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giovedì 7 novembre 2013

Chai tea fish curry...se questa non è contaminazione!

Quando ho visto il contest di Varty non ho saputo resistere.
Avevo una ricetta in stand by da un po' e che non ero ancora riuscita a pubblicare e mi è sembrata assolutamente perfetta per il suo contest "Contaminazioni"!

Super mega incasinata a lavoro anche in Australia (ma si può?!?), scappata da lavoro perché non riuscivo più a connettere eccomi qui, sul mio traghetto che mi riporta a casina, a scrivere il post guardando l'Opera House e l'Harbour Bridge allontanarsi pian piano tra le onde.

Bando alle ciance, oggi si parla di fusion, food fusion e da quando sono qui a Sydney imparare a conoscere nuove culture e sapori è diventato facilissimo. 
Ingredienti nuovi che dal primo istante in cui sono entrati nella mia cucina, non ne sono più usciti. 
Sapori e profumi nuovi che non fanno altro c'è accrescere la fantasia di una che come me sembra essere nata per mangiare e cucinare :)!

Qui ho scoperto e mi sono perdutamente innamorata della cucina Thai, dei suoi stir fries, dei suoi curry che (come dice anche Vaty qui) non hanno nulla a che vedere con la polverina di curry che si compra al banco delle spezie: il curry tailandese è in pasta e spesso viene allungato con il latte di cocco che crea una crema deliziosa che avvolge carne, pesce, tofu e verdure. Una delizia.
Una delle cose che adoro della cucina Thai è la consistenza delle verdure, completamente diversa da come siamo abituati a mangiarle noi: saltandole nel wok per pochi minuti rimangono croccanti e oserei dire quasi crude e mantengono colori scintillanti. Strepitose!

Poi c'è la cucina indiana che devo ancora scoprire bene, ma il suo Chai tea è ormai una droga per me: un'esplosione di spezie, dalla cannella che adoro, all'anice stellato, dai chiodi di garofano alla noce moscata, dal cardamomo allo zenzero e chi più ne ha più ne metta.

E così, un giorno mi sono detta: perché non unire queste due cucine? Perché non fare un "curry" con latte di cocco e Chai tea?
Temevo fosse un'idea un po' azzardata e che il risultato sarebbe stato troppo dolce e stucchevole, temevo che bilanciare i sapori sarebbe stato un po' complicato, ma invece il risultato mi ha stupita e mi è piaciuto così tanto che lo ho rifatto già due volte!

E' una ricetta estremamente semplice, ma la complessità dei sapori è davvero interessante.

"Chai tea fish curry"

per due persone:
1 filetto di salmone (200 gr)
1 filetto di pesce bianco* (200 gr)
1 lattina di latte di cocco (io uso quello light che è più liquido)
fiocchi di sale maldon
per il chai tea:
1 anice stellato
5 capsule di cardamomo
5 chiodi di garofano
5 cm di stecca di cannella
1/4 di cucchiaino di noce moscata
1 cucchiaino di pepe allspices (questo fa la differenza!)
1 cm di zenzero fresco tagliato a pezzi
1 cucchiaio tè nero
Come accompagnamento:
1 mazzetto di baby broccoli (io in Italia non li ho mai trovati, ma le cime di broccolo vanno bene comunque)
1 mazzetto di asparagi
2 bok choi tagliati in 4 (fa parte degli "asian greens", a me ricorda le bietole)
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino rosso di quelli grandi (che sono meno piccanti - ingrdiente indispensabile della cucina Thai)
500 ml di acqua di cocco
1 cucchiaino di olio di cocco
sale
brown rice (riso integrale) 

*è ideale un pesce che non si sfaldi in cottura (io ho usato il barramundi che è un tipo di pesce che si trova qui in Australia, ma potete sostituirlo con merluzzo o nasello)


La sera prima (o comunque almeno 4 orette prima), mettete tutte le spezie e lo zenzero nel mortaio e frantumatele di modo che si sprigionino tutti i sapori. Nel frattempo scaldate il latte di cocco (non fatelo bollire mi raccomando!) e quando è caldo aggiungete le spezie e il tè. Mettetelo in una ciotolina,  fatelo raffreddare quindi copritelo con la pellicola trasparente e mettetelo in frigo.

Per il riso, seguite le indicazioni che trovate sulla confezione, di solito le proporzioni sono 1 bicchiere di riso e due di acqua e va cotto con il coperchio fino a completo assorbimento dell'acqua.

Fatto questo siete a metà dell'opera. Il vostro piatto sarà pronto in un quarto d'ora.
Filtrate il latte di cocco al chai tea e mettetelo nel wok. Fatelo scaldare a fuoco basso.
Private i filetti di pesce della pelle e tagliateli a cubotti di 3 cm.

In una padella larga portate a bollore l'acqua di cocco con lo spicchio d'aglio e un peperoncino tagliato a metà per lungo (l'acqua sarà poca, ma bisogna solo leggermente sbollentare le verdure). 

Quando il latte di cocco è caldo, alzate leggermente la fiamma (fuoco medio) e aggiungete il pesce,  un cucchiaino di sale maldon e ancora mezzo cucchiaino di pepe allspices. Fate cuocere per 4 minuti , abbassate il fuoco e giratelo (regolate di sale  e pepe se necessario).

Buttate le verdure intere nell'acqua, mettete l coperchio e fatele sbollentare per 4-5 minuti. Devono rimanere croccanti!

Spegnete sotto al pesce, scolate le verdure, conditele con un cucchiaino di olio di cocco e un bel pizzico di sale maldon.

Impiattate e non dimenticare di mettere tutta la cremina che è strepitosa e... Enjoy!


Con questa ricetta partecipo in estremis al Contest della dolce Vaty "Contaminazioni".


domenica 30 giugno 2013

Siete curiosi di conoscere qualcosa di nuovo?

Mannaggia all'inverno australiano! Ha piovuto ininterrottamente per 10 giorni e non solo fuori, ma anche in camera mia. 
La casa in cui vivo è bellissima, ma vecchiotta e il tetto fa i capricci e così la mia camera si allaga appena piove un po' più forte...un disastro! 
Ma domani torna il sole e col lui la buona abitudine della corsetta all'alba. Mi è mancata un sacco la scorsa settimana!

Questo week end piovoso lo ho dedicato al relax e a dare lezioni di cucina italiana ad un' amica. Non avevo mai provato ad insegnare, tanto più in un'altra lingua, ma per me cucinare è così naturale che non è stato per niente difficile e tutto è venuto divino. Due must della cucina italiana: tiramisu e risotto allo zafferano. Uno più buono dell'altro! Sono proprio soddisfatta.

Mentre vi scrivo sto passeggiando sul lungomare. La pioggia sta regalando finalmente un attimo di tregua e così anche se qui è già tutto buio non ho saputo resistere e sono uscita a fare due passi.
Giacca di pelle, beanie (berretto che hanno tutti qui!) e sciarpa sono più che sufficienti. Quello australiano è un inverno per modo di dire!

Oggi mi sono viziata e mi sono preparata un pranzetto con i fiocchi.
Avete mai assaggiato il parsnips?! Se la risposta è no, dovete assolutamente rimediare. Lo potete trovare nei negozi di specialità orientali direi. È buonissimo! Dolce come una carota ma la consistenza è più pastosa, meno croccante. Lo ho scoperto la settimana scorsa e ora appena posso lo compro. È un po' caruccio, 9 dollari al kg, ma è così buono e fa benissimo! Ora mi documento meglio e vi faccio sapere.

Chi sostiene che le verdure siano noiose si ricrederà vedendo questa esplosione di colori: viola (purple carrots della Tanzmania), arancione (carote) e bianco (parsnips), una meraviglia! Il tutto con miele e senape in grani fatto cuocere in forno di modo che le verdure appassiscano dolcemente e diventino morbide e succose. Gorgeous!

E poi chips di kale che sono strepitose. Questa verdura si trova solo qui, ma non è molto diversa dal cavolo nero per consistenza e sapore. Messa in forno con un filo d'olio e un pizzico si sale diventa croccante come fossero chips. Scrocchiano davvero in bocca. Buonissime!

Il tutto con "ocean trout with crispy skin" ovvero trota dell'oceano con pelle croccante e brown e red rice (riso integrale e riso rosso). 
Eh si, mi sono proprio viziata per bene oggi!


Carote e parsnips agrodolci 

1/2 mazzetto di carote bio piccoline
2 carote viola
2 parsnips
1 cucchiaio di miele di acacia (o malto di riso)
1 cucchiaio di senape in grani
1 cucchiaio di olio eco
Sale (poco perché la senape è già molto saporita)



Lavate le carote piccoline e lasciatele intere e con la buccia.
Pelate le carote viola e il parsnips e tagliate la parte piu a punta in 4 e il resto a bastoncini di 3 mm.

Preparate la vinaigrette mischiando insieme senape, miele, olio e sale. 

Foderate una teglia con carta da forno e disponetevi le verdure senza mischiarle. 

Distribuite la vinaigrette in modo uniforme e mischiatela alle verdure con le mani. Partite dal parsnips perché le carote viola macchiano come le barbabietole!



Mettete in forno già caldo a 180-200 gradi per 40 minuti o finché le verdure non saranno morbide. Le carote rimarranno comunque un po' croccanti, soprattutto quelle viola.



Per le chips di kale, che quando è di stagione, potete sostituire con il cavolo nero, basta lavare le foglie, asciugarle e metterle in una teglia senza carta da forno. Aggiungete un cucchiaino di olio e un pizzico di sale e mischiare tutto con le mani. Mettete in forno per 15-20 minuti a 180-200 gradi o finché verdure non saranno croccanti come delle patatine.

Per la trota, che è molto simile al salmone, scaldate mezzo cucchiaino d'olio in una padella antiaderente e quando è appena caldo mettete il filetto di pesce con la pelle a contatto della padella. Fate cuocere a fuoco medio per 4-5 minuti (dipende dallo spessore del filetto) o finché non avrà cambiato colore (diventando più pallida) fino a metà filetto. Quindi giratelo con una spatola o una pinza di modo che non si rompa, spegnete il fuoco e lasciatelo cuocere (la padella e il grasso continueranno a cuocerlo dolcemente) per 2 minuti, non di più. Servite subito con i vostri due contorni e il riso bollito o al vapore.



sabato 11 maggio 2013

from Sydney with love...

Eccomi qui, a scrivervi dall'altra parte del mondo...
Molti di voi saranno ancora nel mondo dei sogni, invece qui sono quasi le 3 del pomeriggio. 
Io già fatto un giretto al Paddington Market (un mercatino carinissimo e molto caratteristico dove vendono dal tè ai vestiti, passando per gingilli vari e creazioni meravigliose home made) e guardato alcuni negozietti super fashion e super expensive, ma davvero cool!
La zona di Paddington è considerata una delle più alla moda di Sydney, con un sacco di piccole boutiques in casette basse stile inglese, una vera meraviglia!
Sydney è enorme e bellissima!
Sono qui ormai da due settimane e io non so come mai, ma ho la sensazione di essere a casa. Sono felice qui. Già l'estate scorsa sono rimasta colpita e affascinata da questa città e ora che la posso vivere mi rendo ancora più conto che la sensazione che avevo avuto era come non mai reale.

Per ancora due settimane starò in un appartamento mega nella City con vista, niente popò di meno che, sull'Opera House e l'Harbor Bridge, i due simboli di Sydney! Uno spettacolo! 

A lavoro mi trovo benissimo! L'ufficio è enorme: siamo il 450! Il martedì e il giovedì c'è frutta a volontà per tutti e il primo venerdì di ogni mese c'è un super aperitivo con pizza birra e sidro per tutti per chiacchierare e conoscersi...non vi sembra una meraviglia? a me si! Senza alcun dubbio!

Sapete qual'è la prima cosa che si vede entrando in Ufficio?!...Una cucina open space! Si, avete letto bene! Una cucina! Perché nella cultura inglese è considerata un luogo di aggregazione dove sedersi per discutere di questioni di lavoro o per bere un tè in compagnia! Spesso capita che riunioni informali vengano proprio fatte dalla cucina! Latte e tè a volontà per tutti in ogni momento della giornata!

Ciò che amo di questa città è il LifeStyle: in ufficio sotto la scrivania di tutti ci sono scarpe da ginnastica per andare a correre in pausa pranzo (c'è un piano dell'edificio in cui ci sono le docce per chiunque faccia sport prima o durante l'orario di lavoro!), l'orario di lavoro è 8.30 am - 5 pm...si, avete letto bene 5 pm, ovvero le 17.00!!! Un sogno!!! Poi è ovvio che se c'è qualcosa di urgente da fare si sta un po' di più, ma sapere che se va male si esce alle 18 è davvero una cosa spettacolare!!! E poi via per una corsetta lungo il porto tra le luci della città...

E arriviamo al Food...qui c'è la mania del biologico (in inglese Organic per chi non lo sapesse!). Frutta e verdura sono buonissimi e c'è di tutto, dalle fragole ai fichi, dalla zucca alle melanzane proprio grazie all'estensione dell'Australia: qui a Sydney è autunno, ma più a nord fa ancora molto caldo così tutto è "di stagione"!
Brown rice (riso integrale), quinoa, semini vari, malto di riso, latte cocco, olio di noci o di avocado, noci pecan, macadamia e tutte le classiche cose che in Italia si trovano solo al Biologico o da Natura Sì pagandoli una fucilata, qui sono all'ordine del giorno! Per non parlare delle cose gluten free che qui s trovano con una facilità disarmante!
Chiunque qui mangia healty food (cibo salutare). In ufficio sulla scrivania di ciascuno ci sono fiocchi d'avena e mix di nuts e frutta disidratata (mandorle, noci, goji berry, uvetta...) per gli snack tra un pasto e l'altro! Inimmaginabile in Italia!

Non vi dico poi nei ristoranti...dire che si mangia bene è davvero poco! Si trova di tutto, dal cinese, al thai, dal giapponese all'italiano per arrivare alla cucina australiana fushion molto ispirata alla cucina italiana, ma con influenze da ogni parte del mondo.

Pian piano vi racconterò tutto quello che assaggio e cercherò di riprodurlo! Vi farò conoscere prodotti nuovi e vi farò incuriosire a provare abbinamenti che mai avreste pensato potessero essere così perfetti insieme...Spero di trasmettervi tutto l'entusiasmo che ho io vivendo questa splendida città!

Per ora vi lascio una ricetta della puntata di Cuochi e Fiamme cui ho partecipato (per vederla cliccate qui).
Premetto solo una cosa: io non amo l'avocado, proprio per un tubo, sto iniziando ad apprezzarlo qui, ma prima diciamo che era nella "lista nera" degli ingredienti che mai e poi mai avrei comprato! Ma la tv è la tv e quel che decide è legge e così ecco cosa mi sono inventata con questo ingrediente...

Finti macaron di capesante

Per 4 persone:
Per i macarons:
8 capesante
1 avocado maturo
Limone
Sale
Olio evo

Per la spuma:
Lemongrass
Zenzero
Lime
Limone
Arancia
pepe rosa
Lecitina di soia



Preparate la crema di avocado mettendo la polpa in un frullatore con 2 cucchiai di olio, 1 cucchiaio di succo di limone e 1/2 cucchiaino di sale e 2-3 cucchiai di acqua. Assaggiatela e aggiustatela di sale e limone secondo il vostro gusto. La crema deve rimanere densa, quindi se dovete aggiungere altra acqua fatelo pian piano!

Eliminate il corallo dalle capesante e fatele cuocere per 1 minuto e mezzo, 2 minuti per parte in una padella antiaderente con un filo d'olio (giusto per ungere la padella). Toglietele dalla padella e tenetele da parte. Quando sono leggermente più tiepide, tagliatele a metà e farcitele con la crema di avocado.

Per la spuma:
Grattugiate lo zenzero (1 cm di radice) e il lemongrass (1 gambo), spremete mezzo lime, mezzo limone e mezza arancia, aggiungete mezzo cucchiaino di sale, una o due macinate di pepe rosa e mezzo bicchiere d'acqua e un cucchiaino di lecitina di soia. Emulsionate con un frullatore ad immersione, vedrete che si creerà la spuma.

Servite le capesante con la spuma in un bicchierino (se li avete usate quelli da liquore piccolini dell'ikea (non so se li avete presenti!).

mia nota: Controllate bene la salinità del piatto perché la spuma tende al dolciastro-piccantino per la presenza di arancia e zenzero, mentre l'avocado è molto grasso e come tale non è molto sapido!

Un abbraccio forte a tutti da Sydney...


mercoledì 3 aprile 2013

AAA cercasi Primavera

Nell’attesa che questa beata Primavera la smetta di farsi desiderare così tanto, ecco un antipasto semplicissimo da fare, fresco, leggero e davvero buono. Unica cosa indispensabile: pesce freschissimissimo! 

Sfoderate tutto il fascino che avete, fate gli occhi da cerbiatta e sbattete le ciglia mentre chiedete al vostro pescivendolo di fiducia “del salmone freschissimo”…Conquistato quello, il gioco è fatto e la riuscita della ricetta è assicurata! 

Personalmente non sono un’amante del pesce crudo, il sashimi mi lascia sempre un po’ perplessa e quei piatti di crudo che fanno andare in visibilio tante persone, proprio non fanno per me, però se il pesce è fresco e marinato bene, allora si, mi piace parecchio e se poi è accompagnato da un’insalatina fresca, lo apprezzo ancora di più! 


Salmone marinato agli agrumi e zenzero con finocchio, pera e riccioli di carota 


Per 4 persone: 
un filetto di salmone fresco da 250 gr 

per la marinata: 
zenzero 
arancia 
limone 
olio evo 
sale 
pepe rosa 

per l'insalatina:
1 finocchio 
1 pera 
2 carote 
pepe rosa 



Tagliate a fettine sottili il filetto di salmone (a me si era un po’ sfaldato, ma non importa!) e disponetelo su un piatto. 

Preparate la marinata mettendo in una ciotola 2 cucchiai di succo di arancia, 1 cucchiaio di succo di limone, 5 fettine sottili di zenzero, 1 cucchiaio di olio evo e due pizzichi di sale. Emulsionate tutto con una frusta a mano e versate sul salmone. Coprite con la pellicola trasparente e mettete in frigo per almeno 2 ore. Tirate fuori dal frigo un quarto d’ora prima di servirlo. 

Lavate le verdure e tagliate sottili sottili (io ho tagliato il finocchio con il coltello e carote e pera con la mandolina). 

Disponete sul piatto i finocchi alternandoli alle pere, il salmone marinato e i riccioli di carota. Nappate con la marinata, macinate un po’ di pepe rosa e decorate con una fettina di arancia. 


L'aggiunta della pera è stata un'idea dell'ultimo minuto, ma vi assicuro che è davvero azzeccata!


lunedì 25 marzo 2013

Amiche di smalto e un piatto da leccarsi i baffi

Da cosa si capisce se delle amiche sono davvero perfette per te?!...ma è ovvio dallo SMALTO
No, giuro, non sono matta! 

Come dice la mia amica Fra :"Quando chatti con le tue amiche: "ho comprato il Pirate di Chanel, che poi è meno acceso del Fire, ma più rosso del Dragon." E loro ANNUISCONO. Capisci che sono quelle giuste!". 

Ed è proprio vero! Quando ci si capisce anche solo parlando di cose così piccole e futili, allora si che puoi dire di aver trovato le amiche giuste per te, 
quelle che basta una cenetta insieme per far scomparire ogni pensiero, ogni paura, ogni insicurezza;
quelle che con un messaggio riescono a trasformare un broncio in un sorriso; 
quelle che riescono a farti ridere a crepapelle nei momenti meno opportuni facendoti fare pessime figure, ma facendoti sentire allo stesso tempo più leggera;
quelle che solo il sapere che ci sono rendono ogni decisione più semplice da prendere;
quelle che ti fanno sentire bene con te stessa;
quelle che ti regalano lo smalto di Chanel che volevi: April, così ti ricordi di tornare… 

Questo è uno dei piatti che ho preparato per la nostra cenetta… 


Calamaretti ripieni di miglio su crema di zucca al limone con tentacoli fritti e chips di zucca 


Per la crema di zucca al limone: 
800 gr - 1 kg di zucca da pulire
1 cucchiaino di succo di limone 
scorza di ½ limone 
½ bicchiere d’acqua 
1/2 cucchiaino di sale 
2 cucchiai d’olio evo 

Per i calamari ripieni: 
8 calamaretti grandi 
100 gr di miglio decorticato 
200 ml di acqua 
2 porri 
1 cucchiaio di olio evo 
salsa tamari (o salsa di soia) 

3 cipollotti 
1 cucchiaio di olio evo 
vino bianco 
sale 

Per chips di zucca e tentacoli fritti: 
80 gr di zucca 
farina di riso 
olio di arachidi 
sale 


Per la crema di zucca al limone:
Tagliate la zucca a spicchi lasciando la buccia e mettetela in una teglia rivestita di carta da forno e infornatela a forno freddo e portandolo a 180°C. Lasciate la zucca in forno per mezz’ora o finché non sarà morbida (infilzandola con una forchetta si disferà). Quando è ancora calda togliete la buccia e raccogliete la polpa in un recipiente. Frullate con un frullino a immersione. Trasferite la polpa nel frullatore (quello per fare i frullati), aggiungete, olio, sale, succo di limone e l’acqua e azionatelo fino ad ottenere un composto cremoso e liscio. Aggiustate di sale se necessario, aggiungete la scorza grattugiata e frullate per pochi secondi. Tenete da parte. 

Per i calamari ripieni: 
Sciacquare il miglio e cuocerlo per 20-30 minuti nei 200 ml di acqua. Sgranate e tenete da parte. 

Pulite i porri e tagliateli a fettine. Mettete un cucchiaio di olio in una padella e quando è caldo aggiungete i porri. Fateli rosolare a fuoco vivace per 3 o 4 minuti, aggiungete ¼ di bicchiere di acqua e coprite con il coperchio. Fate cuocere per 5 minuti finché non saranno morbidi. Togliete il coperchio e fate evaporare l’acqua rimasta, aggiungete il miglio e fatelo saltare 2 o 3 minuti con i porri, sfumateli con 1 cucchiaio e mezzo di salsa tamari. Fate cuocere ancora 2 minuti e spegnete. 
Pulite i calamari separando le sacche dai tentacoli. 
Riempite le sacche con il miglio e i porri e richiudete con uno stecchino. 

Affettate i cipollotti finemente. Mettete 1 cucchiaio di olio in una padella e quando è caldo aggiungete i calamari ripieni, salateli e fateli rosolare 3 minuti per parte, sfumate un pochino di vino (un dito) e lasciate evaporare. Aggiungete mezzo bicchiere d’acqua e coprite con un coperchio. Fate cuocere venti minuti. Togliete il coperchio e fate ridurre il liquido rimasto. Tenete in caldo. 

Scaldate la crema di zucca in un pentolino a fuoco basso. 

Per i tentacoli fritti e le chips di zucca:
Scaldate l’olio in un pentolino stretto dai bordi alti. 
Tagliate con una mandolina la zucca e infarinatela nella farina di riso. 
Infarinate anche i tentacoli. 
Friggete la zucca e poi i tentacoli, scolate su carta assorbente e salate. 

Impiattate in un piatto fondo disponendo sul fondo la crema di zucca, poi i calamari ripieni e il loro sughetto, decorate con la zucca e i tentacoli fritti. Servite subito.



Info per chi ha partecipato al Contest Dolcemente Salato: giovedì lo Chef Claudio Sadler sceglierà i vincitori...tempo di fare il post e saprete il verdetto...vi tengo aggiornati :)!


Con questa ricetta partecipo al contest di "Cucina Tollerante" e "No sugar please"...



venerdì 1 marzo 2013

Un sabato Intenso con Mutti e lo Chef Lorenzo Santi

Ma quanto mi sono divertita Sabato scorso all'evento organizzato dalla Mutti per presentare il loro nuovo prodotto: un sugo saporitissimo, pronto all'uso, fatto semplicemente con pomodoro e un soffritto di sedano, carota e cipolla. Come quello che fareste voi a casa! il nome?! Neanche da chiedere...Intenso! Azzeccatissimo! 
Evento condito dala simpatia e bravura dello Chef Lorenzo Santi, cosa chiedere di più?!

Chi sta scrivendo è una penosa che non ha mai mangiato sughi pronti in vita sua, tranne durante le vacanze estive o invernali con gli amici quando ero una ragazzina che ancora non sapeva quanto ci si può divertire in cucina. Mia mamma si è sempre ostinata a fare la salsa di pomodoro anche in pieno inverno con dei pomodori palllllllliiiiidi che più pallidi non si può e acidi che potevi metterci anche una confezione intera di zucchero, che col cavolo che se ne andava. Anyway, sono fiera ed orgogliosa di esser stata cresciuta così. Sempre meglio sapere esattamente cosa si mangia. Meno i prodotti sono elaborati meglio è. Sempre.

Partendo da questo presupposto, devo dire però che questo sugo è molto buono e incredibilmente saporito, cremoso e si, assolutamente comodo, perché non bisogna aggiungere nulla, solo un filo d'olio, meglio se a crudo dopo aver fatto saltare la pasta in padella.

Questo sugo è pensato per le paste fresche, infatti sabato ci siamo lanciati proprio nella preparazione dei più svariati tipi di pasta: fettuccine, tagliatelle, pinzocheri, fusilli, ravioli e gnocchi. E chi più ne ha più ne metta. A mio modesto parere, questo sugo è ancora meglio con la pasta secca, ma questi sono gusti personali.

Mi è piaciuto, figuratevi che ne avrò mangiata una confezione a cucchiaiate, così, dalla confezione :)!

Temo rimarrò sempre una fedelissima della salsa di pomodoro home made, ma ora so che se la mia salsa sarà pallidina e triste e avrò invece voglia di qualcosa di più strong anche d'inverno mi basterà una confezione di Intenso e sarò soddisfatta!



E ora passiamo alla ricetta: l'idea era quella di proporre una pasta fresca da condire con Intenso e un ingrediente che rievocasse la nostra regione. 
Ragionamento ingegneristico se no facciamo notte: io - Ligria - stoccafisso accomodato=stoccafisso+patate+pomodoro+pinoli+olive - da cui: gnocchi di patate con stoccafisso nell'impasto + sugo Intenso + briciole di stoccafisso croccanti.

Gnocchi di patate e stoccafisso con sugo Intenso Mutti e briciole croccanti di stoccafisso


premessa: le dosi non esistono perché qui si va a occhio, ma in linea di massima per due persone:
per gli gnocchi:
1 patata grande bollita con la buccia
fecola di patate q.b.
3 cucchiai di stoccafisso bollito (o cotto nel latte) sbriciolato con il frullatore
1 confezione di sugo Intenso Mutti
per le briciole:
2 cucchiai di stoccafisso 
1/2 cucchiaio di olio
sale




Schiacciate la patata con lo schiacciapatate, aggiungete lo stoccafisso e due pizzichi di sale. impastate e iniziate ad aggiungere un po' di fecola (non esagerate, perché altrimenti rimarranno un po' duretti).
Ricavatene dei filoncini, tagliateli a pezzetti e rotolateli sui rebbi di una forchetta. Adagiateli su un piatto e spolverate leggermente di fecola.

Portate a ebollizione l'acqua in una capiente pentola e salatela.

In una padella antiaderente mettete l'olio e quando è caldo aggiungete le briciole di stoccafisso. Salate e fate cuocere per 3-4 minuti a fuoco vivo. Spegnete e tenete al caldo.

In un'altra padella fate scaldare Intenso con un cucchiaino di olio evo.

Tuffate gli gnocchi nell'acqua e scolateli quando vengono a galla.
Matteteli nel sugo e fateli insaporire.
Impiattate mettendo gli gnocchi e sopra le briciole di stoccafisso.

mie note: 
- se non vi piace lo stoccafisso, astenetevi! Si sente eccome!
- potete sostituire il sugo Intenso con un sughero fatto velocemente con pomodori piccadilly, olive e pinoli. In estate è perfetto!!!

Con questa ricetta partecipo al Contest "Diversamente buoni" di CucinaTollerante e No Sugar Please.



IMPORTANTISSIMO! Per chi partecipa al mio Contest "Dolcemente Salato": temo che la pagina abbia raggiunto il massimo dei commenti possibili perché ricevo le mail di notifica e poi non trovo i commenti. Per le ricette mi baserò sulle mail, ma vi prego, se non trovate il vostro commento su questa pagina, mettetemelo su quest'altra! Grazie mille!!!

lunedì 18 febbraio 2013

Io odio i treni!


Stanca, sono stanca di questi cavolo di treni che non sono mai in orario, di questi viaggi che ti tolgono ogni energia, di questa schifo di Trenitalia che tira sempre fuori il peggio di me: mai una parolaccia (o almeno poche, va bene!), sempre a cercare di mantenere calma e autocontrollo anche nei momenti più complicati e poi, arrivi li, in Stazione. Ti bastano 5 dannatissimi minuti su un cavolo di treno, PUNTUALMENTE IN RITARDO per tirare fuori il peggio di te. Altro che Dr Jeckyll e Mr Hide! Divento una furia. Mi sale il sangue al cervello, davvero. Incontrollabile! La mia unica speranza è sempre che non passi un controllore altrimenti verrebbe divorato tra insulti e parolacce, che poi, poveretto, lui non c’entra nulla, lo so, ma con chi me la prendo io, porca paletta?!?! 

Ma no, perché dico: mi faccio un mazzo quadrato ogni santo giorno per cercare di fare le 8000 cose che voglio fare e sottolineo "voglio" per dire che sono consapevole di essere io a complicarmi la vita, ma già che la vita me la complico io, perché deve mettersi di mezzo pure Trenitalia a farmi perdere tutto questo tempo?!?! Grrrr…che nervoso! 

Basta, la smetto, scusate lo sfogo, anche se so per certo che tantissime di voi si ritroveranno nelle mie parole. 

Ma che poi dico io, si spendono un’infinità di soldi per armi, bombe e cose del genere, ma investire per fare ricerche sul TELETRASPORTO?! Ohhh…sarebbe la cosa più bella del mondo! 

Consoliamoci con un bel risotto che male non fa! Niente burro né formaggio, mantecatura con olio evo e succo d’arancia…eccovi la ricetta: 


Risotto con gamberi, pistacchi e burrata 


Per 4 persone: 
280 gr di riso carnaroli 
16-20 gamberi rossi (a seconda della dimensione) 
2 cucchiai di pistacchi sgusciati e tostati 
½ arancia 
½ limone 
2 spicchi d’aglio 
limoncello 
vodka 
sale grosso 
pepe nero macinato fresco 
olio evo 
1 burrata o 2 burratine o stacciatella (a temperatura ambiente) 




Per prima cosa preparate il fumetto di gamberi: sgusciate i gamberi tenendo da parte le teste e con queste ultime preparate il fumetto. In una pentola mettete 2 cucchiai di olio evo e uno spicchio d’aglio tagliato a metà di modo che insaporisca l’olio. Quando è caldo aggiungete le teste dei gamberi e fate tostare per 2-3 minuti a fuoco vivo. Sfumate con la vodka (o con il limoncello o del brandy) e fate evaporare. Aggiungete 1.5 l d’acqua, 2 cucchiaini di sale grosso e la scorza di mezzo limone (semplicemente tagliata, non grattugiata). Fate cuocere con il coperchio per 2 ore. Filtrate tutto con un colino (sarebbe ancora meglio passarlo al passaverdure). Avete così ottenuto il brodo di gamberi con cui fare il risotto. Aggiustatelo di sale e aggiungete un pochino di pepe. 

Tritate metà dei pistacchi grossolanamente al coltello e l’altra metà con il frullatore di modo che vengano più fini. 
Passate i gamberi nei pistacchi tritati più finemente e disponeteli su un vassoio in modo ordinato. Tenete da parte 8-12 gamberi (a seconda della dimensione) per la decorazione e tagliate a pezzi i rimanenti. 

Per il risotto: mettete a scaldare due cucchiai d’olio in una casseruola e aggiungete lo spicchio d’aglio diviso in due. Aggiungete i gamberi a pezzetti e metà dei pistacchi tritati grossolanamente. Fateli rosolare a fiamma viva e sfumateli con il limoncello. Fate evaporare la parte alcolica e aggiungete un mestolo di fumetto di gamberi bollente. Continuate ad aggiungere fumetto finché il riso non sarà cotto (deve rimare un pochino al dente, mi raccomando!). 

Mentre il riso cuoce, grattugiate la scorza dell’arancia e prelevatene il succo e dividete in 4 la burrata (la quantità per persona deve essere un cucchiaio o poco più). 

Quando mancano 5 minuti alla cottura del riso, in una padella antiaderente, scaldate 1 cucchiaio d’olio e quando è caldo rosolate 1 minuto per parte i gamberi interi. Flambateli con un goccino di limoncello e teneteli in caldo. 

Quando il riso è cotto, toglietelo dal fuoco, aggiungete la scorza d’arancia, 2 cucchiai di olio evo e 2-3 cucchiai di succo d’arancia (non esagerate perché l’arancia ha un sapore molto forte!). 

Impiattate mettendo il riso nel piatto, sopra i gamberi interi, una spolverata di pistacchi ed infine la burrata. 


 Buona settimana a tutti!!! 
Sperando che non dobbiate "picchiarvi" con dei treni :)!

mercoledì 9 gennaio 2013

Ma voi lo avete il cestello di bambù?!

Scettica fino all'ultimo se pubblicare o meno questa ricetta, ma poi mi sono detta: "Why not?!". Alla fine è una ricetta che si fa davvero da sola, dietetica che di più non si può, salutare e buona e saporita come non si può neppure immaginare.

Strumento indispensabile è il cestello per la cottura al vapore in bambù, relegato nell'armadio per un po' di mesi, appena mi sono decisa a dargli una chance, non lo ho più abbandonato...è una figata pazzesca!
Cuoce tutto benissimo, non si sporca nulla e mentre lui fa il suo dovere, si può fare qualsiasi cosa, la doccia, sistemare casa o perché no, riposarsi! Mmmm...si vede che sono già entrata in modalità "vita normale" l'ultima opzione non l'avevo quasi contemplata!!! 

Il trucco è mettere un pezzetto di carta da forno sul fondo così il bambù non assorbe gli odori dei cibi e i succhi di ciò che cuocete non si disperdono nell'acqua del cestello sottostante. In questo modo potete cuocere pesce e verdura contemporaneamente!
Se non lo avete ancora, procuratevelo, anche piccolino (io lo ho da 18 cm) e vedrete che non ve ne separerete più :)!


Filetti di nasello e porri nel cestello di bambù


Per 2 persone: 
300 gr di filetti di nasello (se possibile freschi: 2 da 150 gr) 
2 porri 
sale di Cipro al curry (in alternativa, sale di Cipro in fiocchi e curry) 
strumento indispensabile: cestello in bambù 



Mettete due dita d’acqua in una casseruola dello stesso diametro del cestello in bambù e mettetela sul fuoco con un coperchio. 
Ritagliate un cerchio di carta da forno leggermente più grande rispetto al diametro del cestello e con questo foderatene il fondo. 
Lavate il porro, privatelo del fondo e della parte verde scura, dividetelo in 3 e tagliatelo a listarelle: disponetelo sulla carta da forno. 
Lavate i filetti di nasello e disponeteli sopra i porri. 
Togliete il coperchio alla casseruola e mettetevi sopra il cestello con il suo coperchio. 
Fate cuocere per 7-8 minuti, aggiungete il sale al curry e fate cuocere ancora 3-4 minuti. 
Servite in un piatto fondo perché i succhi che rimarranno nella carta da forno saranno deliziosi da mangiare insieme e manterrà il pesce umido poiché di solito il nasello tende a diventare un po’ stopposo. 
Se volete aggiungete un pochino d'olio evo a crudo, ma è delizioso anche senza.




Il nasello io ho usato i filetti di nasello surgelati perché quando si arriva a casa tardi è una salvezza averli in freezer! Se voi riuscite a comprarli freschi verrà sicuramente ancora più buono!

Il sale di Cipro al curry è un sale formato da fiocchi di sale di Cipro che hanno la forma di una piramidina e curry. Questi fiocchi di sale sono meravigliosi, regalano croccantezza in piatti in cui questo elemento manca! Provateli! Anche su una tartare sono spettacolari!

domenica 18 novembre 2012

L'arancina più SICILIANA che ci sia!

L’MTC è una vera figata! 
So che con quest’affermazione raccoglierò un’infinità di consensi! 
Perché si, la fantasia è fondamentale, ma la tecnica di base, quella è imposta ed è proprio lei che fa la differenza, che ti permette di imparare e aggiungere un tassellino al tuo puzzle personale di “conoscenza culinaria”, un puzzle che lo so, non finirò mai, ma ogni volta che ne aggiungo un pezzetto mi sento così felice e orgogliosa! 

Bando alle ciance se no questo post diventa chilometrico e il lunedì lo so, siamo tutte ancora un po’ in fase “bradipo style”, ma non perché nel week end ci siamo riposate e perché abbiamo ancora i rimasugli del dolce relax in pantofole, bensì perché nel week end concentriamo tutte le mille mila miliardi di cose che dobbiamo fare, e così il lunedì siamo più stremate del venerdì precedente, ma siamo bioniche, lo sappiamo (o forse ne abbiamo la presunzione!) e continuiamo così, noncuranti del fatto che il mondo attorno a noi ha altri ritmi e inconsapevoli che non ci farebbe poi così male adattarci anche noi a quel “dolce far niente” che solo a pronunciarlo ci sembra una perdita di tempo… 


L’ arancina più SICILIANA che ci sia…perché?! 


Perché in Lei ci sono tutti i sapori che parlano di Sicilia, dei suoi colori e della sua terra. 

Gli ingredienti principali del ripieno sono: 

Gamberi di Mazara 
Pistacchi di Bronte 
Limoncello di Sicilia 
Arance Siciliane essiccate 
Olio evo Siciliano 


Io purtroppo ho dovuto ripiegare su prodotti che non fossero necessariamente Siciliani, ma i profumi e i colori già ricordavano questa meravigliosa Terra…Non oso immaginare se avessi avuto gli ingredienti “Originali” a portata di mano… 


E gli ingredienti originali li aveva invece lo Chef Alessandro Orefice durante la serata dedicata proprio alla Sicilia di “Per tutti i gusti” organizzata dal re degli eventi mondani, il grande Carlo Vischi, serate in cui la cucina è la vera protagonista! 

In quest’occasione ho avuto il piacere di conoscere lo Chef Alessandro Orefici dell’Antica Focacceria S. Francesco di Palermo. Un ragazzo davvero in gamba, con una grandissima passione per il suo lavoro, entusiasta di condividere la sua arte (cosa che non capita tutti i giorni!). Io gli ho rotto talmente le cosiddette che mi ha svelato un po’ di trucchetti del mestiere (che vi svelo qui nel seguito!) e mi ha anche fatto un piattino tutto per me solo con i gamberi…un vero tesoro! 


E ora passiamo alla ricetta...

L'arancina più SICILIANA che ci sia


Per la preparazione del riso e l’iter da seguire vi rimando alla chiarissima ed esauriente spiegazione di Roberta di Pupaccena. 


lo ho lasciato bianco, quindi senza zafferano perché volevo che la vera scoperta e l’esplosione di colori fosse all’interno. 

Per 10 arancine tonde:
200 gr di riso Vialone nano 
per brodo, burro e parmigiano ho scalato le dosi 

Per il ripieno: 
5 gamberi freschissimi 
1 cucchiaio abbondante di pistacchi tritati finissimi 
1 cucchiaio abbondante di piastacchi traitati grossolanamente 
1/2 bicchierino da liquore di Limoncello 
una noce di burro 
olio evo 
- per il fumetto di gamberi (come mi ha insegnato lo Chef): 
1 spicchio d’aglio (io lo ho omesso) 
una noce di burro 
carcasse dei gamberi 
Ricard o Pastisse per sfumare (io ho usato un goccino di Limoncello) 

Per la panatura:

pangrattato 
2 fette di arance essiccate frullate 





Nota iniziale: sembra qualcosa di lunghissimo da fare, ma vi assicuro, ci vogliono 10 minuti in totale!!! 


Innanzitutto preparate il fumetto di gamberi facendo una bisque sciogliendo in una padella il burro, aggiungete quindi le carcasse e fatele tostare per bene -3 minuti - (sentirete un profumino delizioso!), a questo punto sfumate con il limoncello (o con Ricard o Pastisse) e fate evaporare l’alcol. Aggiungete 1 bicchiere d’acqua (e un pizzico di sale) e fate restringere della metà. Filtratelo e tenetelo da parte. 


Impanate i gamberi nei pistacchi tritati finissimi. 
In una padella mettete il burro e 1 cucchiaio d’olio evo. Quando sono caldi aggiungete i gamberi e fateli insaporire per 2 minuti, aggiungete il resto dei pistacchi tritati fini e metà di quelli più grossolani. Sfumate con il limoncello e fateli flambare di modo che l’alcol evapori. Aggiungete un mestolino del fumetto di gamberi e fatelo ridurre finché i liquidi non saranno evaporati. Spegnete il fuoco e tagliate i gamberi a pezzetti, aggiungete i pistacchi tritati grossolanamente che sono avanzati e tenete da parte. 


Nota: Scrivendo la ricetta mi sono accorta di non aver messo sale, ma NON serve perché era saporitissimo così!

Seguite il procedimento di Roberta e quando arrivate alla panatura aggiungete al pangrattato la polvere di arance essiccate che avrete ottenuto frullandole. 




Mai come in questo caso mi sento di dire che sono soddisfatta del risultato!
Provateli, non ve ne pentirete! 

Con queste Arancine partecipo al super MTC di Novembre di Ale e Dani di Menu Turistico:



Qui sotto trovate tutte le fasi della preparazione delle Busiate ai pistacchi e gamberi di Mazara dello Chef Alessandro Orefice



1. Lo Chef 
2. Butta le busiate in acqua bollente salata 
3. Burro e olio evo (Olio Siciliano San Basilio “2 Sicilie”) in padella. Quando è caldo aggiunge i gamberi interi (che serviranno per decorare il piatto) sgusciati e impanati nei pistacchi. Aggiunge un po’ di granella di pistacchi tritata finemente. 
4. Dopo 2 minuti aggiunge anche i gamberi sgusciati (non impanati) che verranno saltati con la pasta. 
5. Sfuma con il limoncello 
6. Flamba e fa evaporare l’alcol 
7. Aggiunge uno spicchio d’aglio intero e un po’ di fumetto di gamberi 
8. Toglie i gamberi interi 
9. Aggiunge altri pistacchi tritati finemente
10. Sala e pepa
11. Toglie lo spicchio d’aglio
12. Aggiunge i pistacchi tritati grossolanamente
13. Aggiunge un po’ di scorza di arancia grattugiata
14. Scola le busiate e le fa saltare in padella
15. Aggiunge un filo d’olio evo (Olio Siciliano San Basilio “2 Sicilie”) a crudo
16. Impiatta...Che bontà!

Con questa ricetta partecipo anche al contest di Le Torte di Gessica sul Pistacchio di Bronte in collaborazione con Bacco.

mercoledì 10 ottobre 2012

Fried rice with shrimp and snow peas - Riso fritto con gamberi e taccole

Ormai non so più cosa inventarmi...mi ritrovo a scrivere post in tram, in treno, in qualsiasi posto io sia obbligata a stare seduta. E invece di leggere un buon libro come fanno tutte le persone normali, io non sono ancora seduta che già mi  affanno a pestare i tasti del mio pc o del mio iPhone (meno male che lo hanno inventato!). 
Non ho già mille cose da fare, non sono sempre di corsa, non sono sempre in un perenne stato di ansia in cui mi domando ogni due secondi se c'è la farò a fare tutto, eppure l'occasione di entrare a far parte dello splendido gruppo delle Starbookers proprio non potevo farmela scappare! 

Sono sempre stata un'autodidatta in cucina, compro riviste, quelle si, ma di libri di cucina non ne ho molti, giusto i 'must' come l'Artusi, un libro del grande Marchesi e pochi altri, più libri "di teoria" che libri di ricette. Eppure mi sono sempre detta che avrei voluto una libreria di cucina un po'più corposa, ma certamente non per rimirare i libri archiviati in ordine alfabetico o chissà che, ma per ampliare la mia cultura culinaria.
A furia di prendere ricette di qua e di la e di stravolgere completamente per aggiungere quel cavolo di "tocco in più" mi ritrovo sempre a fare una ricetta che con l'originale non ci acchiappa un tubo! 
E invece grazie allo Starbooks tutte queste "aggiuntine" o "sconsiderate sottrazioni" sono finalmente vietate e così...ricetta sia! E con lei i suoi veri sapori, che posso piacere o non piacere, ma che sicuramente arricchiscono: si impara a conoscere ingredienti nuovi perché non si può fare come sempre, sostituendo questo o quello con quel l'altro, perché è proibito! Deliziosamente proibito! A volte la ricerca degli ingredienti è più complicata della realizzazione della ricetta, ma anche quello fa parte del gioco! Un divertentissimo e utilissimo gioco!
E ci si ritrova a scegliere le ricette che colpiscono, che incuriosiscono e che si sarebbero sempre volute provare, a volte le più strane e quelle che "Oh mio Dio! Ma come fanno quegli ingredienti a stare bene insieme?!"...curiosità e scoperta sono le parola d'ordine! 
(Per inciso...sto camminando e grazie al Cielo ho appena evitato di prendere una clamorosa facciata contro un palo!!! Bravissima!).

E con questo piatto dai sapori orientali inizia la mia esperienza dello Starbooks



Questa ricetta la dedico alle mie compagne di avventura Ale, Stefy, Patty, Gaia, Mapi, Cri, Ale e Roby (ben più note alla blogsfera di me! Trovate tutti i link alla fine della ricetta) che sono state subito dolcissime e disponibilissime con me! 
Grazie ragazze!!! 

Riso fritto con gamberi e taccole
Per 6-8 persone:
65 gr di olio di semi di arichide + 1 cucchiaino
2 uova grandi, leggermente sbattute
12 grandi gamberi (circa 336 gr), sgusciati e puliti mantenendo le code (questa parte me l’ero persa!)
Sale grosso e pepe macinato al momento
3 cucchiai di lemongrass tritato finemente (solo la parte gialla e verde chiaro)
4 grandi spicchi d’aglio, tritati
2 cucchiai di zenzero pelato e tritato finemente (circa 5 cm)
1/2 cucchiaino di peperoncino fresco tagliato
12 funghi shiitake, puliti e tagliati dello spessore di 1 cm circa (io ho usato quelli secchi mettendoli in ammollo per un’ora)
20 taccole verdi piccole tagliate in pezzi (io le ho trovate chiare)
740 gr di riso a grana lunga cotto il giorno prima, preferibilmente jasmine (circa 600 gr crudo)
3 cucchiai di salsa di soia
5 cipollotti piccoli, solo la parte bianca e quella verde pallido, tagliato trasversalmente + un po’ tagliato finemente per guarnire (2 cipollotti).
Spicchi di lime, per guarnire 


1.Scaldare a fuoco medio 1 cucchiaino d’olio nel wok o in una padella grande e quando è caldo aggiungere le uova e cuocere per circa 30 secondi, finché non saranno dolcemente strapazzate, mescolando in continuazione. Metterle in un piatto. 

2.Condire i gamberi con sale e pepe. Aggiungere un cucchiaio di olio nel wok e scaldare finché non sfrigolerà. Cuocere i gamberi, girandoli occasionalmente per 1 o 2 minuti, giusto il tempo di farli scottare da entrambi i lati. Mettere in un piatto.(Io ho lavato il wok dopo aver strapazzato le uova prima di scaldare nuovamente l’olio e cuocere i gamberi perché temevo che le uova rimaste attaccate al fondo potessero bruciarsi e lasciare un cattivo gusto!). 

3.Aggiungere nel wok i rimanenti 3 cucchiai di olio, il lemongrass, l’aglio, lo zenzero e il peperoncino. Cuocere, mescolando, per 1 minuto. Aggiungere i funghi e cuocere 2 minuti. Aggiungere i gamberi; cuocere per circa 1 minuto finché non diventano opachi. Aggiungere ile taccole, cuocere per circa 1 minuto finché non saranno verde brillante (nel mio caso giallino brillante), ma ancora croccanti. Buttare anche il riso e cuocere finché non sarà caldo, quindi aggiungere la salsa di soia. Aggiungere le uova strapazzate, rompendo ogni grande grumo e i cipollotti. Condire con sale e pepe. Guarnire con i cipollotti e servire con le fette di limone.



Mie note: 
Up : La ricetta mi è piaciuta moltissimo! L'equilibrio tra lemongrass, peperoncino, aglio e zenzero è perfetto! Rievoca tutti i sapori orientali in un mix impeccabile secondo me! Sono tutti sapori molto forti presi separatamente, ma queste dosi sono perfette per un sapore in cui nessuno sia dominate rispetto agli altri! E questo direi che è un mega punto a favore di Martha! 

Ho usato il riso jasmin come consiglia Martha e ha invaso la mia casa di un profumo delizioso...usate quello anche voi, del giorno prima mi raccomando, così rimane più croccante! 

Down: Le taccole secondo me dovrebbero essere cotte un pochino di più altrimenti rimangono proprio crude! L'obiettivo è quello di averle come parte croccante del piatto quindi ci sta che siano "al dente", ma così è un po' troppo! 

Secondo me un pochino di olio in più potrebbe anche stare bene, ma forse questa necessità è data dalla mia inesperienza nell'usare il wok! 

Io aggiungerei un pochino di salsa di soia in più! Martha dice di "aggiustare di sale e pepe" quindi la sua ricetta non è insipida, ma anziché sale io aggiungerei soia. Forse il fatto di aver usato la salsa di soia senza glutine cambia le cose, probabilmente è meno salata, ma non mi ricordo il sapore di quella comune per esserne certa! 

Nel complesso la ricetta mi è piaciuta molto, con qualche piccolo accorgimento è sicuramente una ricetta da rifare! Brava Martha!

Ed ora non perdetevi le ricette delle altre StarBookers:
Ale di Menù Turistico: Blueberries Pancake
Cri di Vissi d'arte e di cucina: Alexis' Egg Salag Sandwiches
Roby di Le Chat Egoiste: Mile High Apple Pie
Patty di Andante con gusto: Meat Loaf with mashed potatoes
Stefy di Arabafelice in cucina: Classic Potato Salad
Ale di Ale only kitchen: Hazelnut Cookies
Gaia di La Gaia Celiaca: Peach and Blueberry Cobbler
Mapi di L'Apple Pie di May Pie: Petti di pollo grigliati con glassa alla pesca

Sfrutto questa importantissima vetrina per dirvi che sono leggermente cambiate le regole per partecipare al mio primo contest "Wow! che Dolce!"...Seguite il banner e troverete tutto...scusate questa modifica in corso d'opera, ma è tutto per potervi garantire un premio ancora più ricco...sono giustificata vero?!