sale (se necessario) e ancora una macinata di pepe, aggiungete quindi la zucca. Fate cuocere il ragout ancora per 7-8 minuti quindi spegnete. 

Per le lasagne: 
Portate a bollore dell’acqua in una capiente pentola. Salatela, aggiungete un cucchiaino di olio e buttatevi le lasagne. Scolatele al dente. 

Componete la lasagna: 
In una pirofila, fate uno strato di besciamella sul fondo, adagiatevi sopra due lasagne, coprite con il ragout, poi con la besciamella ed infine con metà della purea di zucca (aggiungetene qualche fiocchetto qua e la, non dovete farne uno strato unico). Ricominciate con un altro strato di lasagne, ragout, besciamella e la purea di zucca (finitela!), quindi un altro strato di lasagne e completate con ragout e besciamella. 

Infornate in forno già caldo a 180°C per 20 minuti.



Eccole!!! Il ragout è davvero ottimo, anche con le chicche di ricotta e patate secondo me è spaziale! (E' un'idea che mi è venuta or ora mentre stavo ripensando al suo sapore, ma credo proprio che la proverò!)



Un'info veloce circa il Contest...So che state aspettando e avete tutte le ragioni del mondo, vi farò aspettare ancora un pochino, scusatemi, ma il 16 Dicembre vi dirò chi ha vinto! Riuscite a resistere ancora 11 giorni?!?! Ditemi di si, pliiiiiiissssss!!! 

mercoledì 21 dicembre 2011

Pandolce genovese basso tradizionale

Ormai sono lanciatissima, faccio panettoncini a go go!!! Questa volta ho fatto il pandolcino classico genovese e una versione per i più golosi tutta cioccolatosa!!!

Al contrario di come faccio sempre, ossia modificare e a volte stravolgere le ricette originali, per i pandolcini classici mi sono attenuta alla ricetta di Poldo, un panificio famosissimo a Genova proprio per il suo pandolce basso. Ho solo messo 3 uova anziché 4 e sostituito la farina normale con farina di riso e di mais e per il resto ho seguito pari pari la sua ricetta, che potete trovare qui.

Pandolce genovese basso tradizionale
Per 12 pandolcini o un pandolce bello grande:
195 gr di farina di riso
105 gr di farina di mais
120 gr zucchero a velo vanigliato
120 gr burro
3 uova intere
100 gr arancio candito
150 gr uvetta
50 gr cedro
50 gr pinoli
10 gr lievito
Pizzico di semi di anice



Il procedimento da seguire è esattamente quello del video, così capite anche la consistenza che dovrà avere il vostro pandolce: sostanzialmente è quella di una frolla un po' più appiccicosa.

Mie note:
- l'uvetta va messa In ammollo con un pochino d'acqua tiepida per un quarto d'ora, poi deve essere strizzata bene ed è pronta per essere utilizzata.
- queste sono le proporzioni da usare di farina di riso e di mais. Sappiate però che dovrete aggiungerne ancora un po', dipende dalla grandezza delle uova e dal tipo di burro, comunque più o meno dovrete aggiungere 2 cucchiai di farina di mais e 3-4 di farina di riso.
- E' meglio usare una farina di riso non molto fine.
- Io non avevo lievito, così, come mi hanno insegnato da Torielli, lo ho fatto unendo 60% di cremor tartaro e 40% di bicarbonato di sodio. Perfetto!!!
- Per la cottura: per un panettone grande 150°C per 45-50 minuti, per i pandolcini 150°C per 15-20 minuti:dovranno colorirsi, ma non scurirsi troppo!

venerdì 9 dicembre 2011

Io adoro i legumi...ogni riferimento è puramente casuale...

Questa è una delle delizie preparate da Corrado (E' Cucina Torino) per il cenone di Capodanno dell'anno scorso. Visto che ero in cucina (e in più le chicche non potevo mangiarle perché fatte con la farina normale) ho solo assaggiato tutti gli ingredienti separatamente e da allora sono sempre stata dannatamente curiosa di sapere come fosse quel piatto, e così...lo ho fatto!!! 
Ero molto curiosa di preparare le chicche (gnocchetti di patate con in più la ricotta) secondo la ricetta della mamma del Cò, in versione gluten free, e sono venute un vero spettacolo! Buonissime anche condite solo con burro e parmigiano, ma la crema di lenticchie, bella saporita e il tartufo danno a questo piatto un sapore deciso, una vera goduria!

Chicche di ricotta con crema di lenticchie e tartufo
Per circa 700 gr di chicche:
Per questa ricetta, per 2 persone, ne bastano 400 gr, ma potete congelarle!!!
0.5 kg di patate (se le trovate rosse è meglio)
100 gr di farina di riso
100 gr di fecola di patate
100 gr di ricotta vaccina
1 uovo
1/2 cucchiaio d'olio evo

per le lenticchie:
100 gr di lenticchie secche
1 porro
1 pomodorino
1 spicchio d'aglio rosa

per condirle:
burro
formaggio Selva
tartufo nero


Per le chicche: fate bollire le patate con la buccia. Quando sono cotte, scolatele e sbucciatele. Passatele al passaverdura o lo schiacciapatate. Quando sono ancora calde impastatele con la ricotta, le farine setacciate (non aggiungetela tutta subito, perché se le patate sono belle farinose ve ne basta anche un po' meno!) e l'olio evo. Quando sono diventate fredde aggiungete l'uovo. Impastate bene di modo da ottenere un impasto liscio e omogeneo e formate una palla. Prelevatene un po' per volta e formate dei filoncini di 6-7 mm di diametro e ricavatene tanti piccoli gnocchetti. 
Il consiglio della mamma del Cò è di consumarli subito o di congelarli direttamente. Quando poi bisogna farli cuocere basta buttarli in acqua salata ancora congelati e vengono perfetti!
Altro consiglio: non mettete sale nell'impasto!

Per le lenticchie: mettete in ammollo le lenticchie per 12 ore. Quindi sciacquatele e mettetele in una pentola con il porro tagliato in 3 parti, un pomodorino diviso in due e un po' di sale grosso. Quando sono cotte scolatele e passatele in una casseruola con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio in camicia. Aggiustate di sale e di pepe e fate insaporire massimo una decina di minuti. Togliete l'aglio e frullate il tutto. 

Portate a bollore abbondante acqua salata, tuffatevi le chicche (o appena fatte o congelate). Quando vengono a galla scolatele e passatele in padella con un po' di burro e il formaggio Selva gratuggiato di modo che si amalgami tutto bene.
Impiattate mettendo la crema di lenticchie sul fondo, le chicche ed infine una grattata di tartufo nero...Una libidine!!!

Questa ricetta è per il contest (St)renne gluten free di Stefania :)!

Contest (st)Renne Gluten Free

Piccola nota: per chi volesse fare le chicche con la farina normale, anziché 100 gr di farina di riso e 100 gr di fecola di patate, usate 200 gr di farina normale.

mercoledì 7 dicembre 2011

Mezzelune di grano saraceno ripiene con faraona e datteri con burro al tartufo

Da cosa nasce questa ricetta?!? Dalla mia mente bacata...perché bacata?!? Perché se c'è una cosa che a me proprio non piace è la faraona, poverina, non mi ha fatto niente di male, ma sarà che un anno a Natale l'ho mangiata e poi non sono stata proprio bene, sarà che il suo profumo mi ricorda un periodo non molto felice della mia vita, non so, so solo che non mi fa impazzire...anzi, direi che proprio non mi piace! Eh si, lo so, sono una tonna, sono io che ho deciso la ricetta, non me l'hanno imposta, è che non so che cavolo mi sia successo una sera prima di addormentarmi ho avuto questa illuminazione...mezzelune di grano saraceno con faraona e datteri e burro al tartufo... E caspita, non è stata per niente una brutta illuminazione, certo il sapore è particolare, io che non sono una fan della faraona li ho trovati molto buoni, il connubio è davvero perfetto!
Come richiesto dalle mie maestre (St)renne la ricetta da proporre doveva essere qualcosa di inusuale, di ricercato, di "pomposo" e un po' ridondante, perché si, durante le Feste si può, come dire elegantemente..."sbulaccare" :), ovvero si ha il diritto (e il dovere!) di strafare, di lanciarsi in preparazioni ardite e ardimentose, di provare abbinamenti inconsueti, di usare prodotti costosi...per le Feste si può, alla facciaccia della crisi!!!

E così ecco questa ricetta, lunghetta da preparare, ma di grande effetto...poi io non so se vi piacerà, ma il nome fa davvero figo e incuriosisce molto e questa è una cosa da non sottovalutare :)!


Tutto iniziò con la sottoscritta che apre il frigo e tira fuori questa simpatica bestiola, il pollivendolo gentilissimo l'aveva pulita tutta e lasciato all'interno cuore, fegato e frattaglie varie...non vi dico la mia faccia...lo so, lo so, un'aspirante cuoco non può schifarsi così davanti alle interiora, ma caspita, a me un po' senso lo fanno! Comunque, superato questo tentennamento iniziale, l'ho farcita con tutta la delicatezza del caso con due fettine di lardo di Arnad, un rametto di rosmarino e qualche scorza d'arancia e poi in forno a 180°C per un'ora. Fa tutto da sola ed esce con la pelle tutta croccante e bella profumata...Apriamo una breve parentesi sul profumo: per una persona che adora la faraona quello è un gran buon profumo, per me è stato un incubo :), sono stata tutto il santo giorno con tutte le finestre di casa spalancate e con la nausea, ma si può?!? Sono proprio scema, lo ho scelto io di farla, e va bé, quando uno non è normale, cosa volete che vi dica!!!
Torniamo a noi, tolta la faraona dal forno le ho tolto subito il grasso che aveva all'interno e ho lasciato che si raffreddasse. Nel frattempo ho preparato la pasta e mentre riposava ho spolpato la mia adorata faraona prendendo la parte della coscia e le parti li vicino decisamente più saporite del petto, poi ho tagliato i datteri secchi: la farcia era pronta!
Ho steso la pasta, messo il ripieno e chiuso a formare delle mezzelune.
E ora parliamo un secondino del tartufo: per quale caspita di motivo quest'anno trovare un tartufo sembrava come trovare qualcuno che ti regalasse oro a palate?!? L'idea era di fare il burro al tartufo home made mettendo un tartufino bianco in una contenitore e versarvi sopra il burro fuso e farlo solidificare e conservarlo qualche giorno in frigo per poi frullare il tutto insieme come mi ha insegnato il Co, ma ahimè, it wasn't possible! Niente tartufo...introvabile! Alla fine grazie alla Ale sono riuscita a trovare un negozietto che aveva del burro fatto con il tartufo nero molto buono e ho ripiegato su quello!
E quindi veniamo al piatto come si presenta alla fine: mentre le mezzelune cuociono in acqua salata e con un filino d'olio evo, si fa sciogliere a fuoco bassissimissimo in una padella un bel po' di burro al tartufo (non bisogna essere parsimoniosi, durante le Feste è vietato!!!) e un po' di burro normale perché quello al tartufo è parecchio fortino! Si scolano le mezzelune, si fanno saltare per pochi secondi nella padella con il burro a fuoco spento, si aggiunge una bella manciata di formaggio Selva che è molto delicato e non prevarica i gusti decisi, ma delicati presenti nel piatto ed il piatto è pronto. Particolare, per palati fini, disposti a sperimentare...un sapore che incuriosisce e che coinvolge sempre di più, boccone dopo boccone.


Piccolo aneddoto: qui trovate anche la foto di ravioloni grandi, quindi un'altra versione in cui cambia solo la pasta perché da matta quale sono le mezzelune che avevo fatto non mi convincevano molto...così ho rifatto la pasta (la ricetta che trovate è quella del secondo round perché era decisamente più elastica e facile da lavorare) e i ravioli di conseguenza, ma li ho fatti il giorno dopo e questo esperimento mi è servito per capire una cosa fondamentale e di elaborare la ricetta perfetta: è indispensabile fare questi ravioli con la carne più saporita della faraona e il giorno stesso in cui la fate, perché il giorno dopo perde quel retrogusto selvatico che si sposa così bene con i datteri. E poi nessun problema, si congelano immediatamente e i profumi e sapori rimarranno intatti fino al momento in cui li servirete per il vostro pranzo delle Feste!



Mezzelune di grano saraceno ripiene 
con faraona e datteri con burro al tartufo

Per la faraona:
1 faraona
Scorza d'arancia
1 rametto di rosmarino
2 fettine di lardo di Arnad


Per la pasta fresca di grano saraceno:
45 gr di fecola di patate
45 gr di amido di mais
35 gr di farina di grano saraceno
25 gr di farina di riso termotrattata
1 uovo
1 rosso
Vino bianco


Per le mezzelune:
Pasta frsca di grano saraceno
Faraona fatta il giorno stesso
Datteri
Burro al tartufo
Formaggio selva





Per la faraona:
Farcite la faraona con il lardo, il rosmarino e la scorza d'arancia e un pochino di pepe. Non mettete il sale perché è già molto salato il lardo. Infornate in forno già caldo a 180 C per un'ora.


Per la pasta:
In un mixer mettete la fecola, la maizena e la farina di riso di modo da creare una farina omogenea, unite quella di grano saraceno e mescolate con le mani. Fate una fontana sulla spianatoia, aggiungete le uova e il rosso e un cucchiaio di vino bianco (niente sale perché seccala pasta! Salerete bene l'acqua di cottura!). Iniziate sbattendo le uova con la forchetta, incorporate la farina piano piano. Quindi continuate ad impastare con il tarocco ed infine con le mani. Formate una palla e mettetela in un sacchettino per alimenti. Fate riposare mezz'ora a temperatura ambiente.



Le mezzelune:
In un pentolino mettete i datteri tagliati a piccoli pezzi e un pochino d'acqua. Coperchiate e fateli cuocere finchè non si disferanno. Otterrete così una sorta di marmellatina.
Spolpate la faraona prendendo la parte della coscia e le parti un pochino più grasse percentuale più saporite e tagliatele al coltello a pezzettini.
Stendete la pasta, ricavatene un tondo con un coppapasta, disponete un pochino di marmellatina di datteri e un po' di faraona. Richiudete a mezzaluna e chiudete schaicciando i bordi con i rebbi di una forchetta.



Fate bollire in una pentola capiente abbondante acqua, salatela, mettete un pochino d'lio evo e tuffatevi le mezzelune. Nel frattempo fate sciogliere un po' di burro al tartufo con un po' di burro in una padella. Spegnete il fuoco. Scolate le mezzelune e trasferitele nella padella, aggiungete il formaggio Selva e mantecate.
Servite subito...e sappiatemi dire cosa ne pensate!!!



Questa ricetta ricetta è per le (St)re'chic: la tavola delle feste secondo le (St)renne e per dire grazie alle mamme (St)renne e alle mie compagne (St)rennine con le quali ho riso, scherzato, chiacchierato, condiviso gioie e dolori della vita di tutti i giorni…un gruppo di persone dolcissime…un po’ pazze…mmmm…un po’ tanto pazze, ma (St)repitose davvero :)!
Quindi avete capito, per diventare (St)renna il requisito fondamentale è nascere un po' pazze, "e io, modestamente lo nacqui!".

E dopo Eleonora con il suo chutney di mango speziato e foie gras, Mai con il suo arrosto di maiale alla Coca-Cola, cosa ci riserveranno domani Stefania e Giulia venerdì ?!...Vi ho incuriosito eh?!?!

lunedì 5 dicembre 2011

Un venerdì sera speciale...

A volte i casi della vita ti fanno incontrare persone speciali, quando meno te lo aspetti...Quando cresci è così difficile pensare di trovare una vera amica, soprattutto se sei come me, selettiva da sempre e adesso forse di più...ma quando incontri una persona che fin da subito è sulla tua stessa lunghezza d'onda, allora si, ti dedichi a questa amicizia come se fosse una delle cose più preziose al mondo. Mai avrei pensato di incontrare a lavoro una collega che nel giro di una settimana è diventata una delle persone più importanti per me. Posso arrivare a lavoro con l'umore più nero del mondo, ma appena la vedo e scambio due parole con lei, la giornata prende subito un'altra piega...Abbiamo solo un problemino: il nostro umore è contagioso, o meglio, il nostro umore ca' di pari passo...se una è felice anche l'altra puntualmente è felice, il problema è che quando una è triste l'altra la segue a ruota, magari per motivi abissalmente diversi, ma...siamo fatte così :)! Però una bella chiacchierata ci tira sempre su di morale anche se abbiamo gli occhietti tristi...che tonnellate che siamo!!!
Ora siamo in una fase di down tutte e due, così per distrarci e tirarci un po' su abbiamo deciso di passare un venerdì sera "alternativo"!
In realtà doveva essere un normale venerdì di cenetta è chiacchiere, ma poi si è trasformato in un venerdì sera tra farina, burro, uova, spezie, fichi, datteri, noci, mandorle, spezie e chi più ne ha più ne metta!
Dovevo fare biscotti e pandolcini per  Torielli e lei è stata un tesoro dandomi una mano, anzi, una super mano, a impastare, tagliare, sminuzzare, infornare...un aiuto preziosissimo! Senza di lei non sarei riuscita a fare tutte quelle cosine!
Abbiamo lavorato fino alle due e concluso la serata sorseggiando una tisana deliziosa mele e cannella sui gradini della mia casetta...stanche ma felici! Felici per il lavoro fatto, ma soprattutto felici per l'amicizia che ci lega...
Grazie Titta! Ti voglio bene!!!


Pandolcini datteri e mandorle
180 gr di farina di riso
140 gr di farina di mais
100 gr di burro
100 gr di zucchero a velo
80 gr di zucchero
6-8 gr di lievito con cremor tartaro
150 gr di datteri
60 gr di mandorle
2 uova
scorza d'arancia sbollentata e sminuzzata
1 cucchiaino e ½ di acqua di fiori d'arancio



Il procedimento è uguale a quello dei panettoncini fichi e noci, con la differenza che dovete aggiungere l'acqua di fiori d'arancio all'inizio, sullo zucchero, prima di iniziare a impastare.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta della Ste delle (St)re'chic gluten free!
Contest (st)Renne Gluten Free

martedì 22 novembre 2011

Pandolcini bassi genovesi con fichi e noci

Ecco qui la prima ricettina per il meraviglioso contest di sua Altezza (o Maestà…caspita Ale, mi sono dimenticata!!! Uffi!!!) Stefania di Palermo (no, giuro, non sono matta, sono solo una strennina…mi hanno contagiata, è inutile!!!) (St)ré chic: la tavola delle feste secondo le (St)renne.
Da ingegere quale sono il mio cervellino a volte lavora in modo estremamente lineare e questa cosa a volte mi stupisce perché normalmente sono incredibilmente controrta, comunque, tornando a noi, appena il tema deciso dalle (St)renne è stato “La tavola delle feste” ho subito pensato al mio pan dolcino…E’ si perché quando ero “normale” (come dico sempre io!) mi piaceva così tanto il pandolce genovese basso, ecco si, quello ha sempre fatto Natale a casa mia, quando si mangiava quello a colazione, bhé, era Festa! Due anni fa ho passato il mio primo Natale senza il mio adorato pandolce, ma l’anno scorso mi sono data da fare e ho rivisitato in chiave gluten free la ricetta di un famosissimo pasticcere di Genova.  Questo tipo di panettone è molto diverso dai classici panettoni lievitati che tutti conoscono, sostanzialmente è come se fosse una frolla arricchita nella ricetta originale con canditi e uvetta…uno spettacolo! (E presto posterò anche questa versione, non temete!). Per questa volta però ho provato a farne una versione un pochino diversa con i fichi e le noci e non è venuto per niente male!!!

Pandolcini bassi genovesi con fichi e noci
Per 4 pandolcini o un pandolce per uno stampo da 16 cm
65 gr di farina di riso
50 gr di farina di mais fioretto
40 gr di zucchero a velo vanigliato
3-4 gr di lievito con cremor tartaro
60 gr di fichi secchi di Caserta
30 gr di zucchero semolato
40 gr di burro
25 gr di noci
1 uovo


Innanzitutto tagliate al coltello le noci di modo che rimangano grossolane e i fichi a pezzettini piccoli, ma non troppo.
Fate una fontana con le farine setacciate, al centro mettete l’uovo e sopra lo zucchero a velo e lo zucchero semolato. Impastate au bout des doigts quindi aggiungete il burro ammorbidito a pezzettini. Impastate e quando il composto diventa liscio aggiungete il lievito e impastate ancora qualche istante. Il procedimento è quello di una frolla, quindi lavoratelo il meno posibile altrimenti il burro si scalda! Incorporate le noci e i fichi e se l’impasto risulta un po’ appiccicoso aggiungete,  poco alla volta, ancora un pochino di farina di mais.
Ricavate 4 palline (o un panetto unico), mettete sulla spianatoia un po’ di farina di riso e adagiatevi sopra le palline che schiaccerete un po’. Mette i panettoncini in uno stampo senza aggiungere né burro, né carta-forno. Infornate in forno (statico) preriscaldato a 160°C per 25-30 minuti se fate i pan dolcini, altrimenti per 45 minuti e altri 5-10 minuti alzando il foro a 180°C di modo che si formi la crosticina superficiale. Appena tolto dal forno toglietelo dalla teglia e ponetelo su un tagliere di legno e poi su una griglia di modo che perda un pochino dell’umidità interna.


Con questa ricetta partecipo al contest (St)ré chic: la tavola delle feste secondo le (St)renne della Ste, una persona davvero speciale, o più semplicemente, una (st)renna coi fiochi :)!