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giovedì 17 luglio 2014

Un'idea per un pranzetto in spiaggia o un pic-nic?!

Pancakes pancakes e ancora pancakes. Eccheccavolo! Ma mangi solo pancakes? Ecco, questo è quello che potreste pensare visto anche anche oggi vi propino un'altra ricetta di pancakes!
Ultimamente pubblico solo pancakes, lo so, ma da quando ho scoperto che sono così semplici da fare li sto provando a fare in tutte le salse!
Voi avete mai provato a farli?
Se si, sono sicura capiate perfettamente il mio amore per queste frittelline americane.
Se no, please, provate a farle al più presto così capirete come mai sono ormai pancake dipendente.

L'ultimo esperimento è stato farle salate e ho pensato che possono essere perfette anche per voi che siete in estate, per un pic-nic o un pranzo sulla spiaggia perché anche fredde - a temperatura ambiente, non ibernate dal frigo intendo!- sono buonissime!

Per farle ho aggiunto all'impasto il Parmigiano Reggiano e il kale -che è tipo un cavolo nero che si trova qui in Australia- creando una sorta di pesto, ma voi potete usare degli spinaci o semplicemente mettere nell'impasto un bel cucchiaio di pesto e via! Pronti per un pranzetto goduriosissimo!

Appena li abbiamo assaggiati con la mia dolce metà, ci siamo guardati e abbiamo detto contemporaneamente: sarebbero perfetti con del prosciutto crudo!

E così, non paghi dei 150 dollari spesi al mercato biologico il sabato -si, qui si vive e si guadagna bene, ma si spende una fucilata in qualsiasi cosa, poi si, io ci metto pure del mio, ma tutto costa. E anche tanto!- siamo usciti bel belli solo per andare a spendere altri 20 dollari per un etto di prosciutto crudo e una mozzarella di bufala -125 gr centellinati come avessimo di fronte un tartufo pregiatissimo!

Ma sapete che vi dico?! Chissenefrega!!! Una volta ogni tanto si può. Eccome se si può.
In amore e in cucina tutto è permesso. Giusto? ...Mmm...forse il detto non era cosi', ma va be'!


Qui -ossia il mio nuovo blog in inglese On the flvaor road- trovate la ricetta.

 

http://www.ontheflavorroad.com/parmigiano-reggiano-savory-pancakes-recipe/

Ovviamente è in inglese, quindi se per caso siete come la mia mamma che ogni tanto mi dice "so che hai parlato di me nel blog perché c'è scritto mummy, ma non so cosa hai detto!" O se come papà vi sbellicate dal ridere provando a tradurre con google translate, per favore lasciatemi un commento e vi scrivo la ricetta anche in italiano!!!


Vi abbraccio forte e ora pero', visto che vi sto scrivendo con l'I-phone mentre vado a lavoro, metto le mani in tasca che ho le dita ibernate! Mannaggia all'inverno australiano :)!

lunedì 18 febbraio 2013

Io odio i treni!


Stanca, sono stanca di questi cavolo di treni che non sono mai in orario, di questi viaggi che ti tolgono ogni energia, di questa schifo di Trenitalia che tira sempre fuori il peggio di me: mai una parolaccia (o almeno poche, va bene!), sempre a cercare di mantenere calma e autocontrollo anche nei momenti più complicati e poi, arrivi li, in Stazione. Ti bastano 5 dannatissimi minuti su un cavolo di treno, PUNTUALMENTE IN RITARDO per tirare fuori il peggio di te. Altro che Dr Jeckyll e Mr Hide! Divento una furia. Mi sale il sangue al cervello, davvero. Incontrollabile! La mia unica speranza è sempre che non passi un controllore altrimenti verrebbe divorato tra insulti e parolacce, che poi, poveretto, lui non c’entra nulla, lo so, ma con chi me la prendo io, porca paletta?!?! 

Ma no, perché dico: mi faccio un mazzo quadrato ogni santo giorno per cercare di fare le 8000 cose che voglio fare e sottolineo "voglio" per dire che sono consapevole di essere io a complicarmi la vita, ma già che la vita me la complico io, perché deve mettersi di mezzo pure Trenitalia a farmi perdere tutto questo tempo?!?! Grrrr…che nervoso! 

Basta, la smetto, scusate lo sfogo, anche se so per certo che tantissime di voi si ritroveranno nelle mie parole. 

Ma che poi dico io, si spendono un’infinità di soldi per armi, bombe e cose del genere, ma investire per fare ricerche sul TELETRASPORTO?! Ohhh…sarebbe la cosa più bella del mondo! 

Consoliamoci con un bel risotto che male non fa! Niente burro né formaggio, mantecatura con olio evo e succo d’arancia…eccovi la ricetta: 


Risotto con gamberi, pistacchi e burrata 


Per 4 persone: 
280 gr di riso carnaroli 
16-20 gamberi rossi (a seconda della dimensione) 
2 cucchiai di pistacchi sgusciati e tostati 
½ arancia 
½ limone 
2 spicchi d’aglio 
limoncello 
vodka 
sale grosso 
pepe nero macinato fresco 
olio evo 
1 burrata o 2 burratine o stacciatella (a temperatura ambiente) 




Per prima cosa preparate il fumetto di gamberi: sgusciate i gamberi tenendo da parte le teste e con queste ultime preparate il fumetto. In una pentola mettete 2 cucchiai di olio evo e uno spicchio d’aglio tagliato a metà di modo che insaporisca l’olio. Quando è caldo aggiungete le teste dei gamberi e fate tostare per 2-3 minuti a fuoco vivo. Sfumate con la vodka (o con il limoncello o del brandy) e fate evaporare. Aggiungete 1.5 l d’acqua, 2 cucchiaini di sale grosso e la scorza di mezzo limone (semplicemente tagliata, non grattugiata). Fate cuocere con il coperchio per 2 ore. Filtrate tutto con un colino (sarebbe ancora meglio passarlo al passaverdure). Avete così ottenuto il brodo di gamberi con cui fare il risotto. Aggiustatelo di sale e aggiungete un pochino di pepe. 

Tritate metà dei pistacchi grossolanamente al coltello e l’altra metà con il frullatore di modo che vengano più fini. 
Passate i gamberi nei pistacchi tritati più finemente e disponeteli su un vassoio in modo ordinato. Tenete da parte 8-12 gamberi (a seconda della dimensione) per la decorazione e tagliate a pezzi i rimanenti. 

Per il risotto: mettete a scaldare due cucchiai d’olio in una casseruola e aggiungete lo spicchio d’aglio diviso in due. Aggiungete i gamberi a pezzetti e metà dei pistacchi tritati grossolanamente. Fateli rosolare a fiamma viva e sfumateli con il limoncello. Fate evaporare la parte alcolica e aggiungete un mestolo di fumetto di gamberi bollente. Continuate ad aggiungere fumetto finché il riso non sarà cotto (deve rimare un pochino al dente, mi raccomando!). 

Mentre il riso cuoce, grattugiate la scorza dell’arancia e prelevatene il succo e dividete in 4 la burrata (la quantità per persona deve essere un cucchiaio o poco più). 

Quando mancano 5 minuti alla cottura del riso, in una padella antiaderente, scaldate 1 cucchiaio d’olio e quando è caldo rosolate 1 minuto per parte i gamberi interi. Flambateli con un goccino di limoncello e teneteli in caldo. 

Quando il riso è cotto, toglietelo dal fuoco, aggiungete la scorza d’arancia, 2 cucchiai di olio evo e 2-3 cucchiai di succo d’arancia (non esagerate perché l’arancia ha un sapore molto forte!). 

Impiattate mettendo il riso nel piatto, sopra i gamberi interi, una spolverata di pistacchi ed infine la burrata. 


 Buona settimana a tutti!!! 
Sperando che non dobbiate "picchiarvi" con dei treni :)!

lunedì 28 gennaio 2013

Basta poco per stupire!

Basta così poco per rendere un piatto semplice e veloce in una chiccheria che conquisterà voi e i vostri ospiti. 

Prendi una semplice tartare, e io che amo la carte cruda mi riferisco ad una tartare all’italiana, ovvero condita con sale, olio evo e limone (poco!), ancora meglio se battuta al coltello: fatta così, nuda e cruda, la carne sa di carne e non c’è scampo, o piace o non piace, ma nulla vi vieta di “vestirla” come fanno i francesi, con echalotte (scalogno) tritato finissimo, capperi, tabasco, olio evo, sale e pepe e tuorlo d’uovo crudo ovviamente (ma anche li qualcuno potrebbe storcere il naso…omettetelo, no worries!). 

Torniamo a noi, una tartare condita con olio evo, sale e poco limone, la croccantezza data dalle mandorle a lamelle tostate e dai carciofi tagliati fini fini conditi anch’essi con olio sale e limone e un cucchiaino di burrata per dare la cremosità e grassezza che manca al piatto, qualche scorzetta di limone per ripulire la bocca dal sapore della carne cruda e dalla “burrosità” della burrata e il gioco è fatto! E l’idea in più?!?!… Metterla in un vasetto Quattro Stagioni per creare delle porzioni individuali pratiche e d’effetto…che ve ne pare?! 


Tartare in vasetto


Per 4 persone: 
200 gr di carne di vitello macinata 
2 cucchiai di mandorle a lamelle 
2 carciofi 
1 burratina (o stacciatella) 
sale fino 
olio evo 
limone 
4 vasetti Quattro Stagioni da 125 ml 



Private i carciofi delle foglie più esterne, tagliate la parte della foglia con le spine (circa 1/3) della lunghezza delle foglie), divideteli a metà, togliete la barba interna e metteteli in acqua acidulata con mezzo limone per 5 minuti. 

Intanto condite la carne macinata con 2 cucchiai di olio evo, sale e limone a piacere (assaggiatela!). 

Fate tostare le mandorle a lamelle in una padella antiaderente a fuoco medio per 3-4 minuti scuotendole di tanto in tanto di modo che non si brucino. Quando saranno dorate trasferitele in un piatto, fatele raffreddare e tenetele da parte. 

Asciugate i carciofi e affettateli sottilmente: il taglio deve essere fatto in modo da avere sempre parte del gambo e delle foglie. Conditeli con 2 cucchiai di olio evo, sale e limone. 

Aprite la burratina e dividetela in 4. 

Montate la tartare nei vasetti disponendo le mandorle sul fondo, poi la carne, i carciofi e la burrata. Completate con la scorza di limone grattugiata o tagliata al coltello facendo attenzione a prendere solo la parte gialla.


Semplice, vero?!

domenica 16 dicembre 2012

Delizie del SUD

Oggi faccio la diversa e invece di un dolce, vi propongo questa incredibile bontà...
Io lo so che voi magari storcerete il naso quando vedrete gli ingredienti, ma vi assicuro che questa è una delle cose più buone che io abbia mai assaggiato in vita mia...Qui non conta saper cucinare, qui conta solo saper chiudere gli occhi e godere della delizia di questi tre ingredienti che mixati insieme regalano un'esperienza gustativa unica.

Tutti questi complimenti, ovviamente, non li sto facendo a me stessa per aver inventato un accostamento di sapori all'apparenza così ardito, ma mai così azzeccato. Tutti i miei complimenti vanno a chi questo meraviglioso matrimonio lo ha ideato: Fabio di Assaggi di Viaggio che ha presentato questo capolavoro al Salone del Gusto di Torino...io me ne sono innamorata (del capolavoro, sia chiaro, Fabio è super spostao e innamoratissimo della dolce Annalù!) e non ho saputo resistere...lo ho rifatto...non potevo non condividere con voi cotanta bontà!!!
Nella versione originale c'era anche un acino d'uva, io lo ho omesso, ma ci stava benissimo anche lui :)!

Delizie del Sud



Salame di Mugnano del Cardinale (Avellino-Campania) la cui peculiarità è data dall'affumicatura durante l'asciugatura, mediante bracieri che producono fumo. Se volete saperne di più guardate la scheda su Gente del Fud.

Mozzarella di bufala campana DOP

Fico dottato secco di Cosenza (Calabria): i fichi vengono raccolti mentre stanno ormai appassendo, in pieno settembre, e messi in grandi teglie in forno. Il calore ne fa uscire la loro melassa, nella quale i frutti restano a cuocere per almeno 24 ore. La loro peculiarità è il retrogusto di liquirizia che lasciano in bocca.



venerdì 2 novembre 2012

Torta di porri di Cervere con brisé al burro di Bagòss

Come preannunciato eccovi una ricetta all'insegna delle Eccellenze d'Italia, o meglio del Nord Italia (quelle del Sud arriveranno presto non temete, anche perché, al Salone del Gusto di Torino, ho svaligiato metà padiglione 3 - quello del Sud Italia per l'appunto).

Vi do la ricetta e poi vi dico qualche cosina su ogni prodotto...

Torta di porri di Cervere con brisé al burro di Bagòss


per una torta di 20 cm di diametro:
Per la pasta brisé:
150 gr di farina di mais Biancoperla 
100 gr di fecola di patate
130 gr di burro di Bagòss
3-4 cucchiai d'acqua ghiacciata
1 cucchiaino di sale di Cervia
Per il ripieno:
una noce di burro di Bagòss
5 porri di Cervere
250 gr di ricotta di pecora freschissima Caseificio Sepertino
2 cucchiaio di Bagòss stagionato 2 anni grattugiato
2 uova bio
sale di Cervia q.b.
pepe



Per la pasta brisé:
Mescolate la farina e la fecola e disponetele  a fontana sulla spianatoia, aggiungete il sale frantumato e il burro freddo a pezzetti. Con la punta delle dita sollevate e amalgamate la farina con poco burro per volta ottenendo così delle briciole. Disponetele nuovamente a fontana le briciole ottenute e aggiungete l'acqua. Lavorate velocemente fino ad ottenere un composto liscio. Formate una palla, schiacciatela, avvolgetela nella pellicola alimentare e riponetela in frigo per un'ora e mezzo.

Per il ripieno:
Pulite e lavate i porri, tagliatele la parte bianca e anche parte di quella verde chiaro a rondelle fini. 
In una wok (o una padella larga) mettete una noce di burro e quando si sarà sciolta aggiungete i porri, salateli e pepateli leggermente. Lasciateli stufare fino a quando saranno teneri e l'acqua avranno dato si saràasciugata. Non aggiungete acqua, mi raccomando! Quando saranno pronti, fateli intiepidire.
Aggiungete quindi la ricotta fresca, il Bgòss grattugiato, salate e pepate a piacere e in ultimo aggiungete le uova.

Accendete il forno a 180°C.
Riprendete la pasta, stendetela dello spessore di mezzo centimetro e con questa foderate uno stampo di 20 cm senza mettere la carta da forno, né burro e farina perché già la pasta è burrosa di per se! (io ho usato uno stampo a cerniera perché la pasta è molto friabile e in una teglia normale si sbriciolerebbe tutta-questo è uno degli inconvenienti delle farine naturalmente prive di glutine).
Mettete il ripieno e ripiegate i bordi e schiacciatelo leggermente con i rebbi di una forchetta.
Infornate a forno ventilato per 40 minuti.



Il porro di Cervere  (CN) la sua produzione è legata a metodi di coltivazione tramandati di generazione in generazione, che si adattano difficilmente ad ogni tipo di meccanizzazione e conserva quindi una componente di lavorazione manuale che ne ostacola la produzione su larga scala. 
La peculiarità di questo porro, data proprio dal costante lavoro manuale che comincia a marzo-aprile con la semina, prosegue a luglio con il trapianto in filari e il molteplice rincalzo delle piante fatto a settembre, è che la sua parte bianca (ossia la parte più buona e dolce) arriva fino a 60 cm di lunghezza. Il porro di Cervere giunge a maturazione a  fine ottobre e può essere raccolto per tutta la stagione invernale.

Il sale "dolce" di Cervia  - presidio Slow Food - viene raccolto ogni giorno dai salinar i e questo fa si che la formazione dei sali più "amari"(come i cloruri di potassio e di magnesio che richiedono più tempo per cristallizzarsi) venga ridotta al minimo. Il sale di Cervia viene considerato "dolce", non perché con minore capacità salante, ma perché privo di retrogusti amari.
Cervia è in provincia di Ravenna - Emilia Romagna - per chi, come me, con la geografia non va molto d'accordo!

Farina di mais Biancoperla -presidio Slow Food - viene prodotta da pannocchie affusolate di colore bianco perlaceo e rigorosamente macinata con la mola a pietra per esaltarne le proprietà organolettiche. Ha una grana molto fine il che permette di ottenere una polenta molto cremosa.

Burro di Bagòss  per questo vi rimando a questo post!

giovedì 18 ottobre 2012

Ma quanto è bella la mia Le Creuset rosa?!

Oggi vi lasco questa ricetta senza troppi preamboli, ma volevo assolutamente pubblicarla prima della fine del Contest di Ely…Sono anche andata a comprare il passaverdure pur di poter partecipare, si va bene, a Milano non lo avevo ancora, ma lo ho acquistato per l’occasione! 

Nooooooooo!!! Ma sarò rintronata! Perché non leggo mai tutto e inizio a saltellare qua e la leggendo distrattamente…grrr…come quando a scuola facevo prima i compiti di matematica e poi leggevo la teoria…che fenomeno che sono! Bene, il passaverdure potevo evitare di comprarlo, ma va bé, tanto mi serviva!!! 


A parte questo inciso delirante, torniamo a noi e alla ricetta: avevo comprato una patata dolce, poi dal fruttivendolo vicino all’ufficio ho visto del cavolo nero che non potevo esimermi dal comprare, poi una scamorza affumicata arrivata fresca fresca dalla Puglia grazie ad un mio collega (poverino, gli ho rotto talmente tanto le scatole che pur di farmi stare zitta me ne ha portate addirittura due…che tesoro!!!) e a completare il tutto questo freddo che ci ha fatto passare in quattro e quattrotto dall’estate all’inverno…Quindi è venuto da se che tutti questi ingredienti finissero dritti dritti in una minestra e così… 


Passata di cavolo nero e patate dolci con scamorza affumicata


Per 4 persone:
1 mazzo di cavolo nero
1 patata dolce
1 spicchio d’aglio
1 punta di peperoncino fresco
sale grosso q.b.
olio evo
scamorza affumicata 



Private il cavolo nero della costa interna, lavate le foglie e tagliatele a strisce non troppo sottili (2 cm va benissimo). Sbucciate la patata e tagliatela a cubetti. 

Tagliate lo spicchio d’aglio in due e tagliate a rondelline il peperoncino (deve piaccare un po’, ma senza esagerare, quindi decidete voi quanto metterne in bas al vostro gusto, ma non omettetelo, mi raccomando!). 

In una casseruola capiente fate leggermente soffriggere in 1 cucchiaio d’olio evo l’aglio e il peperoncino, quindi aggiungete le foglie di cavolo nero (vi sembreranno tantissime, ma quando appassiscono il volume diminuisce drasticamente) e la patata dolce, fate insaporire mescolando frequentemente, aggiungete un cucchiaino di sale grosso, coprite con acqua bollente, coperchiate e fate sobbollire per 2 ore. 

Quando le foglie del cavolo saranno tenere, togliete lo spicchio d’aglio e il peperoncino e passate con il passaverdura tenendone da parte 1 mestolo che metterete sul fondo delle cocottine. 

Accendete il forno a 180°C. 

Affettate sottilmente la provola affumicata. 

Disponete sul fondo delle cocottine un po’ di minestra non passata, quindi uno strato di povola, poi uno starto di passata di cavolo e patate, la scamorza, passata e in ultimo la scamorza. Passate in forno per 10 minuti e poi 5 minuti sotto il grill a 200°C. 

Servite subito accompagnando questa zuppa con delle galette serrasin (qui la ricetta) rese croccanti facendole scaldare su una padella antiaderente per alcuni minuti.




Poi, visto che Simone (Rugiati - che sarà il giudice del contest di Ely, che tra l’altro…Elyyyyyyyyy…ma tu, questo Rugiati perché non me lo presenti che è così carino?!) non mi invita a Cuochi e Fiamme, la mini cocottina di Le Creuset me la sono comprata io…è troppo bella!!! Tutta rosa poi…un bijou

Le patate dolci  mi ricordano tanto la zucca, quella mantovana bella farinosa. Sono buonissime! Ora che ho scoperto dove comprarle non mi ferma più nessuno! 

Il cavolo nero  ha le foglie molto dure e per questo necessita di una cottura lunga. Non sarà semplicissimo passarle proprio perché ha le foglie molto fibrose, ma non desistete, sentirete che bontà! 




Come già vi ho detto con questa ricetta partecipo al contest “Colora il tuo autunno” di Ely di “Nella Cucina di Ely” che ho avuto la fortuna d conoscere in occasione della Food Experience di Mondadori

La categoria, dopo tutta la pappardella che vi ho fatto sul passaverdure, è ovviamente "Passì Amo".


E partecipo anche al contest di About Food “Tutto al Gratin”.


Già che siamo in tema di contest vi ricordo il mio "Wow!Che Dolce!" con tema la frutta secca e disidratata Noberasco...vi aspetto :)!

lunedì 15 ottobre 2012

Gricia Swiss Style

Ma si può arrivare a 26 anni senza aver mai mangiato, né cucinato una pasta alla gricia?! NO! Certo che non si può, non ci sono scuse, tantopiù se sei una foodblogger. Dovevo rimediare! Assolutamente! E anche in fretta! 

Poi guardo il frigo e vedo li questa forma perfetta giallo paglierino di questa prelibatezza svizzera: lo SBRINZ DOP! 2 kg di puro godimento che si è materializzato miracolosamente nel mio frigo grazie a Tery e al suo bellissimo contest "La Svizzera nel piatto" organizzato dal Consorzio Formaggi della Svizzera

E così, ho fatto 2+2 (ecco che esce fuori lo spirito da ingegnere!) et voilà…una gricia fatta usando lo Sbrinz anziché il pecorino romano…e il tocco “moderno” delle cipolle caramellate…Spaziale! 

Spaghetti alla gricia swiss style


Per 4 persone:
320 gr di spaghetti di riso integrale
200 gr di guanciale
SBRINZ DOP gratuggiato (a piacere, comunque abbondate!)
Olio evo
Pepe 


Per le cipolle caramellate:
1 cipolla bianca
4 cucchiai di zucchero semolato
acqua q.b. 



Per le cipolle caramellate: 
Affettate sottilmente la cipolla e mettetela in un pentolino con lo zucchero e 1 dito d’acqua. Fatela cuocere coperta finché non sarà morbida. Togliete il coperchio e fate evaporare l’acqua di modo ottenere le cipolle trasparenti e caramellate. 

Per la pasta alla gricia: 
Mettete a bollire in una pentola capiente abbondante acqua. 
Tagliate a listarelle spesse 1 mm il guanciale. 
Quando l’acqua bolle, salatela e buttate gli spaghetti. In una padella mettete 2 cucchiai di olio evo e il guanciale. 
Fate cuocere finché la parte di bianca del guanciale non diventa trasparente, quindi spegnete (non fatelo rosolare troppo mi raccomando!). 
Scolate gli spaghetti quando mancano 3 minuti alla fine di cottura e tenete da parte l’acqua di cottura. Versate la pasta nella padella, aggiungete un mestolo d’acqua e mescolate gli spaghetti continuamente, risottandola. 
Aggiungete lo SBRINZ grattugiato, pepate e unite ancora un po’ d’acqua di cottura per mantecare. Impiattate, aggiungete un po’ di Sbrinz DOP grattugiato fresco, una macinata di pepe e completate con le cipolle caramellate. 



Lo SBRINZ DOP  è il più antico formaggio svizzero a pasta extradura e viene prodotto da 5 secoli nei cantoni della Svizzera Centrale. E’ fatto con latte vaccino fresco non pastorizzato di mucca. Viene fatto stagionare in “camere di essudazione” per minimo 16 mesi. La massima maturazione, che conferisce al formaggio un gusto molto intenso, si ha tra i 24 e 30 mesi. 
E io cosa ne penso?! Mi ha colpita! Positivamente, chiaro, più lo mangio più mi piace ! Ha un sapore delicato, ma deciso, mai pungente ed è digeribilissimo! E’ buono da solo, in una galette serrasin o grattugiato, detta alla Facebook…”MI PIACE”. 


Il guanciale ci vuole quello, è inutile! I Romani hanno ragione, in tutto e per tutto! E’ di una bontà incredibile! Ci vuole quello, punto e basta! 

Le cipolle caramellate sono strepitose con questa pasta: la loro dolcezza contrasta deliziosamente con la sapidità del guanciale e dello Sbrinz…da provare, fidatevi! 


Con questa ricetta partecipo al contest di Tery di Peperoni e Patate "La Svizzera nel piatto" organizzato dal Consorzio Formaggi della Svizzera.





sabato 29 settembre 2012

Piccole foodblogger crescono… e vincono una sfida tra foodblogger con giudice lo Chef Sadler!

So che sono stata latitante per qualche giorno e vi chiedo scusa, ma con quello che vi racconto oggi sono certa che mi perdonerete…

Dunque dunque…da dove cominciamo…Un minimo di preambolo ci vuole e poi entriamo nel vivo del racconto! Questa settimana Milano ha ospitato la “Food Experience Mondadori” organizzata da Sale&Pepe e proprio giovedì era in programma una sfida in cucina tra foodblogger. Appena lo ho letto mi si sono drizzate le antenne…ma come fare per partecipare?! La dolcissima Tery di Peperoni e Patate mi ha dato le dritte giuste ed eccomi li, tra le 8 foodblogger pronte a sfidarsi a suon di rucola zucchini e cipolle: paniere degli ingredienti assolutamente top secret fino a 2 minuti prima del gong di inizio e il giurato, Lui, il grandissimo Chef stellato, Claudio Sadler

E così il via alla gara, 30 minuti, filetto di manzo, tonno in scatola, zucchini, stracchino, rucola, olive verdi, champignon, limone, cipolla, prezzemolo, panna, grana padano, olio, sale e vino, un piatto da preparare “a crudo”, niente fornelli, solo un tagliere, due coltelli che erano tutti un programma, uno piiiiiiiiiccolo piiiiiiiiicolo e uno tutto seghettato (voglio i miei coltelli accipicchia!), due piattini di plastica e via, senza tante storie…in cucina si può inventare con poco e a noi non spaventa nulla! 


Non è semplice inventare un piatto in quattro e quattr’otto, ma pian piano l’idea prende forma… 


Lo Chef Sadler che girovagava tra i tavoli da lavoro dispensando ottimi consigli e curiosando tra le varie postazioni, facendo domande e interagendo con noi, io felice come non mai, stavo cucinando con un bel pubblico di fronte e un grande Chef pronto a giudicarmi…non avrei potuto chiedere di meglio…Ansia?! Un pochino si, credo sia normale, è pur sempre una “gara”, ma poi quando sei li che fai ciò che ti è così incredibilmente congeniale e naturale…bé, li sei nel tuo e i timori svaniscono! 


La ricetta?!


Millefoglie di carne cruda



Ho tagliato io a fette il meraviglioso filetto che avevamo a disposizione (ecco, si, chiamarlo carpaccio mi sembra un po’ utopico, ma quello che contava era l’idea!), lo ho fatto marinare con un po’ l’olio, sale, qualche pezzettino fine fine di cipolla bianca per dare un po’ di sprint e succo di limone (io avrei omesso il limone, ma lo Chef Sadler mi ha consigliato di metterlo perché aiuta a far “cuocere” la carne e a livello igienico è molto meglio…consiglio preso al volo e messo immediatamente in pratica! Ovviamente!). 

Il secondo strato era di Grana Padano a fettine. L’elemento più sapido. 


Poi stracchino ammorbidito con un po’ di panna di modo che fosse più semplice lavorarlo. La parte cremosa. 


Ed infine le zucchine, tagliate fini fini (coltello permettendo!), marinate con sale, olio, scorza di limone e un goccino di vino. La parte fresca grazie al limone e leggermente acida grazie al vino: ripulisce la bocca dalla componente grassa data dalla panna. 

La rucola condita semplicemente con olio e sale, oltre a completare visivamente il piatto, con la sua componente amarognola prepara la bocca alla portata successiva… 


L’elemento croccante manca, avessi avuto due mandorle le avrei messe sicuramente, magari mischiate allo stracchino! 



E poi è arrivato il verdetto…

LA VINCITRICE?!?! … IO !!! 

Non ci potevo credere! Non stavo più nella pelle! Che soddisfazione! Io?! Proprio io?! Che bello!!! Wow! Ero felice…sono felice! Incredibilmente felice! Mi sembrava un sogno, i premi, un bellissimo libro di Sadler, un coltello di ceramica della Tescoma e un corso di cucina nel nuovo spazio Cook and Books all’interno di Mondadori… l’intervista, i complimenti…ero su un altro pianeta…guardo l’ora: mezzogiorno! Oh cavoli! A mezzogiorno ho una riunione a lavoro…Cioè, oraaaaaaaaa!!!

Inizio a correre come una forsennata , arrivo in studio con la lingua di fuori, entro in riunione...
Secondo voi mi ricordo qualcosa di cosa hanno detto :) ?!?


La foto che vedete qui sopra è del piatto rifatto a casa perché non avevo il telefono con me e non sono riuscita a fotografarlo! E devo dire che era venuto più bello quello della sfida…merito della carne decisamente più spessa, ma per il palato è sicuramente meglio un carpaccio sottile!


E questa invece è la foto dell'allegra brigata di foodblogger con la direttrice di Sale&Pepe Anna Maragliano (l'unica senza cartellina!) e lo Chef Claudio Sadler... Io sono quella al centro  con un sorriso a 32 denti e la mano dello Chef appoggiata sulla spalla! 
Le compagne di avventura?! Partendo da sinistra: Maria di Kitchen in the City, Giulia di Arnalda Gourmet, Ely di Nella cucina di Ely, Paola di La Cucina Piccolina, Erika di La tana del coniglio, Sara di I feel food e Marina di Madamoiselle Marina.


E già che siamo in tema di vittorie vorrei ringraziare di cuore Veronica di Dolci Armonie che mi ha assegnato il primo premio per la mia macedonia "In un prato di frutta"...Io non so cosa stia succedendo in questo periodo, ma se è un sogno, sarà banale dirlo, ma vi prego, non svegliatemi :)!

E anche oggi vi ricordo il mio contest "Wow!Che Dolce" in collaborazione con Noberasco! Vi aspetto!!!

venerdì 21 settembre 2012

Sandwich di rosti di patate viola e stracchino e ho vinto il contest de La Cucina Italiana!!!

Quando ormai avevo perso ogni speranza, ecco che arriva la tanto attesa mail da parte de "La Cucina Itliana" che mi comunica, che grazie alla ricetta "Delizia al Bagòss" , sono stata scelta, con altre 12 foodbloggers, per partecipare insieme a loro a "L'Eccellenza del Gusto" che si terrà a Bagolino il 20 e 21 Ottobre! Un week end alla scoperta di questo paesino in provincia di Brescia famoso per la produzione del pregiatissimo formaggio Bagòss! Non avete idea di quanto sia contenta!!!

Scusate per la breve introduzione, ma avevo piacere di condividere con voi questa bellissima notizia!!!
E ora passiamo alla ricetta...

Rosti di patate viola con stracchino e cipolle di Tropea

per 4 persone:
400 gr di patate viola
125 gr di stracchino morbido
sale
olio evo
4 cipolle rosse di Tropea


Per la crema di cipolla di Tropea:
Tagliate finemente 3 cipolle e mettetele in una casseruola con mezzo bicchiere d'acqua, due pizzichi di sale e un cucchiaino di zucchero. Fate cuocere finché l'acqua non si sarà consumata, quindi frullate ottenendo così una crema. Se necessario aggiustate di sale.

Per le cipolle di Tropea al forno:
tagliate a spicchietti la cipolla rimasta, disponeteli su una teglia, salateli, mettete un filo d'olio evo e infornateli a 180°C a forno anche freddo per un quarto d'ora (vi consiglio però di controllare di tanto in tanto di modo che non si carbonizzino!).

Per i rosti:
lavare bene le patate, sbucciatele e grattugiatele utilizzando la parte con i fori più larghi della grattugia. Su un foglio di carta da forno formate 8 rosti aiutandovi con un coppapasta. Fateli dello spessore di 6-7 mm circa compattandoli bene. 
In una padella mettete 4 cucchiai d'olio evo e quando sarà ben caldo aggiungete i rosti aiutandovi con una paletta da cucina di metallo. Fateli dorare bene su entrambi i lati (3 minuti per parte) quindi abbassate la fiamma e fateli cuocere a fuoco basso per altri 10 minuti rigirandoli di tanto in tanto di modo che le patate all'interno si cuociano. Verso la fine della cottura salateli abbondantemente.
Tagliate a strisce lo stracchino.
Con i rosti ancora in padella, adagiate due fette di stracchino su 4 rosti e copriteli con i restanti 4 rosti e coprite con un coperchio per 1 minuto di modo che lo stracchino si sciolga leggermente.

Impiattate disponendo sul fondo la crema di cipolle di Tropea e da un lato le cipolle al forno e completate con il vostro sandwich di rosti di patate viola e stracchino.


Le patate viola  le ho trovate per caso Sabato scorso al mercato e non ho saputo resistere alla tentazione di comprarle...E sono buonissime! Sono come le patate normali, forse un pochino più pastose e hanno questo colore meraviglioso! Fantastiche! La pecca?! il prezzo...costano 4 volte tanto rispetto a quelle normali, ma ogni tanto, se si vuole stupire, si possono comprare :)!

Patate e stracchino un connubio con cui non si sbaglia mai! Da piccola ricordo che ogni tanto mia mamma per cena faceva patatine fritte e stracchino...una vera festa!

Le cipolle di Tropea danno il contrasto perfetto a questo piatto saporito...con la loro dolcezza e l'aggiunta di un pochino di zucchero nella crema bilanciano perfettamente il piatto!

E anche con questa ricetta partecipo al contest in Viola di Cinzia e Valentina  "Colors and food what else?"...



venerdì 14 settembre 2012

Spaghetti di riso integrale con ricotta e noci e vi svelo un segreto…


Una pasta velocissima da fare, condimento semplicissimo anche per chi in cucina proprio non ci sa fare, leggera, ma allo stesso tempo saporita e cremosa...E il segreto?! lo trovate in fondo alla pagina...

Spaghetti di riso integrale con ricotta e noci 

Per 4 persone:
320 gr di spaghetti di riso integrale
200 gr di ricotta vaccina
100 gr di Selva grattugiato(o Parmigiano)
8 noci
1 spicchio d’aglio
1 noce di burro


Mettete a bollire abbondante acqua in una pentola capiente e salatela appena bolle.
Sbucciate le noci e tagliatele al coltello molto grossolanamente.
In una padella mettete il burro, lo spicchio d’aglio tagliato in due e metà dei gherigli di noce. 
Fate sciogliere il burro a fuoco basso e lasciate che l’aglio lo insaporisca.
Schiacciate la ricotta con una forchetta e se risulta un po’ asciutta aggiungete un po’ d’acqua di cottura della pasta, quindi aggiungetela al burro e alle noci.
Scolate la pasta molto al dente (a 3/4 di cottura, non di più) tenendo da parte l’acqua di cottura.
Trasferite la pasta nella padella con la ricotta e aggiungete mezzo mestolo d’acqua come se steste facendo un risotto e iniziate a rigirare la pasta. Vedrete che pian piano rilascerà il suo amido e diventerà incredibilmente cremosa.
Aggiungete il Selva grattugiato e ancora mezzo mestolo d’acqua di cottura continuando a mescolare. Portate a cottura e all’ultimo aggiungete le restati noci e una grattugiata di Selva (o parmigiano).
Servite immediatamente.


Il segreto della cottura della pasta senza glutine è proprio questo: "risottarla" ossia trattarla come fosse un risotto, in questo modo rimane cremosa e il condimento si amalgama bene alla pasta che altrimenti rischia di rimanere "slegata" dal sugo, qualunque esso sia.

Risottare la pasta ovvero farle terminare la cottura (almeno 1/3 del tempo) nella padella in cui avete preparato il condimento, aggiungendo a poco a poco un po’ di liquido di cottura della pasta stessa, rigirandola per bene o, ancora meglio, facendola saltare.
Questo procedimento è fondamentale per qualsiasi tipo di pasta, con o senza glutine e le conferisce cremosità senza aggiunta di panna, latte e affini con un risultato di gran lunga migliore. E’ fondamentale se si fanno paste con condimenti “in bianco”, ma anche con il sugo ha il suo perché, nonostante quest’ultimo “si aggrappi” già da solo alla pasta senza bisogno di grandi mantecature.

lunedì 3 settembre 2012

Crema di zucchini con gorgonzola e speck croccante

E' arrivato Settembre e con lui la pioggia e un po' di freddo e così, immediatamente, si ha voglia di qualcosa di invernale, qualcosa che ci scaldi e ci coccoli in queste giornate uggiose, che a me stanno così antipatiche...

Crema di zucchini con gorgonzola e speck croccante 

6 zucchine liguri (quelle chiare) 
4 patate piccole
1 cipolla bionda piccola
100 gr di gorgonzola dolce
basilico
sale grosso
pepe
4 fette di speck
olio evo


Per la crema di zucchini: 
Lavate la cipolla e tagliatela a fettine sottili. 
Lavate gli zucchini, divideteli in 4 nel senso della lunghezza e tagliateli dello spessore di circa 3 mm. 
Lavate le patate per togliere l’eventuale terra superficiale. Sbucciatele e tagliatele in 4 e poi a fettine molto sottili. 
Mettete tutte le verdure in una casseruola e aggiungete acqua fino a coprire le verdure di 1 dito e aggiungete 1 cucchiaio di sale grosso. 
Fate cuocere finché le verdure non saranno morbide. 
Eliminate l’acqua di cottura e tenetela da parte quindi iniziate a frullare le verdure. Aggiungete 1 mestolo d’acqua e frullate nuovamente. Aggiungete acqua finché non avrete ottenuto una consistenza cremosa e non troppo liquida. 
Rimettete sul fuoco e aggiungete il gorgonzola a pezzetti (se necessario aggiungete ancora mezzo mestolo di acqua di cottura) e fatelo sciogliere. 
In ultimo aggiungete il basilico e frullate nuovamente. 

Per lo speck croccante: Ungete con un filo d’olio una padella antiaderente e quando sarà caldo mettete le fette di speck e fatele diventare croccanti. Formate delle roselline con lo speck.

Impiattate mettendo in un piatto fondo la crema di zucchini e gorgonzola e disponendo al centro la rosellina di speck e qualche fogliolina di basilico. 



Le dosi possono essere modificate in base ai gusti: se non amate gli zucchini potete mettere pari peso di zucchini e patate di modo che lo zucchino dia solo un po’ di dolcezza, ma non si senta troppo il suo sapore. Potete aggiungere ancora un po’ di gorgonzola se volete che il suo sapore sia dominate. 

Lo speck io ho usato uno speck con un bello strato di pepe quindi non ne ho aggiunto nella vellutata, altrimenti una macinata di pepe a fine cottura sarebbe stata perfetta!

Il basilico...il tocco in più! E questa non è una mia idea, ma del mio papà! Una sera mi ha chiamata dicendomi cosa avesse in frigo: zucchini, patate, un pezzettino di gorgonzola e lo speck e così, al telefono, è nata questa ricetta e gli è piaciuta talmente tanto che l'ha rifatta un sacco di volte, perfezionandola aggiungendo il basilico che ci sta meravigliosamente bene :)! 

domenica 26 agosto 2012

Delizia al Bagoss con marmellata di fichi e riduzione al Porto

Appena ho ricevuto l’invito da parte de La Cucina Italiana a partecipare a questo contest, ho iniziato immediatamente la mia ricerca del Bagoss, prodotto tipico di Bagolino in provincia di Brescia, formaggio di cui allora ignoravo l’esistenza. E allora corri subito da Peck a Milano a vedere se lo hanno e, dannazione, avevano venduto l’ultimo pezzo proprio il giorno prima a non so chi…uffi! E così vai a vedere in un altro negozio fornitissimo e anche li, nulla di fatto. Tutto questo i primi di agosto quando io il 4 sarei patita per 3 settimane e con tutti che mi ripetevano la solita frase: “ A Settembre lo avremo di nuovo!”…ma Settembre è troppo tardi capiterina!!! Prima di partire volevo assolutamente assaggiarlo per capire che sapore avesse…quando ho letto le sue caratteristiche, nella mia tesolina mi ero già fatta qualche idea, ma certo era indispensabile assaggiarlo per poter elaborare una ricetta. E così ho mobilitato anche la mia mamma a Genova e lei…lo ha trovato!!! Me lo ha portato a Milano il giorno della partenza di modo che lo assaggiassi e, cavoli, l’idea che mi ero fatta era azzeccatissima! 

Niente antipasto, niente primo, né secondo…io farò un DOLCE!!! 

Ed eccolo qui…

Delizia al Bagoss con marmellata di fichi e riduzione al Porto

Per la riduzione al Porto: 
1 bicchiere di Porto 
½ bicchiere di zucchero semolato 

Per la marmellata di fichi: 
200 gr di fichi maturi 
50 gr di zucchero semolato 

Per il ripieno:
50 gr di BAGOSS stagionato
2 cucchiai di riso superfino carnaroli

Per la sfoglia:
4 cucchiai di farina (GF)
acqua q.b.
1 cucchiaio di Porto

olio di arachidi per friggere 


Per la riduzione al Porto: 
Mettete il Porto e lo zucchero in una casseruola con il fondo spesso e fate cuocere finché il liquido non si sarà ridotto della metà (circa 40 minuti). Fate raffreddare. 

Per la marmellata di fichi: 
Lavate i fichi, privateli della buccia e tagliateli in 4 e frullateli. Metteteli in una casseruola dal fondo spesso e aggiungete lo zucchero (la quantità può variare a seconda della dolcezza dei fichi). Fate cuocere a fuoco basso per un quarto d’ora. 

Per il ripieno: 
Portate a ebollizione 1 l d’acqua. 
In una casseruola dal fondo spesso tostate a secco il riso quindi bagnatelo con l’acqua bollente. Continuate ad aggiungere acqua fino a portarlo a cottura. 
Tagliate il BAGOSS al coltello in pezzetti molto piccoli e aggiungetelo al riso, aggiungete anche un mestolino d’acqua e fate sciogliere completamente il formaggio. Il riso deve stracuocere di modo che rilasci il più possibile tutto il suo amido. 
Frullate il riso al mixer di modo da ottenere una crema. 
Rimettetelo sul fuoco e fatelo addensare. 
Togliete dal fuoco e versatelo in una coppetta per farlo raffreddare. 
Quando sarà freddo ricavatene 8 palline e tenetele da parte. 

Per la sfoglia: 
Disponete a fontana la farina su una spianatoia. Aggiungete 3 cucchiai di acqua tiepida e uno di Porto e iniziate a impastare aiutandovi con un tarocco. Aggiungete altra acqua se necessario. Quando il composto avrà raggiunto la giusta consistenza iniziate a impastare con le mani. Impastate per 5 minuti e formate un panetto che riporrete in un sacchetto di plastica per alimenti. Chiudete e fate riposare per almeno 20 minuti. 

Stendete la pasta con un mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile. Ricavatene 8 rettangoli, mettete al centro una pallina di ripieno e richiudeteli ottenendo dei ravioloni. 
Friggeteli in abbondante olio bollente e scolateli su carta assorbente. Teneteli al caldo. 

Componete il piatto: 
Disponete a specchio sul piatto la riduzione al Porto, adagiatevi sopra il raviolone ripieno di BAGOSS e completate con la marmellata di fichi. 




Cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia...

Disponete a specchio sul piatto la marmellata di fichi, adagiatevi sopra il raviolone di BAGOSS e completate con la riduzione al Porto. 
Per questa versione la riduzione deve essere un po’ più densa rispetto alla versione precedente.





Che DELIZIA il BAGOSS è un formaggio dal sapore forte e pungente, soprattutto se si utilizza quello stagionato come ho fatto io. Se lo si assaggia da solo, mai e poi mai si penserebbe che potesse essere la baste di un dolce davvero squisito…e vi assicuro, non lo dico solo io, ma anche tutte le persone che lo hanno assaggiato che non sono necessariamente amanti di gusti troppo particolari, ma questo è un dolce a tutti li effetti pur non essendo eccessivamente dolce e con quel retrogusto salato del BAGOSS che esalta ancora di più la naturale dolcezza dei fichi e si sposa perfettamente con la componente leggermente alcolica della riduzione al Porto. 

Il raviolone con il BAGOSS l’idea era proprio quella di fare un raviolone ripieno di BAGOSS e friggerlo per dare croccantezza al dolce, tipo una sebadas, ma il problema era che certo non avrei potuto mettere un pezzetto di BAGOSS intero come ripieno, richiudere e friggere…volevo qualcosa di cremoso all’interno, ma il sapore doveva essere unicamente quello del BAGOSS…doveva essere lui il protagonista! Pensa che ti ripensa, ed ecco l’illuminazione: fare una specie di risotto e frullare il tutto per ottenere una crema…l’amido del riso mi avrebbe aiutata a rendere cremoso e denso allo stesso tempo il composto! Idea perfetta e il risultato ottenuto è stato esattamente quello che avevo immaginato!

Con questa ricetta partecipo al contest "L'eccellenza del Gusto" de La Cucina Italiana in collaborazione con la Provincia di Brescia